ELEZIONI L'AQUILA: GLI OTTO CANDIDATI SINDACO A CONFRONTO SU ABRUZZOWEB

ELEZIONI L’AQUILA: TUTTI CONTRO TUTTI, SFIDA DI FIORETTO

di Giorgio Alessandri e Alberto Orsini

3 Maggio 2012 08:20

: Abruzzo

L’AQUILA – Si pungolano, si prendono un po’ in giro, preferiscono giocare di fioretto, gli otto candidati sindaco dell’Aquila, nel “tutti contro tutti”, il maxi confronto a otto organizzato da AbruzzoWeb nella sala Tre Marie dell’Archivio di Stato.

Tre grandi temi, ricostruzione, lavoro e urbanistica, una “spigolatura” personale, due pronostici secchi con tempi contingentati, questa la formula che ha consentito agli otto di offrire uno spaccato significativo del loro programma e del loro modo di intendere l’amministrazione.

Si comincia con i due “grandi nemici” Massimo Cialente e Giorgio De Matteis che si mettono agli estremi delle sedie, Pierluigi Properzi si schiera accanto al secondo.

A cominciare è il sindaco uscente che parla di ricostruzione, Gdm e il prof lo ascoltano impassibili come sfingi. Parla Enrico Verini e Cialente comincia a confabulare con Ettore Di Cesare, poi è il turno di De Matteis per il quale il dipartimento sisma “è allo sbando” e il primo cittadino sbuffa.

Poi tocca al lavoro per i giovani, Properzi intende incentivare le cooperative, seconco Verini “non si devono promettere posti interinali in Comune come stanno facendo molti candidati”.

Vincenzo Vittorini vola alto parlando di “vocazioni della città” e il sindaco sogghigna. Per Di Cesare, “gli altri candidati fanno parte di partiti che hanno votato la precarizzazione, non possono somministrare la cura”.

Enza Blundo cita “la delibera 51” di cui nessuno si ricorda: sia Verini che De Matteis fanno il classico gesto del “ma che dici?” e fanno notare, “semmai la 58” ma lei insiste tre volte, “parlo della 51”.

Angelo Mancini spende il suo minuto a parlare della situazione attuale e poi fa un gesto di stizza per non poter proseguire. Properzi accusa la “gestione pessima di un buon piano regolatore”, quello del 1975, cui anche lui ha contribuito. De Matteis ancora all’attacco, “piazza d’Armi sembra piazza Arlecchino” e Cialente appare sconsolato.

Proprio da lui si riparte con le “spigolature” personali per ogni candidato. “Non sono né stanco né usurato”, rassicura Max. Su Gdm si insinua che sia stato lontano troppo a lungo dal Comune, “conosco vita, morte e miracoli dei singoli soggetti”, replica.

Properzi motiva la sua decisione “di scendere in campo”, facendo capire di aver compreso il verbo berlusconiano, mentre quando la Blundo cita “un inceneritore vicino a un salumificio”, Cialente, sorpreso, le chiede qual è, per poi scuotere il capo rassegnato alla risposta, probabilmente riferita al futuro impianto a biomasse in zona Est.

De Matteis, pungolato in precedenza sul leader nazionale del suo partito Lombardo, indagato, ricorda a Di Cesare che ci sono “anche Pd e Sel con Vendola”.

È il momento dei pronostici, si chiede ai candidati per chi voterebbero a parte se stessi. Gdm sta per parlare poi cambia idea e afferma che non sceglierebbe nessun altro. Properzi sogghigna: “Voterebbe me, poi ci ha riflettuto”. Gli amiconi Verini e Mancini si scambiano le cortesie di votarsi, il dipietrista poi si scaglia contro Properzi: “Non è che ci si improvvisa, capito?”.

La Blundo sceglie Vittorini, dopo aver annuito molte volte durante i suoi interventi. Cialente confessa “penso che voterei Di Cesare, ho visto solo un programma, il suo, per il resto molti insulti”. “Insulsi”, giochicchia Gdm sfoggiando sorriso sardonico nella risposta successiva.

L’ultima domanda, chi avrebbe vinto se il candidato non avesse partecipato al voto? “Sarebbe stata utile una bella coalizione per chiudere l’era Cialente”, confessa Gdm, con un pizzico di rimpianto forse per la mancata unità del centrodestra. Properzi è schietto: “Senza di me avrebbe vinto Cialente, la mia partecipazione serve a non farlo vincere”.

L’ultimo battibecco è sui sondaggi. Di Cesare sottolinea che “non ce li siamo potuti permettere” e chiede trasparenza sul pagamento.

Gli replica subito Cialente che chiude il giro, “ i sondaggi si pagano con i finanziamenti riportati sui siti. Senza di me chi vincerebbe? Se non ci fossi io vincerebbe il centrosinistra rispetto al centrodestra frammentato”.

Riprese di Alessandro Luciani e Elisa Marulli

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