EUROVISION, DOPO IL CASO ALPINI NUOVA DENUNCIA DELLE VOLONTARIE: “MOLESTIE DA STAFF E ARTISTI”

10 Maggio 2022 18:00

Italia: Cronaca

TORINO – “Come spesso capita la voce delle donne che vivono violenza viene silenziata, i loro racconti non creduti e le loro esperienze non ascoltate”.

Il collettivo femminista Non Una di Meno si schiera così con le volontarie di Eurovision che hanno denunciato di aver subito molestie da parte degli artisti di alcune delegazioni in occasione del party inaugurale di domenica sera alla Reggia di Venaria.

Accuse di molestie girate nelle chat delle giovani, che, come anticipato dal dorso torinese del Corriere della Sera, sono però state smentite dal Comune di Venaria. A quanto risulta, non sono state presentate denunce alle forze dell’ordine.

“A fronte delle segnalazioni rese pubbliche da numerose lavoratrici rispetto alle molestie subite sul proprio posto di lavoro durante la kermesse dell’Eurovision a che titolo il Comune dichiara che non sia successo niente di male?”, afferma Chiara di Non Una di Meno.

“Si tratta di molestie sul posto di lavoro e come tali vanno affrontate – aggiunge – puntando l’attenzione sulle condizioni di estremo sfruttamento e ricattabilità che le donne vivono in ambito lavorativo e in alcuni contesti di lavoro in particolare. A queste donne va tutta la nostra solidarietà e siamo a loro disposizione per qualunque tipo di sostegno possano aver bisogno”, conclude Non una di meno, ricordando che “segnalazioni simili sono arrivate anche da Rimini nel corso dell’adunata degli alpini”.

E su questi presunte molestie è intervenuto Sebastiano Favero, presidente dell’Associazione Nazionale Alpini: “Fatti, io chiedo fatti concreti, e al momento non ci sono. Se dai fatti si evincerà che anche solo uno degli alpini al raduno è colpevole di qualcosa che non doveva fare noi
saremo i primi a condannare e a prendere i provvedimenti necessari: abbiamo delle regole, tutti gli associati le conoscono e vanno
rispettate”.

“Io sono abituato ad operare come mi hanno insegnato i miei ‘veci’, cioè basandomi sui fatti e non sulle parole – ha sottolineato con forza Favero – Vorrei ricordare che una cosa simile è accaduta nel 2018 a Trento con protagonista la stessa associazione. Anche in quell’occasione vi erano state delle denunce e un nostro associato era stato coinvolto in un filmato. Era pronto a presentare formale denuncia alle forze dell’ordine per calunnia ma poi è stato chiamato dalla responsabile dell’associazione di Trento e ha deciso di lasciar perdere…”.

“Ripeto se dovessero esserci fatti concreti come associazione saremo durissimi, ma se non ci saranno saremo pronti a difenderci – ha concluso Favero – perché, e lo dico con una certa amarezza, gli alpini quelli che sono morti con onore non possono essere accomunati a
vicende di questo genere”.

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