L’AQUILA – “Nell’università che vorrei tre sono i pilastri da edificare o rafforzare: un diverso approccio metodologico, capace di individuare punti di forza e di debolezza, per definire in modo scientifico priorità e piani di azione, la centralità degli studenti e dei servizi a loro beneficio, la valorizzazione del personale. Infine occorre un rapporto collaborativo con il Gssi, visto che resto perplesso sul loro bando per le borse di studio rivolto ai nostri studenti, senza che l’a
Questi i punti nodali, del programma del professor Roberto Carapellucci, candidato alle elezioni per il rettorato dell’Università dell’Aquila, con tre turni a quorum decrescente, dal 12 giugno al 23 giugno. Una elezione di grande importanza, che dovrà decretare il successore di Edoardo Alesse, chiamato a guidare una realtà che rappresenta il volano economico, sociale e culturale dell’Aquila, con oltre 18.000 studenti e 1.500 tra docenti, ricercatori e personale.
Carapellucci, 62enne ordinario del Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione e di Economia (Diie) presidente del Consiglio dell’area didattica ingegneria industriale, nonchè presidente della Advanced energy systems division (Aesd) della American society of mechanical engineers (Asme).
Suoi avversari, lo ricordiamo sono Fabio Graziosi, direttore del dipartimento di Ingegneria, Scienze dell’Informazione e matematica (Disim), Marco Valenti, del Dipartimento Scienze cliniche applicate e biotecnologiche (Discab), direttore del Centro regionale autismo, componente del Comitato Etico Regionale per gli studi clinici, consigliere dell’Ordine dei Medici dell’Aquila e Luca Lozzi, docente di Fisica sperimentale, direttore del dipartimento di Scienze fisiche e chimiche (Dsfc), nonché ex direttore del centro di microscopie di Univaq, e dal 2019 responsabile anche della manifestazione Street science nell’ambito della notte Europea dei ricercatori.
Professor Carapellucci quali sono i punti qualificanti del suo programma?
Principalmente tre, l’approccio metodologico, la centralità degli studenti e la valorizzazione del personale. Per quanto riguarda l’approccio, questo costituisce la spina dorsale della mia proposta e infatti nella fase iniziale intendo avviare un’analisi rigorosa sullo stato attuale dell’Ateneo, area per area, dalla didattica alla ricerca, fino ai servizi e alla struttura amministrativa per avere un quadro chiaro dei punti di forza e delle criticità e solo dopo costruiremo insieme i piani biennali sia per le deleghe dei prorettori, sia per la struttura amministrativa con obiettivi misurabili, scadenze definite e ruoli ben chiari. Per quanto riguarda il secondo pilastro, la centralità degli studenti, il nostro impegno non può limitarsi a migliorare la qualità della didattica, ma dobbiamo agire anche su tutti i servizi che incidono sulla loro esperienza quotidiana, e quindi penso a trasporti più efficienti, mense accessibili, residenzialità adeguata e per far tutto ciò sarà importante stabilire dei tavoli, in un rapporto tra pari con il Comune dell’Aquila, l’Adsu, la Regione e le aziende dei trasporti. Terzo pilastro è la valorizzazione del personale, sia tecnico amministrativo, e del personale docente. Altri punti che vorrei citare è l’istituzione di un Tavolo permanente per il benessere psicologico degli studenti, così come l’affiancamento allo sportello Antiviolenza, che è stato di recente approvato, ed anche di un Osservatorio sul femminicidio andando ad aderire ad iniziative già avviate e coordinate dall’Università di Bologna. Ultimo aspetto è l’istituzione di un centro di ricerca interdipeartimentale nel settore dell’intelligenza artificiale.
Quali devono essere invece gli elementi di continuità e quelli di discontinuità, rispetto all’attuale governance all’Università dell’Aquila?
