EMERGENZA IN MARSICA: PIETRUCCI E NATALINI (PD), “SERVE DICHIARAZIONE DI STATO DI CALAMITA”

30 Agosto 2023 11:25

L'Aquila - Cronaca

L’AQUILA – “Il Governo ha escluso il Fucino e l’intera provincia dell’Aquila dagli aiuti concessi dalla dichiarazione dello Stato di Emergenza a seguito degli eventi metereologici di maggio e giugno scorsi. È il sintomo evidente della totale disattenzione del Governo al nostro territorio e alle richieste avanzate da sindacati, associazioni di categoria e Enti Locali”. Lo affermano il consigliere regionale del Pd, Pierpaolo Pietrucci ed Ermanno Natalini segretario Pd di di Celano.





“Il Decreto degli interventi deliberati dall’ultimo Consiglio dei Ministri per le prime misure urgenti per fronteggiare i danni delle piogge torrenziali è incompleto: mancano i territori della Marsica e del Fucino con i danni subiti nel comparto agricolo e più in generale l’intera provincia dell’Aquila. Siamo una delle zone più colpite. Nello specifico di Celano ricordiamo la violenta grandinata e il nubifragio del 2 giugno scorso, con ingenti danni, frane, strade allagate e addirittura l’evacuazione di 15 persone da due palazzine gravemente danneggiate. In quella occasione l’intera città è finita sott’acqua con pesanti danni economici e patrimoniali per cittadini e imprese”.

“Ma oltre l’emergenza, resta irrisolto il rimborso alle imprese e ai lavoratori: le promesse e i sopralluoghi per accertare i danni nei territori non hanno portato a nulla e bisogna trovare una strada concreta per aiutare chi sta ancora contando i danni. Serve per questo – come chiedemmo già il 4 giugno scorso – una dichiarazione di Stato di Calamità”.





“Per quanto riguarda l’agricoltura del Fucino e dell’area dei Piani Palentini i danni stimati dalla stessa Regione calcolano una perdita netta del 60% per il settore cerealicolo, 60% per le patate, 50% per le carote, 40% per frumento e orzo, 80% per la vasta gamma degli ortaggi (insalata, radicchio, finocchi, sedano, spinaci, cavoli, pomodori) con una perdita del potenziale produttivo compresa tra il 30 e il 70%. Servono dunque rimborsi e tutele per tutta la filiera e che comprenda anche i lavoratori, che hanno subìto una riduzione delle giornate lavorative, con conseguenze economiche pesanti. Centinaia di lavoratori per lo più magrebini hanno visto ridursi le giornate lavorative nei campi e il salario con gravi danni previdenziali e una riduzione dell’indennità di disoccupazione che richiederanno per l’anno in corso: una emergenza occupazionale e salariale che va affrontata con il sostegno al reddito e alla previdenza attraverso la disoccupazione agricola che lo Stato di Calamità può assicurare”.

“L’impegno delle organizzazioni di categorie, delle imprese, del sindacato FLAI-CGIL, dei Sindaci di tutti i Comuni del Fucino deve trovare risposte concrete perché gli aiuti più volte annunciati ancora non sono arrivati. Chiediamo alla Regione di farsi carico del problema e di avviare tutte le interlocuzioni utili con il Governo per reintegrare i nostri territori negli aiuti economici e nelle misure di ristoro dei danni”.

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