L’AQUILA – Continua a tenere banco la vicenda della denunciata carenza dei farmaci oncologici nella Asl di Chieti, per la quale i consiglieri regionali di opposizione hanno presentato un esposto in Procura. (Qui il link)
Dopo giornate di roventi polemiche e reciproche accuse, dai toni molto duri, con repliche e smentite spesso affidate anche ai social, si registra su Facebook l’inconsueto botta e risposta tra la paziente che ha segnalato il caso finito al centro delle cronache e il presidente della Regione, Marco Marsilio, di FdI.
Lo stesso Marsilio, che nei giorni scorsi nel corso di una conferenza stampa sul tema ha cercato di smentire pubblicamente l’inconsistenza delle accuse parlando di una “campagna infamante e calunniosa”, e che alla notizia dell’esposto ha commentato con un “Non vedo l’ora”, visto che “un giudice terzo potrà mettere la parola fine a questa vergognosa speculazione, che ha trasformato un episodio banale e innocuo in una campagna allarmistica e scandalistica per raccattare voti e consensi sull’onda emotiva dell’indignazione”, ha deciso di replicare direttamente a un post pubblicato dalla protagonista della vicenda sul proprio profilo.
La donna, M.L.I., ha ricostruito quanto sarebbe accaduto, ribadendo i disagi per la carenza del farmaco, scrivendo tra le altre cose: “Non sono abituata confrontarmi tramite i social e non amo la pubblicità ma sinceramente ora BASTA, questo atteggiamento denigratorio nei miei confronti è veramente offensivo… I fatti sono questi e personalmente nn ho nascosto nulla … Spero solo che la nostra Sanità migliori ad ogni livello”.
Nella lunga replica, direttamente alla donna, Marsilio sottolinea che “è la seconda volta che Lei pubblica un post sulla sua pagina Facebook rivolgendosi direttamente al sottoscritto”, riportando tutta la vicenda così come arrivata alla sua attenzione.
E nel farlo, tra le altre cose, scrive: “Nessuno ‘taglia’ sulla spesa farmaceutica per ‘riparmiare’. Semmai, accumuliamo decine di milioni di deficit per acquistare farmaci sempre più innovativi e costosi. Questa accusa è un’infamia, particolarmente bruciante e inaccettabile per uno come me che ha chiuso gli occhi di una sorella morta di tumore, e che ha al suo fianco un’assessora in cura oncologica quanto Lei (di cui rende pubbliche le condizioni di salute pur senza citare, ndr). Perché questa è l’accusa che ci è stata rivolta, usando come ‘prova’ la sua segnalazione. Se qualcosa non è andato per il verso giusto, quel 23 ottobre, non è certo dipeso dai ‘politici di m…’, come lei mi apostrofa sulle sue pagine”.
Un ulteriore scontro andato in scena due giorni dopo la conferenza convocata per fare il punto sulla vicenda dell’approvvigionamento dei farmaci oncologici insieme all’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, al direttore generale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Mauro Palmieri, a Beatrice Borghese, direttore amministrativo della stessa Asl, Raffaele Di Nardo, direttore sanitario Asl, e Nicola D’Ostilio, direttore facente funzioni di Oncologia nei presidi ospedalieri di Lanciano e Vasto. (Qui il link)
IL POST DELLA PAZIENTE
Allora ,dopo aver ascoltato e letto quanto affermato dal signor Marsilio sui media ,voglio precisare quanto segue:
1) La Signora in questione, sempre io , si reca in ospedale dopo ogni ciclo di chemio ormonale che dura 21 giorni, poi c’è una pausa di 1 settimana e al 28esimo giorno ci sono i controlli e il ritiro del farmaco presso la farmacia dell’ospedale xchè la terapia va ripresa al 29esimo giorno e questo avviene da quasi 2 anni ormai. Pertanto la pregherei di informarsi meglio prima di dire che io abbia omesso nn so quali fatti e che nn ero stata convocata x il ritiro …ribadisco ancora che il mio farmaco nn c’era e che nn c’era neanche in altre farmacie perché la dottoressa in servizio ha telefonato ad altri ospedali della Asl chiedendo se lo avessero disponibile …NON C’ERA… e nn è arrivato fino al martedì successivo xchè sennò la dottoressa della farmacia mi avrebbe chiamata x ritirarlo . Mi dica una cosa: “Ma secondo lei io nn lo andavo a ritirare se mi avessero detto che era disponibile il venerdì, giorno d’inizio della terapia?
