FALLIMENTO M&P L’AQUILA: UDIENZA PRELIMINARE IL 12 GIUGNO PER BANCAROTTA FRAUDOLENTA

20 Aprile 2024 11:46

L'Aquila - Cronaca

L’AQUILA –  Fissata al 12 giugno, dal gup Guendalina Buccella, l’udienza preliminare  per bancarotta fraudolenta, dopo la richiesta di  rinvio a giudizio degli 8 imputati nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento della società consortile “M&P”, che gestiva il megaparcheggio di Collemaggio e i parcheggi a raso. Si tratta degli imprenditori e professionisti Lorenzo Santilli, 67 anni, aquilano, ex presidente della Camera di commercio dell’Aquila; del fratello Mauro Santilli, 63 anni; degli avvocati Pierluigi Marramiero, 45 anni, di Pescara e Antonio Pimpini, 60 anni, di Chieti; Danilo Di Costanzo, 61 anni e Alfiero Marcotullio, 65 anni, di Chieti; Antonio Vittorini, 65 anni, e Raffaele Natuzzi, 41 anni, dell’Aquila.





Per l’accusa, tutta da provare, gli imputati, secondo quanto riferisce il Centro, «avrebbero distratto fondi amministrando la M&P, provocando il dissesto della società e omettendo di annotare 2 milioni e 600mila euro dal passivo fallimentare». Il solo Lorenzo Santilli avrebbe agito «in qualità di amministratore di fatto dell’azienda», fallita nel 2022 con un passivo di 7 milioni 600 mila euro. Per l’accusa, «i fratelli Santilli, Vittorini e Di Costanzo avrebbero dissipato il credito di 190mila euro della società fallita nei confronti dei soci Geser, riferibile a Santilli Mauro, della Felici costruzioni, riferibile a Santilli Lorenzo, e Blu Parking, riferibile ad Alfiero Marcotullio, adottando una delibera di riduzione del capitale societario». In particolare, l’8 agosto 2019, «qualche mese prima che la M&P fallisse, il cda ha approvato la riduzione del capitale del Fondo consortile da 500mila a 10mila euro».





Secondo il pm «i soli Lorenzo Santilli e Marcotullio distraevano dalle casse della società 200mila euro a favore della Ecoesse, senza causale e giustificazione commerciale». Le indagini hanno preso il via dopo la richiesta di fallimento avviata dal Comune dell’Aquila nei confronti della M&P. La magistratura contabile ha aperto un’inchiesta parallela per «danno erariale quantificabile in 218mila euro ai danni del Comune dell’Aquila». Tra i creditori figurano, tra gli altri, il Comune dell’Aquila (1,4 milioni di euro), quello di Teramo (1 milione 36mila), l’Agenzia delle entrate (1 milione 34mila).

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