EMERGENZA COVID, CRESCE COMMERCIO ONLINE. ABRUZZO ARRANCA, BASSA “MATURITA’ DIGITALE”

18 Dicembre 2020 08:10

L’AQUILA  – Le imprese abruzzesi scontano un ritardo, rispetto a quelle di altre regioni, sul fronte del commercio on line e sulla propensione alla digitalizzazione.

Chi  vende su internet cresce dal 23%  al 25% rispetto al 2019, ma sotto la media italiana del 27% e non si registrano balzi di altre regioni, che hanno anche raddoppiato la percentuale. E resta basso il parametro di “maturità digitale”

Il quadro è restituito da una indagine di Unioncamere, attraverso l’osservatorio dei Punti Impresa Digitale (PID) delle Camere di commercio.

Eppure nell’anno drammatico del coronaviurs e anche quando l’emergenza sarà finalmente alle spalle, per gli imprenditori accelerare il loro percorso di digitalizzazione per reagire alle avversità e cercare di restare produttivi anche da remoto, ed anche per contrastare le grandi multinazionali come Amazon, che macinano fatturati, distruggono le economie locali senza nemmeno pagare le tasse nei paesi in cui operano, è diventata una strategia decisiva.

Per Unioncamere del resto l’effetto Covid spinge molte imprese del commercio su internet. Sono state più di 3.600 le aziende di questo settore che hanno aperto un canale di vendita online tra aprile e ottobre 2020 per operare anche in questo momento di difficoltà, facendo registrare in sette mesi una crescita del +15,5% erano complessivamente 23.386 unità a marzo 2020 contro 27.007 ad ottobre 2020.

Cuore della ricerca è il test di maturità digitale che tiene conto di vari parametri e azioni messe in campo per la digitalizzazione dell’impresa, l’utilizzo più evoluto delle tecnologie abilitanti che rappresentano anche il sine qua non per le vendite on line.

In questa classifica punteggi migliori li hanno ottenuti il Trentino-Alto Adige, 2,29, Lombardia, 2,21, Emilia-Romagna 2,20, Piemonte, 2,12, Friuli Venezia Giulia, 2,10 e Toscana, 2,06.




L’Abruzzo è in media bassa classifica, con 2,1 punti assieme a Umbria e Lazio.

Ultime Puglia, 1,87, Molise, 1,84 e Sicilia 1,81 punti.

C’è poi il dato sull’ecommerce, delle aziende che hanno cominciato a vendere on line: in Italia sono ora 27% contro il 23% dello stesso periodo del 2019.

In Abruzzo si è si registrata una crescita, dal 23% al 25%  al 25% ma c’è anche chi come il Friuli è passato dal 24% a oltre il 50% in un solo anno,  la Basilicata e Puglia, dal 16% al 37%.  Ci sono però anche regioni che retrocedono, dal 22% al 17% come in Calabria.

Dopo la prima fase di lockdown, da maggio a settembre 2020, sono aumentate di 5 punti percentuali le pmi che si sono equipaggiate per l’e-payment (il 36% contro il 31%).

“In pochi mesi – ha commentato il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli -,  solo nel settore del commercio migliaia di imprese hanno cominciato a vendere per la prima volta su internet per fare fronte alla difficile stagione dei lockdown mentre un terzo delle PMI è già pronta tecnologicamente a farlo. Anche grazie all’attività dei nostri Pid che stanno permettendo ad una platea sempre più grande di imprese di accedere ai vantaggi del mercati online, affiancando l’e-commerce ai sistemi di vendita tradizionali”.

“Nell’ultimo anno abbiamo aiutato  più di 80mila imprese, con oltre 700 eventi informativi e formativi, a sfruttare i vantaggi delle tecnologie 4.0 e restare operative anche in questa fase emergenziale. In tre anni abbiamo accompagnato complessivamente già 300mila imprenditori sulla strada del digitale: 23mila hanno fatto il self assessment per scoprire il proprio livello di alfabetizzazione digitale e lavorare per colmare i gap, 130mila hanno seguito programmi di formazione e orientamento, 20mila imprese hanno sfruttato i voucher per investire sul digitale. E con il nuovo servizio appena lanciato Digital Skill voyager permetteremo alle imprese di valutare anche le competenze digitali dei propri collaboratori e avviare se necessario percorsi formativi mirati per adeguarle alle nuove sfide dell’economia 4.0”.

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