ELEZIONI: FRATOIANNI, “UN’ITALIA PIU’ GIUSTA, SOLIDALE, VERDE CONTRO PEGGIORE DESTRA DI SEMPRE”

INTERVISTA A SEGRETARIO NAZIONALE DI SINISTRA ITALIANA, "ABOLIRE IL JOBS ACT E LA SELVA CONTRATTI PRECARI," "TRIVELLE NON SONO LA SOLUZIONE, NUCLEARE DI QUARTA GENERAZIONE NON ESISTE, SI PARLA DEL NULLA". IN ABRUZZO "RETE DI ASSISTENZA SANITARIA TERRITORIALE CON ASSUNZIONE DI PERSONALE", "TOGLIERE AI PRIVATI LA RIABILITAZIONE"

20 Settembre 2022 19:37

Italia - Politica, Politiche 2022

L’AQUILA – Un’Italia “più giusta, solidale e più verde”, opposta “alla peggior destra di sempre”. Una sinistra che faccia la sinistra, oltre “le battaglie di bandiere” e dello virgola alle elezioni, con la forza di “abolire il Jobs Act e la selva dei contratti precari, come il governo dei socialisti e di Podemos ha fatto in Spagna”, e che ponga al centro la transizione ecologica, dicendo no  a trivelle e nucleare.

L’elezione del 25 settembre per Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, interlocutore di Abruzzoweb nella terza intervista ai leader nazionali, è uno spartiacque nella storia recente del Paese, perché  il centrodestra vuole “un paese schiavo della paura, porti chiusi, diritti civili negati, un’Italia che faccia un passo indietro di trent’anni e hanno anche mire di revisione costituzionale”.

Fratoianni, pisano, ha alle spalle una lunga militanza con Rifondazione Comunista,  ha poi aderito a Sinistra Ecologia Libertà di Nichi Vendola, e dal 2017 è segretario di Sinistra italiana, partito rimasto all’opposizione del governo di Mario Draghi. Ora con Angelo Bonelli ha costituito l’alleanza Verdi e Sinistra italiana, alleata dei Democratici e Progressisti, ovvero del Partito democratico, Demos e Partito socialista italiano, e con +Europa e Impegno civico.

Per l’Abruzzo Fratoianni pone al centro “la realizzazione di una rete di assistenza sanitaria territoriale, attraverso l’assunzione di personale adeguato agli standard previsti  la re- internalizzazione delle prestazioni di riabilitazione (e del personale impegnato), quasi totalmente affidate a privati”.

Per nuove trivellazioni, in Abruzzo e come altrove, assicura, “ci verrebbero anni e il problema è qui e ora”, e la strada da intraprendere è invece “quella di una forte accelerazione verso le rinnovabili”. Gli ultras dell’atomo poi, “parlano di un nucleare di quarta generazione (che ancora non esiste) e non dicono dove vorrebbero realizzare gli impianti. Mi pare che stiamo parlando del nulla”.

Onorevole Nicola Fratoianni, qual è la proposta politica e i progetti che Sinistra italiana e Verdi ritengono prioritari per l’Abruzzo?