Nn sono abituata a confrontarmi tramite i social e nn amo la pubblicità ma sinceramente ora BASTA, questo atteggiamento denigratorio nei miei confronti è veramente offensivo…i fatti sono questi e personalmente nn ho nascosto nulla …spero solo che la nostra Sanità migliori ad ogni livello ,dai servizi offerti ,all’approvvigionamento dei farmaci ,alle prenotazioni x le visite specialistiche e così via…
Perché affermare che tutto va bene quando la nostra sanità fa acqua da tutte le parti?
Le auguro buon lavoro e un felice weekend!
PS: ah dimenticavo una cosa :
sei giorni fa alla mia nipotina di appena 10 mesi ricoverata in Pediatria, hanno fatto il prelievo del sangue nn con il presidio pediatrico bensì con quello degli adulti xchè il reparto era sfornito…tanto x raccontarne un’altra!
LA REPLICA DI MARSILIO
Gentile Signora,
è la seconda volta che Lei pubblica un post sulla sua pagina Facebook rivolgendosi direttamente al sottoscritto. Lei mi attribuisce affermazioni ‘denigratorie’ nei suoi confronti, mi accusa di aver ‘detto il falso’ pretendendo le mie scuse per questo. Aggiunge pure che non ‘voleva screditare i dottori della farmacia che non hanno colpe e che sono sempre disponibili, competenti e gentili’, ma solo segnalare un ‘episodio spiacevole’ per migliorare la gestione degli approvvigionamenti.
Vede, Signora, non è colpa mia se qualcuno ha trasformato la sua ‘segnalazione’ (anche giusta) di un ‘episodio spiacevole’ in una campagna scandalistica, condotta con tutte le armi (compresa la calunnia) contro il sottoscritto. Generalizzando il fatto fino a far credere che a Chieti e provincia non ci siano i farmaci oncologici per i pazienti che devono fare cicli di chemioterapia o altre cure antineoplastiche. Nella sola provincia di Chieti, i pazienti oncologici che si recano in day hospital come lei sono circa 870 al mese. Tutti ricevono cure adeguate e puntuali. Per tutti, medici e farmacisti fanno del loro meglio. Mai viene negato un farmaco o una cura. Le uniche possibilità che ci sono di non trovare un farmaco, è quando l’industria farmaceutica ha problemi di produzione e materie prime.
Perché nessuno ‘taglia’ sulla spesa farmaceutica per ‘riparmiare’. Semmai, accumuliamo decine di milioni di deficit per acquistare farmaci sempre più innovativi e costosi. Questa accusa è un’infamia, particolarmente bruciante e inaccettabile per uno come me che ha chiuso gli occhi di una sorella morta di tumore, e che ha al suo fianco un’assessora in cura oncologica quanto Lei. Perché questa è l’accusa che ci è stata rivolta, usando come ‘prova’ la sua segnalazione.
Se qualcosa non è andato per il verso giusto, quel 23 ottobre, non è certo dipeso dai ‘politici di m…’, come lei mi apostrofa sulle sue pagine.
