D'ALFONSO, ''BASTA ATTEGGIAMENTI DA 'SAFARI' SU BENI COMUNI ABRUZZESI'';
MAZZOCCA, ''BATTAGLIA CON REGIONE, PROVINCIA, 23 SINDACI E AMBIENTALISTI''

ESTRAZIONE GAS SOTTO LAGO DI BOMBA E RAFFINERIA A PAGLIETA, L’ABRUZZO DICE NO

22 Gennaio 2018 15:24

PESCARA – “No all'ipotesi di estrazione di gas dal giacimento sotto al lago di Bomba (Chieti) e alla costruzione di una raffineria a Paglieta (Chieti)”. 

Lo ribadiscono Regione Abruzzo, Provincia di Chieti, sindaci dei Comuni interessati, associazioni ambientaliste e rappresentanti dei comitati spontanei dei cittadini, i quali hanno firmato unitariamente i documenti che verranno inviati al Ministero dell'Ambiente e dello Sviluppo economico per dimostrare “l'unità di intenti di un fronte vastissimo che continuerà a battersi per scongiurare la realizzazione del progetto”. 

Stamani il punto della situazione nel corso di una conferenza stampa nella sede della Regione, a Pescara. 

Presenti, tra gli altri, il governatore dell'Abruzzo, Luciano D'Alfonso, il sottosegretario alla presidenza della Giunta con delega all'Ambiente, Mario Mazzocca, la Provincia di Chieti, i sindaci del territorio, e i rappresentanti di Wwf, Legambiente e del comitato di cittadini “Gestione Partecipata Territorio” di Bomba. 

Nei giorni scorsi l'Agenzia regionale attività produttive aveva comunicato alla Regione Abruzzo di non concedere alcuna proroga alla Cmi Energia nella procedura di assegnazione del lotto nell'agglomerato Atessa-Paglieta.

La prenotazione del sito scadrà inderogabilmente il 28 gennaio prossimo.

La Cmi Energia è la promotrice del progetto di coltivazione di idrocarburi denominato “Colle Santo”.




I documenti, oltre a ricostruire la storia più che ventennale dei “tentativi abortiti” di sfruttamento del giacimento, esplicitano le ragioni per le quali, secondo i firmatari, bisognerebbe abbandonare il progetto, a partire dalla sentenza del Consiglio di Stato che ha dato ragione al Comitato Via della Regione che aveva respinto il progetto, fino ad arrivare all'”illogicità dell'atteggiamento del Mise – spiegano -, che riapre, senza alcun nuovo motivo, l'istruttoria su un procedimento già chiuso”. 

La Regione intende farsi sentire anche con le proprie osservazioni nel procedimento di Valutazione di impatto ambientale (Via) nazionale: domani la Giunta esaminerà una delibera che fa proprio il parere contrario già espresso dal Comitato Via regionale e che chiede di aprire il procedimento di 'inchiesta pubblica' previsto dalla legge. 

“La determinazione di questo fronte ambientale e territoriale – ha detto D'Alfonso – è irrisolvibile per quanto riguarda coloro che hanno in mente di realizzare un investimento che rovina quella parte di Abruzzo e la sua dignità ambientale. Basta con questo atteggiamento da 'safari' rispetto ai beni comuni di valore ambientale della nostra regione”. 

“Oggi abbiamo messo in evidenza altre due debolezze che faremo valere dal punto di vista nazionale. Il fatto che manca l'abruzzese nel comitato Via nazionale, cioè l'Arta che ha diritto a sedere lì; è viziata la condotta del Ministero, per la quale ho rappresentato il tutto alle Prefetture competenti, all'autorità giudiziaria e al ministro dell'Ambiente”, ha aggiunto il governatore che ha poi chiarito come “abbiamo tolto di mezzo anche il suolo in corrispondenza del quale si faceva parte importante dell'investimento: Arap ha ritenuto concluso il tempo contrattuale e non ci sarà alcun rinnovo. Se nascerà un contenzioso civilistico siamo pronti a reggerlo e anche a prevalere”. 

“Credo sia la prima volta – ha affermato il sottosegretario Mazzocca – che viene sottoscritta una mole tale di documenti da Regione, Provincia, da 23 sindaci, da associazioni ambientaliste e comitati cittadini per evidenziare la necessità di salvaguardare un territorio ampio e connotato da enormi peculiarità come quello de lago di Bomba e delle zone limitrofe dal tentativo delle trivellazioni. C'è l'altissima probabilità che, una volta che si procede con le trivellazioni in quella sede, si verifichino effetti nefasti per il lago stesso”. 

“I documenti firmati seguono l'attività svolta dalla Regione Abruzzo nel corso degli ultimi tempi riguardo a questa tematica. Abbiamo quattro procedimenti giudiziari in corso aperti con il Governo nazionale e in alcuni casi è stata data ragione alle Regioni. Contiamo che unendo le forze e i piani di confronto – ha concluso il sottosegretario – si possa arrivare a delle decisioni che siano congrue per il territorio”.

 

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