Un punto di continuità è il ruolo del prorettore o prorettrice alla didattica, figura con la quale ho avuto modo di collaborare da presidente di Cad in questi anni e l’ho ritenuto particolarmente efficace. Ruolo che si potrebbe anche potenziare, facendo in modo che ci sia un vero coordinamento a livello di Ateneo tra i diversi corsi di studio, soprattutto al fine di fare in modo che le buone pratiche passino da un corso di studio con maggiore coordinamento. Per quanto riguarda gli elementi di discontinuità, menziono il ruolo del collegio dei direttori, che dovrebbe avere più peso, perché i dipartimenti hanno in carico molte funzioni, come la ricerca, la didattica, la terza missione. Poi un altro aspetto è il sostegno ai giovani ricercatori, andando a organizzare in maniera strutturata un’azione di affiancamento, nella preparazione dei bandi, soprattutto quelli a valenza internazionale. Altra discontinuità serve per la semplificazione delle procedure amministrative, particolarmente complesse.
Quali sono le principali problematiche che riguardano l’Università dell’Aquila nel contesto cittadino e territoriale e anche nell’ambito della ricostruzione postsismica?
In primis l’edilizia universitaria, perché a oltre 16 anni dal sisma la ricostruzione dei nostri edifici è una questione impellente che non deve più subire ulteriori ritardi. Serve un piano di interventi concreto e sostenibile. E’ urgente recuperare l’ex ospedale San Salvatore per riportarci Economia e creare un polo attrattivo in centro città. Occorre vigilare anche sulla realizzazione della nuova casa dello studente nell’ex scuola media Carducci, avviare uno studio di fattibilità e portare a compimento la ricostruzione dell’edificio di Roio. Questo richiede una interazione diretta e stretta con tutti gli enti esterni che hanno voce in capitolo, come l’Usra, il Provveditorato alle opere pubbliche e l’Adsu. Altro tema è quello di impedire il taglio dei fondi di finanziamento ordinario, ma questo chiaramente è un discorso a livello superiore, nazionale, da affrontare con il Crui. Un ulteriore aspetto è quello della qualità dei servizi verso gli studenti quindi mi riferisco in particolare ai servizi di trasporto e ho intenzione di effettuare un’analisi insieme ad Ama dei flussi di mobilità e a quel punto tramite una specifica convenzione far sì che ci siano degli abbonamenti agevolati per gli studenti con un cofinanziamento anche da parte dell’Ateneo, con l’impegno di Ama di aumentare il numero di corse nelle fasce più critiche e verso i poli più decentrati. Ultimo aspetto è quello delle scuole di specializzazione di area medica, e anche qui l’interazione con l’esterno sarà molto importante, in questo caso con la Regione, l’assessorato alla Salute e alla Asl.
Per il sistema universitario aquilano, la presenza del prestigioso Gran Sasso Science institute rappresenta un volano o una competizione?
Abbiamo una finalizzazione differente, siamo due realtà potremmo dire complementari perché il Gssi si concentra sui percorsi di dottorato e postdoc, l’Università dell’Aquila offre tutti i livelli di laurea e in decine di discipline umanistiche, tecniche e scientifiche. D sinergie sicuramente ne abbiamo realizzate tante e altre se ne possono realizzare, penso ad esempio alla collaborazione nell’ambito di Street Science. Detto questo sono molto perplesso sul recente bando del Gssi per 12 borse di studio dedicate a studenti che hanno intenzione di iscriversi alle lauree magistrali presso l’Università dell’Aquila. Non mi sembra di aver visto alcun riferimento ad un accordo strutturato con l’Università. Ma questo su di noi ha un impatto: un indicatore che teniamo molto sotto controllo ad esempio è quello relativo ai tempi di attraversamento degli studenti, quanto tempo impiegano per laurearsi e nel momento in cui interviene un’iniziativa esterna, quella del Gssi che introduce ulteriori attività collaterali, è chiaro che questo parametro rischia di essere compromesso. Ci sono poi dei vincoli piuttosto stringenti quale ad esempio la restituzione delle borse di studio nel caso in cui uno lo studente non si lauri per tempo e questo è chiaro ha delle ripercussioni molto forti sulla vita sia universitaria che extrauniversitaria dei nostri studenti. Avrei piacere che la missione del Gssi fosse quella di essere veramente attrattiva verso studenti e candidati di altri bacini e provenienti dall’estero.





