ELEZIONI: MELONI, “VOGLIAMO GOVERNO AUTOREVOLE”, “CANDIDATA IN ABRUZZO PER SCELTA DI CUORE”

INTERVISTA A LEADER FRATELLI D'ITALIA, "QUESTO TERRITORIO INCARNA MISSIONE CHE CI ASPETTA: RISOLLEVARE L’ITALIA COSÌ COME L’AQUILA E TERAMO DOPO I TERREMOTI DEL 2009 E DEL 2016”. “SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA E ALLA NATALITÀ CONTRO GLACIAZIONE DEMOGRAFICA”, "SOSTITUIRE REDDITO DI CITTADINANZA CON MISURE PIÙ EFFICACI DI INCLUSIONE SOCIALE E LAVORATIVA”

21 Settembre 2022 21:53

Italia - Politica, Politiche 2022

L’AQUILA – “Questo territorio incarna la missione che ci aspetta alla guida della Nazione: risollevare l’Italia così come L’Aquila, Teramo e tutto l’Abruzzo si stanno rialzando dopo i terremoti del 2009 e del 2016, dando al nostro popolo un governo forte e autorevole, sostenuto da un ampio mandato popolare”.

A chi l’accusa di essere una “paracadutata” nel collegio uninominale della Camera di L’Aquila ed entroterra Teramano, Giorgia Meloni, risponde che la sua è stata “una scelta di cuore ma anche simbolica e programmatica”.

Nella settima intervista di Abruzzoweb ai leader politici in corsa alle elezioni del 25 settembre, la presidente di Fratelli D’Italia, vicepresidente della Camera dei deputati uscente, dal 2008 al 2011 ministro per la Gioventù nel quarto governo di Silvio Berlusconi, presidente dei Conservatori e riformisti europei, illustra i punti forti del programma del prossimo esecutivo, che per Meloni, sentendo già la vittoria in tasca, sarà di centrodestra,  con Fdi primo partito di gran lunga, e lei presidente del Consiglio, la prima donna nella storia della Repubblica.

C’è da considerare che proprio in Abruzzo è cominciata la scalata dei meloniani con la vittoria all’Aquila nel 2017 del sindaco, Pierluigi Biondi, riconfermato al primo turno a giugno, e con la elezione di Marco Marsilio nel 2019 a presidente della Regione. Meloni è amica di vecchia data di Biondi, diventato l’uomo forte di Fratelli d’Italia in Abruzzo, avendo condiviso la militanza nei movimenti giovanili del Fronte della Gioventù.

Al primo punto del programma Meloni  mette “il sostegno alla famiglia e alla natalità, perché se l’Italia non torna a produrre i suoi anni di futuro è destinata a scomparire”. Promette di sostituire l’attuale reddito di cittadinanza “con misure più efficaci di inclusione sociale e di politiche attive di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro”, e di rilanciare, con adeguate tutele, “gli strumenti del contratto di apprendistato e dei tirocini”, di aumentare le pensioni minime, sociali e di invalidità”.

Tornando all’Abruzzo, dovranno essere al centro dell’agenda politica del prossimo governo “lo sviluppo delle aree interne e costiere, il potenziamento delle infrastrutture, i collegamenti tra costa adriatica e tirrenica, il completamento dei processi di ricostruzione post-sisma”.

Presidente Meloni, lei si è candidata nel collegio uninominale della Camera L’Aquila-Teramo. Come è maturata questa scelta, tra le tante possibili, solo perché a L’Aquila e in Abruzzo, si è registrata l’ascesa del suo partito con il sindaco Biondi e il presidente Marsilio?

È stata una scelta di cuore ma anche simbolica e programmatica. In questa splendida terra, che amo profondamente per le sue bellezze e le sue tradizioni, è iniziata una delle più significative esperienze politiche e amministrative di Fratelli d’Italia. Questo territorio incarna la missione che ci aspetta alla guida della Nazione: risollevare l’Italia così come l’Aquila, Teramo e tutto l’Abruzzo si stanno rialzando dopo i terremoti del 2009 e del 2016.

E cosa promette agli elettori abruzzesi, che dovrà rappresentare in Parlamento?

In Abruzzo il nostro movimento ha dimostrato e sta dimostrando capacità di buongoverno e i risultati raggiunti, sia al governo del capoluogo che della Regione, ne sono la testimonianza concreta. Ho scelto questo collegio perché crediamo che lo sviluppo delle aree interne e costiere, il potenziamento delle infrastrutture, i collegamenti tra costa adriatica e tirrenica, il completamento dei processi di ricostruzione post-sisma debbano essere al centro dell’agenda politica del prossimo governo di FdI e del centrodestra. Questo territorio incarna la missione che ci aspetta alla guida della Nazione: risollevare l’Italia così come L’Aquila, Teramo e tutto l’Abruzzo si stanno rialzando dopo i terremoti del 2009 e del 2016”.

