ELEZIONI PROVINCIALI: URNE APERTE IN ABRUZZO PER CONQUISTA ENTI CHE TORNERANNO STRATEGICI

CHIAMATI AL VOTO DALLE 8 ALLE 20 SINDACI E CONSIGLIERI DEI COMUNI DI CHIETI, L'AQUILA E PESCARA PER ELEGGERE NUOVO PRESIDENTE, A TERAMO PER IL SOLO RINNOVO DEL CONSIGLIO. IN FINANZIARIA PREVISTA RIPRISTINO GIUNTA CON ASSESSORI RETRIBUITI, E AUMENTO DELLE COMPETENZE E RELATIVO PERSONALE

18 Dicembre 2021 08:07

Chieti: Abruzzo

L’AQUILA – Urne aperte oggi in Abruzzo dalle ore 8 alle 20, per le elezioni provinciali di Chieti, Pescara L’Aquila e Teramo. Nei primi tre casi per eleggere il presidente e il nuovo consiglio a 12 componenti, l’ultimo caso solo il consiglio, con in presidente Diego di Bonaventura, che resterà in carica un altro anno.

Elezioni sui generis, visto che a votare saranno non i cittadini, ma solo sindaci e consiglieri in carica, nei 108 comuni dell’Aquilano, nei 104 del Chietino, dei 46 del Pescarese  e 47 del Teramano, per di più con il voto ponderato, ovvero le preferenze degli amministratori dei comuni  più grandi avranno un peso di gran lunga maggiore, rispetto a quelle dei colleghi di un piccolo centro. La tornata elettorale riguarda in Italia  31 presidenti di Provincia e 71 Consigli Provinciali che saranno votati  di secondo livello da 68.499 sindaci e consiglieri comunali di oltre 5.500 Comuni, in rappresentanza di oltre 32 milioni e 500 mila cittadine e cittadini.

Per questa ragione, conteggiando il numero di comuni amministrati dai vari schieramenti partitici, e relativi abitanti, a Pescara parte favorito il sindaco leghista di Montesilvano, Ottavio De Martinis, rispetto al competitor del centrosinistra, Alessandro D’Ascanio, sindaco di Roccamorice, del Partito democratico. A L’Aquila il presidente uscente e sindaco di Castel Di Sangro, Angelo Caruso, vicino a Fratelli d’Italia in teoria dovrebbe avere gioco facile rispetto al sindaco  di Tagliacozzo, civico appoggiato dal centro-sinistra, Vincenzo Giovagnorio, mentre a Chieti parte avvantaggiato il sindaco di Vasto, Francesco Menna, del Partito democratico rispetto al sindaco di centrodestra di Lanciano, Filippo Paolini.

Si eleggeranno con metodo proporzionale, 10 consiglieri a L’Aquila, provincia con meno di 300mila abitanti, e 12 a Teramo, Chieti e Pescara, che sono oltre i 300mila abitanti.  Lo spoglio avverrà domenica mattina.

Le urne però potrebbero anche riservare clamorose sorprese, se i candidati svantaggiati e costretti al miracolo saranno in grado di attrarre consensi trasversali, in un quadro politico in fermento e in fase di riposizionamento con spinte del civismo, oltre gli steccati dei partiti  che sembrano ritrovare vigore.

Una tornata che inoltre avrà una forte valenza politica, per la conquista di un ente che tornerà a breve ad essere molto appetito dai partiti.

Questo perché nel disegno di legge collegato alla manovra finanziaria del governo delle larghe di intese di Mario Draghi, correggerà la contestata delle legge del 2014 che porta la firma di Graziano Delrio, l’ex ministro del governo di Matteo Renzi, che aveva svuotato di poteri di risorse le Provinciali, fino ad allora importanti centri di potere,  degradati ad enti di secondo livello, con delega alla sola viabilità ed edilizia scolastica, con il dimezzamento dei dipendenti, trasferiti alle regioni comuni ed altri enti, con presidenti, almeno fino ad un anno fa, non retribuiti e con pesanti responsabilità politiche, amministrative e anche giuridiche sul groppone.