Migliorare le condizioni di salute dei cittadini prima di tutto agendo sull’ambiente e sui servizi sanitari. Questo vuol dire manutenzione del territorio e azioni sull’ambiente urbano: invertendo la rotta sul consumo di suolo e sulla sua cementificazione, sul sistematico abbattimento di alberature urbane in assenza di cure e di manutenzione del verde, sull’assenza di servizi nelle aree periferiche e più in generale nelle aree interne della regione. E poi riteniamo davvero necessarie ed urgenti: la realizzazione di una rete di assistenza sanitaria territoriale, attraverso l’assunzione di personale adeguato agli standard previsti dal DM 77/2022. La realizzazione della sanità di iniziativa, prossima ai luoghi di dimora dei cittadini, contrasterà gli inaccettabili fenomeni di esternalizzazione delle prestazioni di pronto soccorso di cui si parla in questi giorni; la re- internalizzazione delle prestazioni di riabilitazione (e del personale impegnato), quasi totalmente affidate a privati, con pesanti costi salariali a carico degli addetti. Infine l’adeguamento delle dotazioni di personale dei Dipartimenti di Prevenzione agli obiettivi e ai compiti loro affidati, prima fra tutti la promozione della salute e della sicurezza dentro e fuori i luoghi di lavoro. E poi in Abruzzo, come nel resto d’Italia, le bollette impazzite e l’inflazione fuori controllo hanno portato alla crisi di molte realtà imprenditoriali, di tanti esercizi commerciali e più in generale ad una condizione di grande difficoltà per le famiglie. La prima priorità è quella di uscire da questa situazione. In primo luogo calmierando le bollette, le risorse vanno prese da chi sull’aumento del prezzo del gas ha speculato, e parlo delle grandi compagnie energetiche che hanno guadagnato 50 miliardi in più in pochi mesi. L’Abruzzo è una terra bellissima e fragile, esposta più di altre ai fenomeno metereologici estremi dovuti ai cambiamenti climatici, come accaduto pochi giorni fa nelle vicine Marche. Occorre ripensare a una politica di cura e tutela del suolo che metta al primo posto la protezione delle comunità, a partire dalla prevenzione del rischio idrogeologico. Sembrano banalità ma sono tematiche che la politica sembra aver dimenticato.

L’alleanza con il Partito democratico è solo tattica, nata nella contingenza elettorale, oppure strategica, e destinata a consolidarsi?

La coalizione con il Partito Democratico è di tipo tecnico: vista la pessima legge elettorale vigente è stato necessaria per sottrarre quanti più collegi uninominali alla destra. Io mi sono impegnato perché fosse più larga possibile, ma evidentemente non c’è stata la volontà fino alla fine né da parte del Partito Democratico né del Movimento 5 Stelle di fare un fronte unico contro le destre. Ad oggi il voto alla nostra coalizione è l’unico che possa contendere seggi uninominali a Meloni, Salvini e Berlusconi. Per quanto riguarda il futuro, le convergenze si fanno in Parlamento. Con il Pd ci sono fronti comuni su molti temi e la pensiamo diversamente su altri. Si vedrà a partire dal 26 settembre.

In una eventuale spostamento al centro del Partito democratico con una convergenza con il terzo Polo di Calenda e Renzi, cosa farà Sinistra italiana?

Allo stato delle cose si tratta di fantapolitica. Quello che è certo che i temi su cui divergiamo dal cosiddetto terzo polo sono moltissimi e vedrei piuttosto difficoltosa una mediazione.

Quali sono le vostre proposte forti e identificative in tema di lavoro?

Intanto va abolito il Jobs Act e la selva dei contratti precari, come il governo dei socialisti e di Podemos ha fatto in Spagna. Il contratto a tempo indeterminato deve essere la via maestra per l’accesso al mondo del lavoro. Poi noi diciamo una cosa molto semplice, sotto i 10 euro l’ora non è lavoro ma è sfruttamento. Il salario minimo non è una cosa rivoluzionaria ma di semplice buon senso. Non è più accettabile che siano consentiti contratti da fame, e che siano soprattutto i giovani a farne le spese.

Come argomentate, in un contesto di oggettiva difficoltà di fabbisogno energetico per il Paese, il vostro no alle trivelle per l’estrazione di gas e al ritorno al nucleare?

Intanto per nuove trivellazioni e nucleare ci verrebbero anni e il problema è qui e ora. Secondo noi la strada da intraprendere è quella di una forte accelerazione verso le rinnovabili, per non essere più dipendenti da alcuna fornitura. Per quanto riguarda il nucleare mi pare che gli italiani si siano espressi in modo contrario per ben due volte con lo strumento del referendum. Gli ultras dell’atomo parlano di un nucleare di quarta generazione (che ancora non esiste) e non dicono dove vorrebbero realizzare gli impianti. Mi pare che stiamo parlando del nulla.

Che giudizio dà del governo di Mario Draghi?

