ELEZIONI: TAJANI, “FI AL GOVERNO GARANZIA PER UE”, “BELLEZZA ABRUZZO PATRIMONIO PAESE”

INTERVISTA A COORDINATORE NAZIONALE AZZURRI, "PER LA REGIONE FONDAMENTALE SOSTEGNO AD AREE INTERNE". "A BRUXELLES PROFONDO RISPETTO PER NOSTRA DEMOCRAZIA, ITALIANI HANNO DIRITTO DI VOTARE CHIUNQUE VOGLIANO". "BERLUSCONI UN VULCANO DI IDEE”. “SERVE MODELLO DI ECONOMIA SOCIALE DI MERCATO CHE NON LASCIA NESSUNO INDIETRO”. “MENO TASSE E PIÙ EFFICIENZA BUROCRAZIA, STATO DEVE ESSERE AMICO, NON SCERIFFO DI NOTTINGHAM”.

21 Settembre 2022 17:40

Italia - Politiche 2022

L’AQUILA – “Noi siamo il Partito popolare europeo in Italia. Siamo il cuore dell’Europa.  Questi anni, pandemia, guerra e crisi energetica stanno mostrando quanto l’Unione europea sia fondamentale per affrontare sfide globali. Ma è tempo di dare ai cittadini la possibilità di eleggere direttamente il presidente della Commissione europea, e di dare al Parlamento europeo la possibilità di fare leggi, il cosiddetto potere di iniziativa legislativa”.

Nella sesta intervista di Abruzzoweb ai leader politici in campo alle elezioni del 25 settembre, Antonio Tajani, europarlamentare dal 2014, vicepresidente del Partito Popolare Europeo, vicepresidente e coordinatore unico nazionale di Forza Italia, batte più volte il tasto sulla politica europea, ma il suo riferimento è alla politica interna, al ruolo di Forza Italia nel centrodestra, e in un eventuale futuro governo di Giorgia Meloni. E lo fa sottolineando che “siamo una coalizione, esistono diversità di vedute. Ma noi di Forza Italia siamo una garanzia per tutti. Per gli Stati Uniti d’America e per l’Europa. Lo siamo sempre stati e, a maggior ragione, lo siamo adesso in una fase così delicata. Siamo il centro del centrodestra”.

Nell’intervista Tajani promette che l’Abruzzo avrà un posto di rilievo nell’agenda politica del nuovo governo, e Forza Italia si batterà “per dare centralità a una regione ricca di storia, con un tesoro paesaggistico e naturalistico italiano unico al mondo”. Prende le distanze dal terzo Polo, “centrini improbabili non ci interessano”, ribadisce che una delle priorità è quella di abbassare le tasse a famiglie e imprese, e rendere efficiente e snella la burocrazia, perché “gli italiani devono trovare uno Stato amico, non uno Sceriffo di Nottingham”. In politica estera occorre “evitare che la Russia diventi lo strumento della Cina, che è il nostro vero competitor economico”.

Onorevole Antonio Tajani, cosa si sente di promettere e garantire a favore dell’Abruzzo e dei cittadini abruzzesi, in caso di nuovo governo del centrodestra?

Come recita un antico proverbio: “Roma santa, Aquila bella, Napoli galante”. Forza Italia si batterà per dare centralità a una regione ricca di storia. Il tesoro paesaggistico e naturalistico italiano è unico al mondo, in Abruzzo questa straordinarietà è ancora più accentuata. Ci battiamo su due fronti che riguardano da vicino questa splendida regione: investimenti in infrastrutture, anche quelle non previste dal PNRR, a partire dalla banda ultraveloce. D’altro lato, dobbiamo accendere i riflettori sulle aree interne, che sono un patrimonio di cultura e tradizioni straordinario. Queste due direttrici ci consentiranno di lottare contro lo spopolamento delle nostre province. Dobbiamo dare ai nostri giovani la possibilità di trovare lavoro e di esprimere le loro capacità nei territori dove sono nati.