Le principali novità della “riforma della riforma”,  riguarderanno l’aumento delle deleghe,  e alle province andrà con ogni probabilità la competenza su Protezione civile, Sviluppo economico, Territorio e Digitalizzazione, in vista dell’utilizzo dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), in cui le province, con  i suoi impiegati e dirigenti, possono svolgere un ruolo prezioso.

Sarà poi previsto il ripristino della giunta provinciale, con 3-4 assessori,  anche loro retribuiti, con una indennità che sarà pari al 50% di quella degli assessori comunali del comune capoluogo. Ci sarà anche con la possibilità di nominare assessori esterni.

Questo significa stipendi e poltrone da conquistare, un nuovo protagonismo nel governo del territorio, premessa di radiose carriere politiche, centralità nel nell’assegnazione di appalti milionari.

Va poi ricordato che gli stipendi dei presidenti di Provincia sono destinati ad aumentare: sono infatti parificati a quelli dei sindaci dei comuni capoluogo, e sempre nella finanziaria il governo  Draghi è previsto un  aumento delle indennità dei primi cittadini, progressivamente, fino al 2024, mettendo sul piatto in tre anni 470 milioni di euro. A L’Aquila, Chieti e Teramo si passerà dagli attuali 4.509 euro al mese lordi a 6.850 nel 2022, a 8.1040 euro nel 2023 e 9.660 nel 2024.  A Pescara, comune che supera i 100mila abitanti, si passerà dagli attuali  5.206 euro lordi al mese, a  7.858 euro nel 2022, a 9.184 euro nel 2023, a 11.040 euro nel 2024. Dunque aumenteranno anche gli stipendi dei presidenti di Provincia.

Venendo a focalizzare l’attenzione alle singole competizioni abruzzesi, in provincia dell’Aquila per il centrodestra si ripresenta il presidente uscente, l’avvocato Angelo Caruso, sindaco di Castel di Sangro, comune modello a livello turistico, uomo di relazioni con tutti i due i poli. Abile tessitore di rapporti, molto esperto e performante anche come amministratore, può vantare connessioni strette con il presidente della Regione, Marco Marsilio, che lo ha voluto nella sfera di fratelli d’Italia sia con l’ex presidente della Regione e ora senatore, Luciano D’Alfonso. Caruso è stato nominato ieri  al Comitato permanente di promozione del turismo in Italia. E’ sostenuto dalle liste “Per la provincia dell’Aquila-centrodestra” e “Provincia insieme”.

Suo sfidante sarà Vincenzo Giovagnorio, sindaco appena riconfermato a Tagliacozzo, appoggiato dal centrosinistra, ma anche da un fronte trasversale e civico che fa riferimento al sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, con la lista “Provincia in Europa”.  Di Pangrazio è stato direttore generale della provincia dell’Aquila ed è ancora oggi dirigente in aspettativa. Ora Di Pangrazio è stato sospeso dalla carica di sindaco, in seguito alla sentenza di condanna a un anno e 4 mesi, pena sospesa, pronunciata dai giudici del tribunale dell’Aquila per peculato d’uso sulla vicenda delle auto blu di quando era proprio direttore generale della Provincia.

Negli ultimi tempi Di Pangrazio è andato in rotta di collisione con Caruso, e la sua discesa in campo, potrebbe cambiare gli equilibri, visto che sia nella sua giunta ci sono esponenti provenienti dal centro destra e centrosinistra il cui voto pesante   potrebbe andare massicciamente a favore di Giovagnorio, sia perché la sua strategia di campo largo potrebbe spostare gli equilibri, ad oggi, numeri alla mano, a favore di Caruso, che può contare sul voto ponderato del capoluogo L’Aquila, e di molti altri popolosi comuni della provincia, ad eccezione però di Sulmona dove ad ottobre ha vinto il centrosinistra di Gianfranco Di Piero. Insomma la partita è ancora aperta.

