ESPLOSIONE PONTE CRIMEA, KIEV: “GRANDE VANTAGGIO”. MOSCA: “TERRORISTI”, COMMISSIONE D’INCHIESTA

8 Ottobre 2022 11:09

Mondo - Cronaca

KIEV –  “Crimea, il ponte, l’inizio. Tutto ciò che è illegale deve essere distrutto, tutto ciò che è stato rubato deve essere restituito all’Ucraina, tutto ciò che appartiene all’occupazione russa deve essere espulso”.

Un tweet di Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, potrebbe così suggerire la “responsabilità di Kiev”, come sottolineato anche dal Guardian, dell’incendio che questa mattina ha distrutto parzialmente il ponte strategico sullo stretto di Kerch, che collega Russia e Crimea.

Le fiamme sono divampate con l’esplosione di un camion-bomba sul ponte che è un’infrastruttura strategica oltre che simbolica per il Cremlino. Secondo informazioni preliminari, non ci sarebbero vittime, come riferito ai media da Oleg Kryuchkov, consigliere del governo russo in Crimea.

Per la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, citata dall’agenzia Tass: “La reazione del regime di Kiev alla distruzione del Ponte di Crimea testimonia la sua natura terroristica”.





L’inaugurazione della parte automobilistica è avvenuta nel 2018, di quella ferroviaria nel 2019, da parte di un orgoglioso Vladimir Putin che lo ha voluto
fin dal momento dell’annessione della Crimea, nel 2014. Si tratta del Ponte più lungo della Russia e dell’Europa intera, con i suoi 18,1 chilometri; attraversa lo stretto di Ker’, antico Bosforo Cimmerio per i greci, collegamento fra il Mar Nero dal Mar d’Azov che separa la penisola di Ker’ ad ovest dalla penisola di Taman’ ad est: ai due lati dello stretto ci sono insomma la Russia “storica” e la Crimea tornata sotto il dominio russo nel 2014. Dalla fine della seconda guerra mondiale e fino alla costruzione del Ponte, i collegamenti fra le due sponde dello stretto erano effettuati da un traghetto.

L’amministrazione russa della Crimea ha subito accusato l’Ucraina dell’attentato che ha provocato l’incendio, con il capo dell’Assemblea di Crimea, il parlamento regionale, Vladimir Konstantinov, si è affrettato a denunciare l’accaduto come un colpo di stato da parte di “teppisti ucraini”.

A Mosca il presidente Vladimir Putin ha disposto l’avvio di un’indagine governativa per risalire all’origine di quanto accaduto.

“Il Dipartimento Investigativo Principale del Comitato Investigativo ha aperto un caso penale per l’incidente sul ponte di Crimea – si legge in un comunicato
– Gli esperti del Centro forense si stanno recando sul posto su ordine del presidente del Comitato Investigativo”.





Secondo il Comitato, il camion è esploso sul ponte causando l’incendio di sette serbatoi di carburante di un treno merci che transitava in quel momento.

E da Kiev il consigliere del ministro degli Affari interni dell’Ucraina, Vadym Denysenko, lo definisce “un grande vantaggio per tutti gli ucraini”, poiché complicano per i russi le forniture di cibo, carburante e armi alla penisola occupata e alla regione di Kherson.

“Logisticamente, la situazione con la fornitura di tutto il possibile, dal cibo al carburante fino alle armi, alla Crimea e alla regione di Kherson, sta diventando sempre più difficile per loro”, ha detto Denysenko, “pertanto, da questo punto di vista, questo è, ovviamente, un un grande vantaggio per tutti noi”.

Secondo il consigliere, il tentativo dei russi di stabilire un ponte di barche per rispondere all’emergenza “può risolvere parzialmente il problema dei rifornimenti” ma “sarebbe quasi irrealistico” sperare di allestirlo in un giorno.

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