In Europa che giudizio viene espresso sull’ipotesi concreta di un governo italiano di centrodestra guidato da Giorgia Meloni?

È prassi consolidata in Europa rispettare la volontà dei cittadini. Per questo, c’è un profondo rispetto per la nostra democrazia e per gli Italiani, con l’unica eccezione del vicepresidente della Commissione europea, il socialista Timmermans che tanti danni ha fatto esprimendo giudizi non richiesti sulle forze in campo nella campagna elettorale. Ne è riprova quanto dichiarato dalla premier finlandese Sanna Marin, anche lei socialista, nell’ultima Plenaria del Parlamento europeo la settimana scorsa: gli Italiani hanno diritto di votare chiunque vogliano.

L’Unione Europea va riformata, e come eventualmente?

In questi anni, pandemia, guerra e crisi energetica stanno mostrando quanto l’Unione europea sia fondamentale per affrontare sfide globali che singoli Paesi, da soli, non sarebbero in grado di vincere. Allo stesso tempo, la Conferenza sul futuro dell’Europa ci ha fatto capire quanta distanza c’è ancora fra cittadini e Istituzioni. Per un’Europa migliore e più efficiente servono riforme sia di tipo costituzionale che economico. Per capirci: è tempo di dare ai cittadini la possibilità di eleggere direttamente il Presidente della Commissione europea, di unire le figure di Presidente del Consiglio europeo e della Commissione e di dare al Parlamento europeo la possibilità di fare leggi, il cosiddetto potere di iniziativa legislativa. Serve superare il meccanismo di voto all’unanimità in Consiglio, cosa che troppo spesso rallenta il processo decisionale. D’altro lato, il successo dei programmi Sure e del Recovery Fund sui mercati, ci dimostrano come titoli comuni emessi per finanziare iniziative chiare improntate sulla solidarietà e sulla crescita siano risorse preziose. Dobbiamo avere più coraggio. Per questo, Forza Italia ha proposto di creare un altro Recovery che abbia priorità chiare: energia, difesa e sicurezza, sicurezza alimentare, accoglienza dei rifugiati dal conflitto in Ucraina e ricostruzione di quel Paese. È tempo, inoltre, di rivedere le regole del Patto di Stabilità e Crescita. Risalgono al 1992, in un mondo e in un’economia completamente diversi rispetto agli attuali. Servono, invece, nuove regole che tengano conto sia dei cambiamenti di questi 30 anni ma soprattutto dello stato di crisi che stiamo attraversando, il più grave dalla seconda Guerra mondiale.

Cosa differenzia Forza Italia dalle posizioni sovraniste, presenti anche nella coalizione del centrodestra?

Noi siamo il Partito Popolare Europeo in Italia. Siamo il cuore dell’Europa. Come Ppe siamo la forza maggiore nelle istituzioni comunitarie, ai vertici della Commissione europea e del Parlamento Ue, la forza di maggioranza relativa all’assemblea di Strasburgo. La nostra storia e i nostri valori sono quelli del popolarismo europeo, sussidiarietà, centralità della persona e libertà. Sono i valori nei quali ci riconosciamo. Non a caso, nel simbolo con cui ci presentiamo alle elezioni politiche abbiamo deciso di inserire un esplicito riferimento al Partito Popolare Europeo, proprio per ribadire con forza la nostra posizione. Siamo il centro dell’Italia e il centro dell’Europa, i continuatori della tradizione liberale, cristiana, garantista, europeista dei valori e dei principi della civiltà occidentale.

Cosa ne farete del reddito di cittadinanza?

