ELEZIONI: LUPI, “CERTEZZE PER GESTIONE A24-A25”. “STOP TAGLIO UTENZE A MOROSI INCOLPEVOLI”

INTERVISTA A LEADER DI NOI MODERATI, "NEL CENTRODESTRA SIAMO GARANZIA EQUILIBRIO E CONCRETEZZA". "GLI 8 MILIARDI ANNUI CHE COSTA RDC A INABILI AL LAVORO E A IMPRESE CHE ASSUMONO" , "TERZO POLO CHIEDE VOTO PER ARRIVARE A INGOVERNABILITA'. MAI VISTO IN STORIA POLITICA"

22 Settembre 2022 19:40

Regione - Politiche 2022

L’AQUILA – “In Abruzzo è prioritario risolvere il problema della gestione della A24 e A25, chiarendo il progetto di Anas, potenziare il sistema portuale”, e realizzare la linea ad alta velocità nel tratto Roma-Pescara, “trovando un’intesa con le amministrazioni locali”. In Italia utilizzare gli 8 miliardi annui che costa il reddito di cittadinanza, “dandone 3 agli inabili al lavoro e i restanti 5 miliardi alle imprese che assumono chi percepisce il reddito. E poi urgentemente introdurre “la morosità incolpevole per evitare taglio di energia alle famiglie e bloccare per almeno sei mesi il distacco di luce o gas”, e assumerne nella sanità pubblica e “insistere sulla  valorizzazione, anche remunerativa, di figure professionali indispensabili”.

Ricette per l’Abruzzo e per l’Italia, scandite nell’intervista di Abruzzoweb a Maurizio Lupi, presidente di Noi con l’Italia e deputato alla Camera dal 2001, ex ministro delle Infrastrutture e dei trasporti. Noi con l’Italia aderisce all’alleanza elettorale di Noi Moderati, assieme a Italia al Centro di Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, e Coraggio Italia di Venezia  Luigi Brugnaro, nella coalizione di centrodestra.

“Noi Moderati, già nel nome è garanzia di equilibrio e concretezza. Il centrodestra non è Orban e Noi Moderati siamo orgogliosamente collocati nella grande storia del partito Popolare Europeo, la più grande forza presente nel Parlamento Ue”, spiega lui stesso e non risparmia bordate al terzo Polo di Matteo Renzi e Carlo Calenda, i moderati dell’altra sponda politica. “Noi chiediamo il voto per realizzare il nostro programma su imprese e famiglie, il Terzo Polo lo chiede per arrivare all’ingovernabilità. Mai visto nella storia della politica. Inoltre propongono come premier Mario Draghi, che non è disponibile. La loro è una proposta politica che non ha sbocco, futuro”, taglia corto.

Onorevole Maurizio Lupi, cosa promette di realizzare Noi Moderati a favore dell’Abruzzo e degli abruzzesi?

Il principale problema dell’Abruzzo sono le infrastrutture che non sono all’altezza del bisogno di sicurezza e di sviluppo della Regione. In particolare dobbiamo risolvere il problema della gestione della A24 e A25: bisogna chiarire il progetto di Anas. Poi esiste l’urgenza di potenziare il sistema portuale, immaginare la linea ad alta velocità nel tratto Roma-Pescara, trovando un’intesa con le amministrazioni locali. Non voglio dimenticare anche la definizione del cronoprogramma e la messa in sicurezza del tratto A14, centrale per collegare il Nord e il Sud. Un altro tema importante è quello del turismo: l’Abruzzo ha una grande vocazione in questo senso che va valorizzata. Servono investimenti per rinnovare le strutture ricettive. E poi il sito zooprofilattico di Teramo, che è un’eccellenza internazionale: dobbiamo incentivare lo sblocco dei fondi per un progetto già esistente, a cui molto si è dedicato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. Non ultimo, rilanciare l’agricoltura, penso alla Piana del Fucino, supportando gli agricoltori con bacini idrici che garantiscano l’attività in particolare nei mesi estivi.

“Famiglia, scuola e lavoro sono i tre punti principali del nostro programma”: in sintesi e più nel dettaglio?

Per la famiglia servono misure di sostegno per la casa; va potenziata la conciliazione femminile dei tempi vita-lavoro, dunque passare dal 30 al 67% dello stipendio per i congedi di maternità; vanno fatti investimenti per rafforzare il numero degli asili nido e prevedere la possibilità di detrazione totale delle spese di istruzione per i figli. Per il lavoro, la linea deve essere: sì al sostegno, no all’assistenzialismo. Per esempio sul tema attuale del RdC, noi proponiamo un cambiamento: oggi ci costa 8 miliardi annui, diamone 3 agli inabili al lavoro e i restanti 5 miliardi alle imprese che assumono chi percepisce il reddito. Serve poi una politica fiscale a favore delle imprese che creano occupazione, ad esempio detassando completamente gli aumenti retributivi sino a 200 euro per i dipendenti che ne guadagnano sino a 35.000. La scuola è la leva del futuro del Paese che va valorizzata. Come? Con l’adeguamento dello stipendio degli insegnanti italiani alla media europea, con l’effettiva libertà di educazione e la parità scolastica, con l’incremento del rapporto tra mondo della scuola e mondo del lavoro, che deve avvenire in piena sicurezza per gli studenti. Mandare i figli a scuola non può essere una tassa: tutte le spese per i libri e per lo studio devono essere detraibili.

Putin sta in queste ore rendendo sempre più drammatica e pericolosa la crisi Ucraina, richiamando i riservisti e tornando a minacciare l’uso di armi nucleari, dopo aver annunciato un referendum farsa. Cosa deve fare ora l’Europa?