Cosa risponde a chi, tra i suoi avversari, la considera una “catapultata” qui nell’Abruzzo interno?

“Polemiche strumentali di chi non ha argomenti per rispondere, nel merito, alle nostre proposte e ai risultati del nostro buongoverno. Ho raccolto l’appello della classe dirigente di Fratelli d’Italia e mi sono candidata in Abruzzo perché il legame tra FdI e questa terra è indissolubile e insostituibile. Ed è da qui che puntiamo a far partire il cambiamento dell’Italia e dare al nostro popolo un governo forte e autorevole, sostenuto da un ampio mandato popolare”.

Con l’abolizione, o comunque il forte ridimensionamento del reddito di cittadinanza, non si rischia, in una situazione già al limite per il caro energia e l’inflazione, l’esplosione della rabbia sociale, visti gli attuali milioni di percettori di questa misura?

“Su questo punto il programma del centrodestra è chiarissimo: vogliamo sostituire l’attuale reddito di cittadinanza con misure più efficaci di inclusione sociale e di politiche attive di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro. Vogliamo tutelare meglio, e con più risorse, i soggetti privi di reddito effettivamente fragili e impossibilitati a lavorare o difficilmente occupabili e dare invece a chi è in grado di lavorare una formazione di qualità e politiche attive efficaci.

L’Italia è uno di quei Paesi afflitti da costante erosione demografica, alcune proiezioni dicono addirittura che nel 2100 la popolazione potrebbe crollare a 30,5 milioni di persone. Nel centrosinistra questo è un argomento a favore dell’immigrazione, dell’apertura delle frontiere, e dello ius soli. Cosa risponde?

“Il sostegno alla famiglia e alla natalità è il primo punto del nostro programma. Perché se l’Italia non torna a produrre i suoi anni di futuro è destinata a scomparire. Gli effetti della glaciazione demografica li vediamo in particolare nelle aree interne, che sono più a rischio spopolamento. L’Abruzzo conosce bene questo problema e sono orgogliosa che la giunta Marsilio abbia varato un provvedimento per contrastare questo fenomeno, che affligge più pesantemente le zone montane più marginali. Dobbiamo difendere la vitalità dei nostri borghi perché rappresentano un patrimonio straordinario di identità, cultura e storia. A livello nazionale vogliamo mettere in campo un piano imponente: progressiva introduzione del quoziente familiare, aumento degli importi per l’assegno unico e universale, riduzione dell’aliquota Iva sui prodotti per la prima infanzia quali pannolini, biberon, latte artificiale e altri. Sosterremo i Comuni per assicurare asili nido gratuiti e aperti fino all’orario di chiusura di negozi e uffici, con un sistema di apertura a rotazione nel periodo estivo e incrementeremo i posti a tempo pieno nella scuola primaria. Fondamentale anche prevedere incentivi alle aziende che assumono neomamme e favoriscono forme di conciliazione dei tempi casa-lavoro”.

Quali sono le politiche del lavoro che dovranno attendersi gli italiani con un governo di centrodestra?

“Bisogna sostenere la dignità del lavoro e restituire al lavoro la sua funzione etica. E questo si può fare se si investe sulla crescita e sull’occupazione, se si aiutano le imprese ad assumere immaginando un modello basato sul principio “più assumi meno paghi”, se si mettono più soldi in tasca ai lavoratori e si dà sollievo alle aziende tagliando strutturalmente il cuneo fiscale, se si utilizzano meglio e di più i fondi europei per sostenere l’occupazione dei soggetti deboli. E bisogna ribadire il “diritto all’occupabilità”: chi vuole lavorare deve poterlo fare, anche nelle forme e nei tempi che reputa opportuni. Vogliamo incentivare la formazione e l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro rilanciando, con adeguate tutele, gli strumenti del contratto di apprendistato e dei tirocini, dando effettivo avvio alla riforma degli Istituti Tecnici Superiori, promuovendo la formazione nell’ambito delle discipline Stem, in modo da favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e colmare l’attuale carenza di figure qualificate in tali materie.

Per quanto riguarda le politiche sociali? 

Al governo della Nazione vogliamo costruire uno Stato che garantisca una rete di protezione sociale a sostegno dei più fragili e delle persone in difficoltà, anche grazie al vasto mondo del Terzo settore e dei corpi intermedi. Bisogna riscoprire la reale solidarietà nazionale, combattendo ogni stortura. In questo quadro è necessario aumentare le pensioni minime, sociali e di invalidità, incentivare l’assunzione di persone con disabilità e introdurre maggiori tutele a favore dei lavoratori più fragili. Servono interventi anche per sostenere i caregiver, assicurando misure di sostegno economico, e aiutare gli enti Terzo settore, in particolare quelli impegnati nell’assistenza a persone in difficoltà economica e abitativa. Immaginiamo uno Stato che non lasci indietro nessuno”.

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