ELEZIONI: IL PDL A L’AQUILA, ”TITOLI DI STATO, PD FA COPIA E INCOLLA”

7 Febbraio 2013 16:44

L’AQUILA – Il Popolo della libertà porta la campagna elettorale all’Aquila e schiera il ‘trio’ Gaetano QuagliarielloFilippo PicconeGuido Liris, rispettivamente candidato numero due al Senato e numeri due e sette alla Camera, per la convention di questo pomeriggio presso il locale ‘Novecentodieci’.

Alla convention aquilana hanno preso parte anche il governatore della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, che ha preferito non rilasciare dichiarazioni, e il numero tre della lista per la Camera Fabrizio Di Stefano.

In un clima di generale fiducia per come stanno andando i sondaggi (“Molto buoni”, li ha definiti Quagliariello) nella sfida al Partito democratico, si è presentata l’occasione di parlare di alcune delle questioni più spinose che, al di là del clima di cui sopra, qualche grattacapo al partito lo stanno creando, ma anche dei capitoli ancora aperti sull’Aquila post-sisma.

“Questa campagna elettorale era nata all’insegna per usare un’immagine di Italo Calvino della ‘grande bonaccia’ e questa grande bonaccia è stata rotta soltanto dalle proposte di Silvio Berlusconi e tutti gli sono andati dietro”, ha commentato Quagliariello in riferimento all’annuncio ‘choc’ del segretario Pd e candidato premier Pier Luigi Bersani sulla possibilità di emettere titoli di stato (10 miliardi di euro per 5 anni), per ripianare i debiti della pubblica amministrazione.





“Il primo giorno – ha aggiunto Quagliariello – hanno detto ‘l’ha sparata grossa’, dal secondo giorno hanno iniziato a copiarlo, tutto ciò è accaduto anche in questo ultimo caso. Siamo ora alle proposte ‘choc’ copia e incolla perché quella sui debiti della pubblica amministrazione in una forma lievemente diversa come compensazione tra debiti e crediti è una proposta targata Pdl e le proposte sulla parte fiscale di Mario Monti sono in realtà prese da proposte che noi avevamo già avanzato”.

Quagliarello ha quindi rincarato la dose, affermando che “da una parte c’è chi fa la campagna elettorale e in qualche modo anima il gioco democratico, e chi i primi giorni li ha passati a stare fermo poi è passato agli insulti. Speriamo che ora si arrivi al confronto”.

“C’è una piccola particolarità che si chiama Niky Vendola – ha poi detto Quagliariello – e cosa è accaduto?. Che a differenza della grande ammucchiata pensata nel 2006 da Prodi quando hanno iniziato a litigare dopo le elezioni, in questo caso stanno iniziando a litigare prima che si aprano le urne. Questo a noi fa piacere perché e’ evidente che se non si vuole avere un governo rissoso c’eè una sola scelta da poter fare che è il centro destra”.
 

 

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