Intanto c’è da dire che la guerra di Putin non può essere pagata dalle famiglie e dalle imprese italiane, quindi ristori immediati e va introdotta subito la morosità incolpevole per evitare taglio di energia alle famiglie e bloccare per almeno sei mesi il distacco di luce o gas. I cittadini potranno saldare il loro conto in sospeso rateizzando il loro debito. Lo feci da ministro per gli affitti. Si può e si deve fare, ora, per il caro bollette. L’Ue deve restare unita con la Nato e l’Occidente. Continuare a sostenere l’Ucraina; rafforzare le sanzioni che stanno avendo i loro effetti perché la Russia il gas non lo può vendere alla Cina ma solo all’Europa; varare il price cup per rispondere alla crisi energetica che pesa su imprese e famiglie e su questo si registra un ritardo che va corretto; intervenire sulle cause degli extraprofitti; continuare il lavoro diplomatico per cercare il dialogo con l’obiettivo di arrivare ad una pace giusta che non significhi la resa di Kiev ma passi per il riconoscimento dei diritti violati dalla Russia.

C’è più rivalità o convergenze tra voi e Forza Italia?

Il centrodestra si è dato un programma chiaro condiviso da tutte le forze politiche che lo animano. Noi Moderati dentro questa alleanza diamo il nostro contributo, come dimostra il programma stesso. A differenza della sinistra che ha dato vita ad un assemblamento solo elettoralistico. Direi dunque che ci sono più convergenze, che non vuol dire negare le differenze, le quali anzi contribuiscono a rafforzare l’offerta politica del centrodestra e a prendere più voti. Ricordo poi che insieme a Forza Italia siamo nel PPE, la nostra casa comune al livello europeo.

Cosa ne pensa dei candidati paracadutati che non sono mai stati nei territori dove vanno a chiedere il voto agli elettori?

Stiamo parlando di elezioni nazionali. Il principio della territorialità ha un suo valore ma non esaurisce la funzione parlamentare. Per quanto ci riguarda lo abbiamo rispettato il più possibile.

Condivide la posizione su Orban di Meloni e Salvini?

Intanto nella coalizione ci siamo Noi Moderati, già nel nome garanzia di equilibrio e concretezza. Il centrodestra non è Orban e Noi Moderati siamo orgogliosamente collocati nella grande storia del partito Popolare Europeo, la più grande forza presente nel Parlamento Ue. Tutti nel centrodestra hanno sottoscritto un programma elettorale e di governo chiaro che al primo punto dice dove si deve collocare l’Italia: in Europa, nella Nato, in Occidente. Mi baso su questo. Questo argomento di Orban, se mi permette, è soprattutto brandito dalla sinistra che è a corto di argomenti e proposte.

Il centrodestra, se vincerà le elezioni e se avrà la maggioranza necessaria dei seggi, farà la riforma costituzionale anche da sola?

Le riforme è auspicabile siano il più condivise possibili. Se per riforma costituzionale intende il presidenzialismo, con rafforzamento delle Camere, e l’autonomia differenziata, credo che se le altre forze dello schieramento opposto mettessero da parte la strumentalizzazione e affrontassero il tema con serietà, si renderebbero conto che si tratta di cambiamenti funzionali a rendere il paese più moderno, efficiente, giusto. Parliamo di sistemi che esistono in altri paesi perfino europei. Nessuno di noi vuol manomettere la Costituzione, che resta una stella polare per tutti. Vogliamo modernizzarla e rendere il Paese più funzionale e gli elettori maggiormente protagonisti.

Tornerà con il centrodestra la stagione dello scontro frontale con la Magistratura?

Noi rispettiamo lo Stato di diritto e la democrazia, la separazione dei poteri, che però devono riconoscersi rispettivamente nella loro autonomia e indipendenza. Se tutti i poteri si muovono in questa direzione, perché mai dovrebbe accadere? Non ne vedo motivo.

Quali temi e punti programmatici la distanziano di più dal centrosinistra, M5s e dal terzo polo di Renzi e Calenda?

I 5 Stelle sono espressione di un populismo non costruttivo, noi crediamo invece nella buona politica, che esiste eccome. Rispetto al terzo polo di Renzi e Calenda, la differenza è sostanziale: Noi Moderati chiediamo il voto per realizzare il nostro programma su imprese e famiglie, il Terzo Polo lo chiede per arrivare all’ingovernabilità. Mai visto nella storia della politica. Inoltre propongono come premier Draghi, che non è disponibile. La loro è una proposta politica che non ha sbocco, futuro. Noi invece vogliamo governare davvero, con le altre forze del centrodestra. Siamo noi la vera novità al centro.

Sanità pubblica, in Italia le difficoltà aumentano: cosa propone Noi Moderati?

Abbiamo un grande sistema sanitario nazionale a cui dobbiamo dire grazie per aver affrontato uno tsunami senza precedenti, cioè la pandemia. Manca però personale e dobbiamo insistere sulla sua valorizzazione, anche remunerativa, di figure professionali indispensabili. Noi moderati propone l’eliminazione del numero chiuso nelle facoltà per medici e infermieri, oltre all’aumento della retribuzione del personale sanitario, e l’introduzione del medico scolastico e dello psicologo scolastico perché la prevenzione primaria deve partire dalle scuole.

I CANDIDATI DI NOI MODERATI IN ABRUZZO

Al proporzionale alla Camera capolista è Daniele D’Angelo, consigliere comunale dell’Aquila e capogruppo della civica L’Aquila al centro, seguito da Manuela Fini, avvocato teramano e funzionaria dell’Agenzia sanitaria regionale; Antonello Antonelli insegnante e giornalista.

Al Proporzionale Senato capolista  è l’avvocato pescarese Andrea Maria Colalongo, seguito da Chiara Mancinelli e Francesco Saturni

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