“FALCONE UCCISO PER SENTENZA MAXIPROCESSO? RIDUTTIVO”.
MESSINA DENARO, L’ULTIMO INTERROGATORIO

2 Ottobre 2023 11:56

L'Aquila - Cronaca

L’AQUILA – “Ci sono cose, però, che, per esempio, nessuno è mai arrivato, perché a me sembra un poco riduttivo dire che a Giovanni Falcone lo hanno ucciso per la sentenza del maxi processo. Se poi voi siete contenti di ciò, ben venga, sono fatti vostri, ma la base di partenza non è questa… parlo di grandi cambiamenti”.

E’ uno dei sibillini passaggi dell’ultimo interrogatorio del 7 luglio, del boss mafioso Matteo Messina Denaro, stragista di Cosa Nostra, morto nell’ospedale dell’Aquila il 25 settembre, dopo 30 anni di latitanza, e dopo la reclusione al 41 bis nel carcere di massima sicurezza del capoluogo. Il capomafia, 62 anni, soffriva di una grave forma di tumore al colon che gli era stata diagnosticata mentre era ancora ricercato, a fine 2020.

Nei pochi mesi in cui è stato in carcere non ha mai voluto collaborare con i magistrati e si è portato nella tomba tutti i segreti.





Il 7 luglio il boss ha risposto alle domande del procuratore aggiunto Paolo Guido e dei pm Piero Padova e Gianluca De Leo  e queste sono state le sue risposte, riportate da Repubblica.
“Voi magistrati vi siete accontentati che il giudice Falcone sia stato ucciso perché ha fatto dare 15 ergastoli al maxi processo?”, ha aggiunto il boss.

“Perché fa riferimento proprio alla strage Falcone?”, ha chiesto Guido.

“Perché penso sia la cosa più importante, da dove nasce… quantomeno da dove nasce tutto”, ha risposto Messina Denaro.

“Tutto cosa?” ha domandato allora Guido.





“Le stragi, l’input – ha replicato il boss -. Sì, sì, questa strage…, tutto da là parte. Faccio un altro esempio: dopo non so quanti anni, avete scoperto che non c’entrava niente Scarantino e non mi riferisco a voi, è un plurale maiestatis… Ora la mia domanda è, me la pongo, diciamo, da scemo: perché vi siete fermati a La Barbera? Perché La Barbera era all’apice di qualcosa… ha capito cosa… il contesto?. E se La Barbera fosse ancora vivo, ci sareste arrivati o vi sareste fermati un gradino prima di La Barbera?”.

A quel punto Guido ha fatto notare al boss che “queste sono cose sulle quali noi ci aspettiamo delle risposte, non delle domande”.

Ma Messina Denaro ha proseguito con i quesiti: “Perché in certe cose  si contentano e in altre cose no?”.

“Lei deve metterci nelle condizioni, e questo solo lei riesce a farlo, di ricostruire dei pezzetti di verità”, ha detto a questo punto Guido, ma Messina Denaro ha affermato: “Ascolti, dottore Guido, e veda che quello che sto dicendo è verità… tutti questi, chiamiamoli pentiti, che hanno detto, sì, qualche pezzo di verità, e hanno fatto fare dei processi, va bene, ma ognuno ha portato acqua al proprio mulino. E per farlo dicono cose che possono essere reali e coincidere con quello che cercate voi o con quello che interessa a voi, ben venga, giusto? Ma ci sono cose, però, che, per esempio, nessuno è mai arrivato, perché a me sembra un poco riduttivo dire che a Falcone lo hanno ucciso per la sentenza del maxi processo. Se poi voi siete contenti di ciò, ben venga, sono fatti vostri, ma la base di partenza non è questa… parlo di grandi cambiamenti”.

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