ELEZIONI REGIONALI: CONSIGLIO DI STATO RESPINGE ANCHE ULTIMI DUE RICORSI

8 Novembre 2019 09:42

L'AQUILA – Dopo i ricorsi del centrosinistra e Lorenzo Berardinetti il Cosiglio di Stato respinge anche gli ultimi due ricorsi elettorali, quello di Emilio Iampieri e Gianni Bellisario e quello avanzato da tre elettori – Vincenzo Trinchini, Loreta Ricci e Sergio Cerasani -, che avevano avanzato dubbi sull'ammissione della lista dell'Udc alla competizione elettorale. Il Consiglio regionale resta così com'è.

Iampieri e Bellisario chiedevano di annullare parzialmente le operazioni elettorali di febbraio e l'atto di proclamazione degli eletti, e poter quindi subentrare a all'assessore Mauro Febbo e Roberto Santangelo attraverso un meccanismo di calcolo dei resti, mentre i tre elettori avevano avanzato dubbi sull'ammissione della lista dell'Udc alla competizione elettorale. E così Febbo, il vice presidente del Consiglio regionale, Santangelo, e il consigliere dell'Udc Marianna Scoccia, rimangono al loro posto.

“Ero sicuro del risultato e ho atteso serenamente la sentenza del Consiglio di Stato – ha commentato Febbo – Come avevo sempre sostenuto, e condiviso con il mio avvocato ed amico Massimo Cirulli che ringrazio per il risultato ottenuto e la sua professionalità, le tesi a supporto del ricorso erano totalmente prive di fondamento basandosi su un calcolo e su un riconteggio dei resti errato. Pertanto, oggi si chiude definitivamente una pagina poco felice  che ha visto coinvolti diversi candidati e che, magari, poteva già essere chiusa dopo la sentenza del Tar che avrebbe dovuto far desistere nel portare avanti un contenzioso inutile”. 

Il ricorso del centrosinistra era stato presentato da Luciano D'Amico (primo dei non eletti di “Legnini presidente”), Pierpaolo Pietrucci (primo dei non eletti del Pd), Donato Di Matteo (primo dei non eletti di Abruzzo Insieme) e Franco Caramanico (primo dei non eletti di “Progressisti-Liberi e uguali”).






In questo caso si chiedeva la correzione del risultato elettorale ribaltando il rapporto di forza tra Cinque Stelle (7 seggi assegnati) e centrosinistra (cinque seggi), nonostante quest'ultimo schieramento avesse conquistato il 31,28 per cento dei voti contro il 20,20%).

Berardinetti aveva fatto ricorso al Tar contro Sandro Mariani (eletto con Abruzzo in Comune), Roberto Santangelo (all'epoca dell'elezione appartenente ad Azione Politica) e Francesco Taglieri (Cinque Stelle).

Chiedeva di annullare la sentenza del Tar che aveva già deciso di non modificare l'attribuzione dei seggi, così come invocato nel ricorso presentato dapo il voto. In particolare, secondo Berardinetti, sarebbero stati erroneamente applicati gli articoli 16 e 17 della legge regionale 9/2013, con riferimento alla possibilità di computare o meno i voti delle liste che non hanno superato la soglia di sbarramento.

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