ELEZIONI ROSETO: GINOBLE, “CITTA’ CRESCIUTA, MANCATA VISIONE. FORZE CIVICHE MEGLIO DEI PARTITI”

11 Settembre 2021 16:31

Teramo: Abruzzo

ROSETO DEGLI ABRUZZI –  “Roseto deve tornare a essere la Perla dell’Adriatico, negli ultimi decenni da località turistica e città marinara è diventata una città di importanti dimensioni, ma la politica non è stata in grado di interpretare e accompagnare questa trasformazione. Ed ora paghiamo il ritardo in termini infrastrutturali, urbanistici, sociali e nella mobilità”.

Così nell’intervista streaming di Abruzzoweb, Tommaso Ginoble, candidato sindaco di Roseto degli Abruzzi, alle comunali del 3 e 4 ottobre.

Ginoble è ex assessore regionale del Partito popolare della giunta di Ottaviano Del Turco, ex deputato del Partito democratico, ora sotto le insegne di Italia Viva. Si presenta con quattro liste a supporto.

A Roseto degli Abruzzi, 25.602 abitanti, per il centrosinistra corre per un secondo mandato il sindaco uscente, Sabatino Di Girolamo, per il centrodestra  William Di Marco, appoggiato da Lega, Fdi, Forza Italia e civiche.

In campo poi Mario Nugnes, della civica Spazio civico appoggiato da un altro big di Roseto, l’ex parlamentare Giulio Sottanelli, ex deputato di Scelta civica, ora coordinare regionale di Azione, il partito dell’ex ministro dello Sviluppo economico e europarlamentare Carlo Calenda,

Il movimento 5 stelle appoggia invece Rosaria Ciancaione, della lista Libera coalizione progressista.

Ginoble enfatizza il carattere civico della sua coalizione: “In questa fase il civismo può dare risposte migliori rispetto ai partiti che si contrappongono tra loro, anche dentro le coalizioni per motivi ideologici. Occorre mettersi al servizio della città, serve concretezza e pragmatismo con una  una visione politica per i prossimi 15 anni”

Ginoble boccia l’amministrazione uscente. “La mia candidatura è evidentemente un segnale di discontinuità dunque non posso dare un giudizio positivo di quello che è stato fatto”.

Tiene infine e sottolineare: “Ritengo il ballottaggio uno strumento obsoleto, dunque ritengo che chi  andrà al secondo turno debba vedersela da solo, senza cercare appoggi accordi sottobanco, convincendo della sua proposta i cittadini”.

LA DIRETTA

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