ELEZIONI: PARTITI PARLANO DI GIOVANI, MA LI ESCLUDONO. SOLO IL 3% DEI CANDIDATI È UNDER 30

25 Settembre 2022 08:34

Regione - Politiche 2022

L’AQUILA – Importante novità delle elezioni politiche di oggi è che i 18enni saranno chiamati al voto per la prima volta anche per il rinnovo dei componenti del Senato della Repubblica,  a seguito della riforma costituzionale che ha soppresso il preesistente limite minimo dei 25 anni di età. In Abruzzo sia a camera che Senato saranno poi oltre 6700 i 18enni che per la prima volta potranno partecipare alle elezioni. Bene si dirà, visto che tutti i candidati si sono sperticati in promesse ai giovani, che vivono il dramma della disoccupazione, della precarietà, dei salari da fame, muoiono negli stage in azienda senza controlli, non riescono ad emanciparsi e mettere su famiglia.

Non proprio: da un report della fondazione Openpolis, risulta che  quasi 5mila candidati in corsa,  solo il 15% ha meno di 40 anni. Addirittura meno del 3% è under 30. Tra le liste e coalizioni che hanno presentato più candidature, sono Movimento 5 stelle e Unione popolare ad annoverare tra le loro fila il numero maggiore di giovani candidati e candidate.

Il dato abruzzese non si discosta da quello nazionale, e invita a riflettere sul dato di fatto che in Italia sono ancora pochi i giovani in politica, tenuto conto che l’età degli esponenti è un importante indicatore del tasso di cambiamento della politica.

In base ai dati di Openpolis che delle 4.746 persone che hanno presentato la propria candidatura, 695 hanno un’età inferiore ai 40 anni, il 14,6% del totale.

Una cifra che si abbassa poi considerevolmente se contiamo soltanto i giovanissimi, di età compresa tra i 20 e i 30 anni. Parliamo in questo caso di appena 134 candidati, meno del 3% del totale. Questi numeri bassi sono diretta conseguenza degli articoli 56 e 58 della costituzione, che stabiliscono come età minima per accedere alla camera e al senato rispettivamente i 25 e i 40 anni.

A essere maggiormente rappresentate sono invece le fasce intermedie e in particolare quella tra i 40 e i 60 anni. Come abbiamo già evidenziato precedentemente, sono questi i veri protagonisti della politica italiana, a tutti i livelli istituzionali.

Alla camera, dove l’età minima di accesso è più bassa, sono candidate 134 persone di età inferiore ai 30 anni. Mentre 561 hanno tra i 30 e i 40 anni, 558 alla camera e 3 al senato – analogamente, persone che raggiungeranno a breve la soglia d’età minima per accedere all’istituzione.

Mentre come accennato la fascia più consistente è quella di età compresa tra i 40 e i 60 anni, in cui rientra il 61,2% di tutti i candidati. Sono 1.359 i candidati di età tra i 40 e i 50 anni, e ancora più rappresentata è la categoria 50-60, in totale 1.548 persone.

Sono in particolare Unione popolare e il Movimento 5 Stelle a proporre la quota più elevata di candidati di età inferiore ai 40 anni, rispettivamente il 21,1% (per un totale di 93 persone) e il 19,9% (78).

Tra le due coalizioni, è il centro-sinistra a presentare più candidati giovani, per un totale di 169 persone (il 17% del totale).

Il centro-destra raggiunge invece quota 12,3% (136 candidati). Cifre leggermente più elevate le registra Azione – Italia viva (13,9% per un totale di 57 giovani), mentre all’ultimo posto da questo punto di vista troviamo Italexit, con 41 candidati di meno di 40 anni, pari all’11,7% del totale.

Per quanto riguarda poi i giovanissimi, tra i 20 e i 30 anni, oltre il 64% si trova tra la coalizione del centrosinistra (38 persone) e le liste di Unione popolare (33). Il Movimento 5 Stelle invece si distingue per l’elevata quota di candidati di età compresa tra i 30 e i 40 anni (72 su 391).

Un aspetto centrale della questione dell’accesso giovanile alle istituzioni è anche la posizione in cui la candidatura è posta nel listino plurinominale, al di là del dato quantitativo sulle candidature giovani.

Andiamo quindi a vedere quanti sono i giovani capilista – considerando quindi soltanto i seggi plurinominali, che secondo la legge elettorale Rosatellum costituiscono i 5/8 del totale. Ovvero 90 persone su 750. Mentre 228 hanno tra i 40 e 9 50 anni, 255 tra i 50 e i 60, e 139 tra i 60 e i 70. Nella fascia 70-80 rientrano 36 candidati capilista e 2 hanno più di 80 anni.

Tale ragionamento sui capilista può essere fatto anche sui candidati ai seggi uninominali, eletti con metodo maggioritario.

Analizzando i dati non emergono però differenze significative rispetto alla situazione dei capilista al plurinominale. Inoltre, bisogna evidenziare che la posizione del candidato all’uninominale è più complessa, e strategicamente molto vincolata alle singole liste e coalizioni.

È il Movimento 5 Stelle a riportare la quota più alta di giovani rispetto al totale, con 14 capilista sotto i 40 anni rispetto ai 67 totali (il 20,9%). Segue Unione popolare con 10 candidati under 40 (il 14,5%) e lo stesso centro-sinistra (12,4%).

Ancora una volta, è Italexit a registrare il record negativo, con appena 5 capilista under 40 su 54 (9,3%). Praticamente pari Azione – Italia viva, con 5 su 62 (9,6% del totale) e la coalizione del centro-destra, con 25 (9,7%).

Per quanto riguarda invece gli over 60, il dato più elevato lo registra Unione popolare con il 33,3% (23 capilista), seguita dal centro-destra (27,5%). Infine la fascia intermedia, tra i 40 e i 60 anni, che come abbiamo detto è la più rappresentata, ha la maggiore incidenza in Azione – Italia viva (il 76,9% dei capilista candidati ha un’età compresa tra i 40 e i 60 anni) e in Italexit (75,9%).

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