A Chieti invece a partire fortemente avvantaggiato è il  candidato il sindaco di Vasto, il dem Francesco Menna,  appoggiato dalla “Uniti per la provincia”, che contiene esponenti del Pd, Italia Viva, Azione e M5S,  e dalla lista “Provincia verde”, del sindaco di Montelapiano, Arturo Scopino. La candidatura di Menna stata però sofferta, visto che Paolo De Cesare, vicensindaco di Chieti, che con l’apparentamento al secondo turno è stato determinante per la vittoria del sindaco Diego Ferrara, ha spinto fino all’ultimo per la candidatura di quest’ultimo, per poi però rientrare nei ranghi.

Il centrosinistra amministra in ogni modo il  capoluogo Chieti e Francavilla, oltre che Vasto, più molti dei comuni medio-grandi della provincia, con dunque una buon vantaggio di voti ponderati.

La partita, per sua stessa ammissione è dunque tutta in salita per Filippo Paolini, sindaco di Lanciano,  eletto ad ottobre battendo il candidato del centrosinistra, Leo Marongiu  e con la conseguente decadenza del presidente della Provincia, Mario Pupillo sindaco uscente.

Paolini è sostenuto da due liste: “Paolini presidente” e “Il territorio con Paolini”.

In provincia di Pescara, parte strafavorito il sindaco leghista di Montesilvano, Ottavio De Martinis, essendo in mano del centrodestra oltre che Montesilvano, anche molti altri grandi centri, come il capoluogo Pescara, Città Sant’Angelo e Penne.

A sfidarlo è Alessandro D’Ascanio, sindaco del Pd di Roccamorice che si è presentato come rappresentate delle aree interne e montane, contro la “corazzata” dei comuni del centrodestra della costa.

Va poi ricordato che a Pescara è stato escluso il terzo candidato, di area centrodestra, il sindaco di Picciano Vincenzo Catani, non avendo raggiunto il numero richiesto di firme a supporto della sua lista, ne ha presentate infatti 87 invece che 88..

A Teramo, dove per un altro anno sarà  presidente di centrodestra Diego Di Bonaventura, si voterà solo per il rinnovo  dei consiglieri, e spicca la lista  “Renew Teramo”  in appoggio di Bonaventura, che fa riferimento al gruppo liberale “Renew Europe” presente al Parlamento europeo e nella quale di recente è confluito anche l’eurodeputato Carlo Calenda, leader di Azione. A promuovere la lista, dell’ex parlamentare Giulio Sottanelli, oggi coordinatore regionale di Azione di Calenda in Abruzzo e Paolo Gatti, ex assessore regionale di Forza Italia.

A correre è poi la  lista “La Casa dei Comuni” con candidati del centrosinistra teramano e il Movimento 5 stelle.

Ma il posizionamento nel centrodestra di Sottanelli, che ha espresso il sindaco appena eletto di Roseto, Mario Nugnes, sposta ancora di più gli equilibri a favore della maggioranza da riconfermare di Bonaventura.

Oggi in Italia si voterà anche per la presidenza delle province di Ancona, Alessandria, Ascoli Piceno, Avellino, Belluno, Bergamo, Biella, Caserta, Crotone, Fermo, Ferrara, Forlì-Cesena, Grosseto, Imperia, Latina, Lecco, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Parma, Pavia, Perugia, Ravenna, Rovigo, Terni, Treviso, Verbano Cusio Ossola, Viterbo.

TUTTE  LE LISTE

PROVINCIA DELL’AQUILA

ANGELO CARUSO (centrodestra)

Per la provincia dell’aquila-centrodestra
Gianluca Alfonsi, Vincenzo Calvisi, Laura Cerroni, Dino Settimio Iacutone, Loreto Alessandro Marcangeli, Berardino Morelli, Gabriella Sette, Emiliana Salvati, Nunzio Tarantelli, Michela Tarantelli.

Provincia insieme
Daniele Almonti, Daniela De Dominicis, Federica Di Bartolomeo, Quirino D’Orazio, Ernesto Fracassi, Cinzia Martorelli, Maurizio Proietti, Antonio Tarulli.

VINCENZO GIOVAGNORIO (centrosinistra)

Provincia in Europa
Fabio Camilli, Valter Chiappini, Claudio Gallese, Ida Ippoliti, Antonella La Gatta, Lorenzo Lorenzin, Monica Palermini, Francesco Perrotta, Carmine Silvagni, Luisa Cornacchia.