Io sono stato all’opposizione del Governo Draghi, un governo nato che ha messo insieme partiti che vanno dalla Lega al Pd. È chiaro che un governo così composto non potesse dare un indirizzo chiaro al Paese, bensì compromessi al ribasso per lo più inefficaci o ingiusti. Noi vogliamo un’Italia più solidale, più accogliente, più giusta, più verde. Una prospettiva che il Governo Draghi non poteva dare visto che aveva al suo interno forze che la pensano in modo diametralmente opposto.

È stato giusto inviare armi all’Ucraina aggredita dalla Russia di Putin, c’erano altre concrete strade da percorrere?

Mi piacerebbe che ci fosse uno sforzo diplomatico almeno pari a quello bellico. In molti pensano che l’aggressione del criminale Putin all’Ucraina possa essere risolta solo con un’escalation militare. Secondo me serve, e sarebbe servita fin dall’inizio, un’escalation delle diplomazia. Non vedo lavorare per la pace quanto si lavora per la guerra in poche parole.

Ancora una volta grazie a Rosatellum i parlamentari saranno sostanzialmente nominati dalle segreterie dei partiti e i cittadini non avranno il diritto di esprimere una preferenza su un determinato candidato. Perché questa legge non è stata mai cambiata?

Il Rosatellum è una pessima legge elettorale, fatta dal Governo Renzi che da una parte pensava di avere una maggioranza ampia per sempre, dall’altra voleva il controllo delle truppe con la nomina dei futuri parlamentari. Le direi che nessuno l’ha cambiata perché fa comodo a tutti, almeno nella parte del potere delle segreterie di partito. Noi ci siamo sempre battuti per cambiare questa stortura e ritengo ancora che debba essere una priorità del nuovo Parlamento.

La transizione energetica incentrata su eolico e fotovoltaico è sostenibile dal punto di vista dell’impatto paesaggistico e soprattutto di quello della disponibilità di materie prime per la produzione di batterie e pannelli fotovoltaici?

La ricerca va avanti, non dobbiamo fare l’errore di pensare che gli impianti del futuro saranno pensati con le tecnologie di oggi. È una grande sfida in cui ricerca, industria e imprese devono andare avanti insieme, non a compartimenti stagni e io spero che il nostro paese sappia farsi trovare preparato ed essere uno dei capofila di questa sfida. Per quanto riguarda l’impatto ambientale, per fare solo un esempio, il più grande progetto fotovoltaico in Europa, Hornsea 2, è entrato in produzione il 31 di agosto ed è offshore: le pale sono a 90 chilometri dalla costa orientale britannica. Sul fotovoltaico noi proponiamo una grande operazione che coinvolgerebbe gli edifici di tutto il paese, l’abbiamo chiamata “tetti verdi”, pannelli fotovoltaici su ogni abitazione e sui tantissimi capannoni disseminati nel paese.

Poi avete dichiarato che oggi in Italia la priorità è non far andare la destra al governo: cosa la spaventa di più di questa ipotesi?

Abbiamo di fronte la peggior destra di sempre. Vogliono un paese schiavo della paura, porti chiusi, diritti civili negati. Vogliono un’Italia che faccia un passo indietro di trent’anni e hanno anche mire di revisione costituzionale. Pensiamo all’autonomia, che porterebbe le popolazioni delle regioni del Sud e quelle più deboli in una situazione di ancor più debolezza e difficoltà dal punto di vista economico e sociale. In politica estera non si capisce granché, durante la campagna elettorale ad esempio hanno preso le distanze da Putin che avevano sempre venerato. Queste distanze saranno mantenute anche dopo il 25 settembre? Per me insomma quella della destra è una proposta politica pericolosa per il futuro del nostro paese.

Cosa vi differenzia in termini di programmi politici rispetto ad altre forze della sinistra, come ad esempio Unione popolare di De Magistris?

La nostra proposta è la più attenta alla transizione energetica e alla giustizia sociale. Non facciamo battaglie di bandiera ma vogliamo cambiare davvero il nostro paese. Il nostro claim della campagna elettorale è “facciamolo” e dice tutto.

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