Già prima del conflitto in Ucraina, in Italia erano quasi due milioni le famiglie in condizioni di povertà assoluta: 5,6 milioni di persone. Oltre il doppio (11,8 milioni di persone, il 20% della popolazione) era nella fascia a rischio povertà (reddito inferiore al 60% di quello medio disponibile). Forza Italia crede in un modello di economia sociale di mercato che non lascia nessuno indietro: per questo, crediamo sia necessario aumentare le pensioni minime ad anziani e disabili. Noi non vogliamo eliminare il reddito di cittadinanza, ma rivederlo. Questo significa che il RdC va dato a chi ne ha diritto, eliminando le distorsioni di questi anni. Insomma, il reddito di cittadinanza va dato a chi ne ha davvero bisogno, punendo gli approfittatori e chi ne usufruisce non avendone diritto. La revisione del reddito di cittadinanza va accompagnata da misure attive di politiche del lavoro, soprattutto per i giovani. Dobbiamo dare loro la possibilità di avere un futuro. Servono misure più efficaci di inclusione sociale e di politiche attive di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro, anche per mettere fine al cosiddetto “mismatch”, cioè la differenza fra domanda e offerta nel mondo del lavoro. Negli ultimi mesi, un’offerta di lavoro su due non è stata esaudita per mancanza di competenze e di profili disponibili. Un paradosso ancora più grave se si considera che in Italia ci sono tre milioni di giovani fra 15 e 34 anni che non studiano, non lavorano e non si formano.

Che ruolo avrà Silvio Berlusconi nel nuovo eventuale governo di centrodestra?

Il Presidente Berlusconi non è una risorsa solo del centrodestra, ma per l’intero Paese. È un vulcano di idee ancora oggi, la sua esperienza, il suo peso internazionale, la capacità di interpretare i bisogni dei cittadini sono un esempio. Detto questo, credo che oggi dobbiamo pensare a convincere gli indecisi e vincere le elezioni. Starà poi a lui decidere come mettersi a disposizione del Paese, ancora una volta, con l’entusiasmo di sempre.

Lei ha detto: “In politica estera Forza Italia ha le idee ben chiare, abbiamo sempre difeso stato di diritto e libertà”, lo stesso si sente di dire per Fratelli d’Italia e Lega?

Siamo una coalizione, esistono diversità di vedute. Ma noi di Forza Italia siamo una garanzia per tutti. Per gli Stati Uniti d’America e per l’Europa. Lo siamo sempre stati e, a maggior ragione, lo siamo adesso in una fase così delicata. Siamo il centro del Centrodestra.

Gli Stati Uniti con Meloni e Salvini al governo, saranno amici dell’Italia?

Stati Uniti ed Italia sono uniti da un rapporto storico che dura da secoli. Non credo che questo possa essere messo in dubbio da nessuno. In fondo, se ci pensiamo bene, Italia e Stati Uniti hanno avuto un rapporto privilegiato anche quando da noi era presente il Partito Comunista più grande di tutti i Paesi Occidentali. Detto questo, Forza Italia è impegnata a migliorare costantemente i rapporti con gli Stati Uniti, a partire dalla collaborazione fra Ue e Nato per realizzare la bussola strategica, cioè la politica di difesa comune europea per il 2030. Il conflitto in Ucraina ha, anzi, aumentato la consapevolezza di quanto questa collaborazione sia importante.

La Russia è in evidente difficoltà. Cosa accadrà ora, quali saranno le prossime mosse? Teme una crescente convergenza tra Russia e Cina nello scacchiere geopolitico?

Non entro nelle dinamiche interne di un Paese sovrano. Purtroppo le vicende degli ultimi mesi sono tragiche. Sono convito che se l’Onu, prima che infuriasse la guerra, avesse chiamato Silvio Berlusconi e Angela Merkel a fare da mediatori con Putin, probabilmente le cose sarebbero andate diversamente. Erano le personalità più indicate per esperienza e autorevolezza. Lo avevamo proposto fin da subito: dovevano essere gli inviati delle Nazioni Uniti per una soluzione pacifica. Oggi la situazione è ormai compromessa. Il conflitto purtroppo durerà ancora mesi. Putin ha cominciato ad allontanarsi dall’occidente qualche tempo dopo lo storico incontro con Bush e Berlusconi a Pratica di Mare. Eppure, nel 2002, sembrava che l’adesione della Russia alla Nato fosse cosa fatta. Invece Mosca si è distanziata anno dopo anno. In questo contesto, dobbiamo comunque lavorare per evitare che la Russia diventi lo strumento della Cina, che è il nostro vero competitor economico.

