ESTATE ABRUZZESE PER DI BATTISTA, BARMAN NEL LOCALE DEL CUGINO AD ORTONA

30 Luglio 2020 20:25

ORTONA – L'ex parlamentare e “pasionario” del Movimento 5 stelle Alessandro Di Battista ha scelto Ortona in Abruzzo per trascorrere l'estate.

Ma, questa la notizia, non da turista e villeggiante, ma da barman con tanto di bandana, nel locale gestito da suo cugino, sulla spiaggia dell'Hotel Katia.

Di Battista serve Negroni e “fritturine di pesce”, gira tra i tavoli del Barretto, questo il nome del locale, per prendere ordinazioni e proporre cocktail.

La notizia l'ha data il Corriere della sera, con un articolo in punta di penna di Fabrizio Roncone. Di Battista è in compagnia della moglie, in dolce attesa, e di suo figlio. Per lui non è un mestiere del tutto nuovo, in passato è stato animatore turistico, con il nome di “cuore di panna”.

“Crudele il destino dei cronisti politici di questo Paese – scrive Roncone -: andare per stabilimenti balneari. L’anno scorso tutti al Papeete Beachdi Milano Marittima, dov’era stato avvistato il ministro dell’Interno Salvini che, a torso nudo, tutto sudato e sfatto, metteva musica, vuotava bicchieroni di mojito ghiacciati e chiedeva poteri assoluti (sapete com’è finita: il dj leghista, nei sondaggi, ha perso 12 punti; la Meloni ne ha guadagnati 10, e adesso stanno 23 a 18). Quest’anno si resta sempre sull’Adriatico, ma bisogna scendere più a sud, la location è meno modaiola e, soprattutto, il nostro uomo i cocktail invece di scolarseli, li prepara”.

“L’altro giorno – rivela poi il il Corsera -, inattesa carezza per il suo ego, un gruppo di grillini molisani è venuto a trovarlo, una specie di pellegrinaggio sulla spiaggia. Ai militanti Dibba spiega un mucchio di cose in ordine sparso: l’accordo raggiunto sul Recovery Fund rafforza Conte, ma dell’Unione ci si potrà fidare davvero solo quando abolirà il patto di Stabilità; un po’ di soldi andrebbero spesi per risolvere il dramma del dissesto idrogeologico; con Di Maio il rapporto è buono (cioè, si detestano); a chiunque gli chieda di guidare la rinascita del Movimento, lui risponde che “la passione non manca e non mancherà mai, ma ora penso al mio ultimo reportage sull’Iran, che ho titolato: Sentieri persiani”.

 

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