PROVINCIA DI CHIETI

FILIPPO PAOLINI (centrodestra)

Paolini presidente
Giovanni Angelucci, Eugenio Caporrella, Francesca Cipolla, Stefano Costa, Carla Di Biase, Donatello Di Prinzio, Maria Rosaria Elia, Guido Giangiacomo, Emma Letta, Giuseppe Luciani, Elisa Marinelli, Gianni Gabriele Perrucci.

Il territorio con Paolini
Marcello De Vitis, Antonio Di Martino, Consuelo Di Martino, Veruska Di Paolo, Marianna Di Valentino, Rosalinda Di Salvo, Andrea Laudadio, Luigi Palumbo, Silvio Settimio.

FRANCESCO MENNA (centrosinistra)

Provincia verde
Arturo Scopino, Valentina Ambrosini, Simone Amoroso, Roberta Di Sebastiano, Giovanni Di Stefano, Giorgio Farina, Camilla Giampaolo, Concettina Giarrocco, Nando Marinucci, Valentina Mucciante, Lucrezio Paolini, Amedeo Pattara.

Uniti per la provincia
Filippo Di Giovanni, Silvia Di Pasquale, Angelo Radica, Gabriella Corrado, Davide Caporale, Sergio Furia, Carlo Moro, Alessandro La Verghetta, Ilaria Catalano, Massimo Tiberini, Luana Spalletta, Pamela Luciani.

PROVINCIA DI PESCARA

OTTAVIO DE MARTINIS (centrodestra)

Forze di Libertà
Alice Amicone, Emidio Camplese, Monica Ciuffi, Moira D’Agostino, Luigi De Acetis, Giorgio De Luca, Gianfranco De Massis, Lorenzo Ferri, Roberta Manco, Simone Palozzo, Manuela Peschi, Antonio Zaffiri.

Lega per Salvini
Maria Rita Carota, Gabriele Colasante, Lucio Di Bartolomeo, Fabia Fattore, Luca Labricciosa, Antonio Romano, Giovanna Speziale.

Fratelli d’Italia 
Davide Berardinucci, Toni Capitanio, Valter Cozzi, Liliana D’Innocente, Antonella Falconio, Antonio Vellante, Zaira Zamparelli.

Polo civico Futur-a
Federico Acconciamessa, Enio Affettuosa, Angelica Breda, Valentina Chiarella, Andrea D’Angelo, Nunzio Di Donato, Berardino Fiorilli, Federica Mancini, Roberta Mucciante, Federica Pierdomenico, Giovanni Placido, Marco Pozzi.

ALESSANDRO D’ASCANIO (centrosinistra)

Democratici civici
Alessandro D’Ascanio, Catia Ciavattella, Gianni Chiacchia, Marianna Di Domenica, Vincenzo Fidanza, Anna Giuseppina Ilario, Matteo Mattioli, Morena Mancini, Domenico Vespa.

PROVINCIA DI TERAMO

RENEW TERAMO (centrodestra)
Lanfranco Cardinale, Laura Di Domenicantonio, Andrea Di Censo, Giovanni Luzii, Enio Pavone, Luca Corona, Roberta Pompetti, Sara Ponziani, Alessandro Casmirri, Monica D’Orazio.

LA FORZA DEL TERRITORIO (centrodestra)
Mimma Centorame, Beta Costantini, Jwan Costantini, Angela De Patre, Gennarino Di Lorenzo, – Luca Frangioni, Grossi Francesco, Domenico Pavone,  Pelusi Giada

LA CASA DEI COMUNI (centrosinistra e M5s)
Mauro Giovanni Scarpantonio, Graziano Ciapanna, Annamaria Ciambotti, Fausta De Ascanis, Vincenzo D’Ercole, Ernesto Iezzi, Luca Lattanzi, Marco Massetti, Alberta Ortolani, Elodia Di Vincenzo, Luca Pilotti, Francesca Trailani.

 

 

 

 

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