ENERGIA, PRICE CAP E FONDO COMUNE: LE DECISIONI DEL VERTICE DEI LEADER UE

21 Ottobre 2022 20:50

Mondo - Cronaca

BRUXELLES – “Di fronte all’uso dell’energia come un’arma di guerra da parte della Russia, l’Unione europea rimarrà unita per proteggere i suoi cittadini e le sue imprese e adotterà le misure necessarie con urgenza”.

Le conclusioni dei leader Ue danno chiaro mandato a Bruxelles di agire su una serie di misure – tra le quali il price cap – contro il caro energia. Accanto, l’idea di un nuovo fondo comune per finanziarle.

Ecco le decisioni del vertice.





PRICE CAP – Bruxelles è incaricata di mettere a punto un corridoio dinamico temporaneo dei prezzi sulle transazioni di gas naturale per prevenire picchi estremi sui mercati spot Ttf. Dovrà però essere tutelata la sicurezza degli stock.

FONDO COMUNE – Sono attese proposte per un meccanismo di garanzia come il Sure, oppure per dare più forza e flessibilità alle risorse previste nel RePowerEu.

ACQUISTI COMUNI – Una nuova piattaforma Ue per l’acquisto congiunto di gas dovrà coordinare il riempimento degli stoccaggi e prevede una partecipazione obbligatoria dei Paesi membri per almeno il 15% del volume. Anche l’industria, i Balcani occidentali e i partner Ue sono invitati a prendervi parte.

TTF – L’esecutivo Ue dovrà sviluppare un nuovo indice di riferimento per il prezzo del gas naturale liquefatto (Gnl), alternativo al Title Transfer di Amsterdam (Ttf), da rendere operativo entro l’inizio del 2023.





SOLIDARIETA’ – Avvallato un meccanismo di intese energetiche tra i Paesi in caso di interruzioni della fornitura di gas a livello nazionale o regionale.

TAGLIO DEI CONSUMI – Auspicati maggiori sforzi per risparmiare energia. Il punto di caduta ipotizzato da Bruxelles è che il taglio del 15% del gas già sancito nel RePowerEu diventi obbligatorio tramite l’attivazione dello stato di allerta Ue.

RINNOVABILI – Accelerazione della semplificazione delle procedure autorizzative.

RISORSE PER SOSTEGNI – La commissione ha annunciato la possibilità per i governi di riprogrammare 40 mld di euro dai fondi di coesione 2014-2020 non ancora impegnati (4 mld per l’Italia) per aiuti alle famiglie e alle imprese sul caro-energia.

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