ELEZIONI, LO SFOGO DI DINO ROSSI: “DOVE ERANO QUESTI POLITICI QUANDO NOSTRE AZIENDE CHIUDEVANO?”

9 Agosto 2022 17:55

L'Aquila - Politica

OFENA – “Ci risiamo, tutti presenti a raccogliere consensi elettorali, dai sindaci ai consiglieri regionali, e alle persone comuni le domande vengono spontanee: questi personaggi a noi tutti noti dov’erano quando le imprese hanno dovuto chiudere per un fasullo coprifuoco covid? Quando sono stati promessi aiuti alle imprese e al settore ristoratore che non sono mai arrivati; quando le persone sono state sospese dal lavoro se non si vaccinavano; quando i pescatori a gli agricoltori chiedevano un prezzo accettabile per il gasolio agricolo; quando hanno votato per privatizzazione delle acque; quando i cittadini invocavano le cure domiciliari. Dove si trovavano?”.

A chiederlo, in una nota, l’allevatore di Ofena (L’Aquila) Dino Rossi, dell’Associazione per la cultura rurale (Acr), che più volte in questi mesi ha denunciato le criticità che hanno investito gli imprenditori agricoli e tutto il comparto, dalla crisi generata dalle restrizioni covid al caro prezzi dovuto in parte alle speculazioni e alle ripercussioni della guerra in Ucraina.

Nel suo lungo sfogo, dopo essere salito alla ribalta della cronaca nazionale per aver promosso una marcia con mucche e pecore verso Roma, poi bloccata dalla Questura, Rossi ribadisce: “I sindaci, tutti fidi scudieri del governo centrale, pronti far vaccinare tutti i cittadini che si sono infettati ugualmente, ci dovrebbero spiegare a cosa è servito il vaccino oltre che a spendere i soldi? Forse solo il tempo ci restituirà un po’ di verità su come è stata gestita questa pandemia dalle autorità sanitarie locali”.

E poi: “quante aziende hanno dovuto chiudere i battenti per colpa di un governo che ha pensato solo a fornire le armi invece di aiutare chi era in difficoltà? Nel contempo vorrei ricordare ai nostri poltronai che abbiamo ancora città intere sventrate dal terremoto, forse era meglio utilizzare quei fondi per la fornitura delle armi per il nostro Paese”.

“Questi signori che si rimettono in gioco, dopo questi anni di legislatura non sono stati in grado di cambiare la legge elettorale, siamo ancora con il Porcellum, in Abruzzo sembra ci sia proprio l’allevamento del porcellum. Auspichiamo di non vedere le stesse facce di sempre nei manifesti, altrimenti ci mettiamo in giardino e ci gustiamo in nostri rustell e un buon montepulciano, al posto di andare a votare perché non cambierà nulla”, conclude Rossi.

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