In Italia, dati dell’Agenzia delle Entrate le tasse non riscosse hanno sfondato il tetto dei 1.100 miliardi di euro. Ogni anno entrano nelle casse dello Stato solo 10 miliardi a fronte dei 70 da riscuotere. Una situazione nota al Parlamento dal 2015, perché non si riesce a contrastare questa piaga?

Il nostro sistema fiscale va riformato in modo serio. Per questo, Forza Italia propone una flat tax in tre fasi, l’introduzione in Costituzione di un tetto massimo alla pressione fiscale, il taglio del cuneo fiscale per imprese e lavoratori. Dobbiamo lavorare all’abrogazione dell’IRAP, introdurre una no Tax Area fino a 13.000 euro, eliminare le tasse di successione. Ma serve anche superare il problema dei ritardi dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, ridurre la pressione fiscale sugli immobili, anche con una cedolare secco per tutti i tipi di affitti. Gli italiani devono trovare uno Stato amico, non uno Sceriffo di Nottingham.

Con i centristi e moderati del Terzo Polo è possibile in prospettiva un dialogo?

In politica, si dialoga con tutti. Ma noi siamo il centro del centrodestra. Centrini improbabili non ci interessano. E non so se dopo il voto i due protagonisti del Terzo Polo continueranno a marciare uniti.

Forza Italia è per la difesa e potenziamento della sanità pubblica, o ritiene che vada dato più spazio ai privati?

La pandemia ci ha mostrato quanto il nostro sistema sanitario sia in grado di affrontare le sfide più difficili. Merito dei tanti operatori del settore, dai medici ai farmacisti, agli infermieri che andrebbero premiati con livelli retributivi adeguati. Il modello virtuoso italiano di collaborazione fra pubblico e privato va valorizzato. I cittadini chiedono di abbattere i tempi delle liste di attesa per esami e interventi, investimenti in prevenzione e in ricerca sanitaria. Dobbiamo potenziare gli ospedali pubblici, potenziare la medicina territoriale, implementare la farmacia dei servizi.

Sarà portata a compimento l’autonomia differenziata? C’è chi sostiene che rischia di spaccare l’Italia, accrescendo il divario tra regioni ricche e quelle più indietro.

Noi siamo favorevoli all’autonomia. Dobbiamo creare un sistema di economia che consente al Sud di essere tutelato, non possiamo pensare a forme di autonomia che penalizzino alcune Regioni rispetto ad altre. È anzi questo il momento di mettere tutti i nostri territori nelle condizioni di esprimere a pieno il loro potenziale con i giusti nuovi equilibri.

Perché si è voluti andare al voto subito, non si poteva aspettare la primavera prossima, visto le molteplici emergenze che incombono sul Paese?

In questo, potrebbe essere utile rileggere le interviste di Matteo Renzi, che fa una ricostruzione esatta di quanto è accaduto a fine luglio.

I CANDIDATI DI FORZA ITALIA IN ABRUZZO

Capolista al proporzionale al Senato,  sarà il presidente del Consiglio regionale abruzzese, Lorenzo Sospiri, seguito dal consigliere comunale dell’Aquila Maria Luisa Ianni e dall’ dall’assessore regionale Daniele D’Amario.

Al proporzionale alla Camera, capolista è invece Nazario Pagano, senatore uscente e segretario regionale del partito, a seguire l’imprenditrice teramana Francesca Persia, responsabile per le attività produttive di Forza Italia, il consigliere regionale di Valore Abruzzo Angelo Simone Angelosante e Consuelo Di Martino, referente di Azzurro donna per la provincia di Chieti.

 

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