Ma io, quell’insulto me lo prendo e me lo tengo: ho detto pubblicamente, in conferenza stampa, che dai pazienti affetti da patologie gravi accetto tutto, perché ho il dovere di comprendere, innanzitutto, quale sia il loro stato d’animo. Rabbia, dolore, sofferenza, angoscia, ansia, anche a livelli patologici, si accompagnano inevitabilmente alla malattia. E Lei ha tutto il diritto di sentirsi così. Dispiace che qualcuno strumentalizzi la sua condizione, e dispiace anche che Lei mi attribuisca cose mai dette, mettendomi in bocca (come ha fatto Parenzo, quando ha tentato di dire che io l’avrei definita ‘confusa’) parole denigratorie. Io non solo non l’ho mai denigrata, ma ho anche rappresentato correttamente la sua versione dei fatti. E vengo al punto. Anche io considero ‘disponibili, competenti e gentili’ farmacisti e medici che la hanno in cura. Proprio per questo ho chiesto loro di farmi una relazione sull’accaduto. Per avere le spiegazioni dello ‘spiacevole episodio’ che
Lei per prima merita, ma che meritano tutti i cittadini. Sono quei farmacisti e quei medici ad avermi riferito che:
– La carta trionfalmente esibita da Parenzo al termine della trasmissione NON riportava l’appuntamento per il ritiro del farmaco, ma quello per la visita di controllo. Visita che può comportare modifiche al piano terapeutico (e di conseguenza ai farmaci da somministrare); segnalo che la carta in questione mi è stata tenuta nascosta con il preciso scopo di sbattermela in faccia a fine servizio, senza poter replicare (non conoscendola). Che dopo la puntata, non mi è stata fornita dalla redazione de ‘L’Aria che Tira’ accampando inesistenti motivi di ‘privacy’ (quale privacy, se Lei stessa ha dato notizia della sua condizione e dei suoi problemi?), dovendo quindi impiegare più giorni per trovarne copia nella Asl e avere le spiegazioni del caso. Strano modo di voler contribuire alla ricerca della verità…
– Quando Lei si è presentata il giorno 23 alla Farmacia, il farmaco era a Chieti e Le avrebbero proposto il ritiro il giorno seguente. Tutti i farmacisti e i medici sostengono che il colloquio è stato cordiale e sereno, che si sono assicurati che Lei fosse ‘coperta’ fino al giorno 28, e che Lei ha scelto di ritirare il Farmaco in tale data invece che il 24.
– Che il giorno 28, quando ha ritirato il farmaco, ha di nuovo confermato di aver avuto continuità terapeutica tutti i giorni, senza alcuna interruzione.
– Che se vi fosse stata una qualunque urgenza di somministrarlo il giorno 23, un’automedica sarebbe partita da Chieti per Lanciano per recapitare tempestivamente il farmaco, regolarmente presente nella Farmacia aziendale (seppure non a Lanciano ma a Chieti).
Io non ho ‘inventato’ niente, né detto alcuna falsità.
Ho doverosamente riferito quanto mi è stato relazionato da chi di competenza. Anzi, per onestà intellettuale ho pure aggiunto a questa ricostruzione (avendo letto le sue rimostranze) la sua versione dei fatti, facendo notare la diversità rispetto alla relazione della Asl. E ho concluso affermando di ‘sospendere il giudizio’ su chi avesse torto o ragione. Come vede, non solo non l’ho denigrata, ma ho correttamente posto la sua verità allo stesso livello di quella dei medici. Medici che dovremmo però capire se invece che ‘disponibili, competenti e gentili’, improvvisamente siano diventati dei maleducati mentitori per darle torto e difendere l’indifendibile.
Le aggiungo che, comunque siano andate le cose, mi sono permesso di ‘suggerire’ al medico oncologo che Le ha rilasciato quella famosa carta, che quando un paziente oncologico viene chiamato in day hospital, sarebbe utile far coincidere la visita con il ritiro dei farmaci (sempre che non si debba attendere del tempo per modificare la terapia): nel suo caso, si sarebbe evitato lo stress e il fastidio di dover tornare una seconda volta per la farmacia. Mi sono messo nei panni di un malato, che già per andare una volta in ospedale fa un viaggio che tutto è tranne che di piacere… spero che sarò ascoltato, e che tra reparto medico e farmacia migliorerà il coordinamento per far coincidere le date e risparmiare a molti pazienti inutili trasferimenti casa-ospedale.
Se le cose non sono andate come i farmacisti e i medici me le hanno rappresentate, Le chiedo io scusa al loro posto. Ma non mi dia del mentitore, né mi attribuisca frasi denigratorie nei suoi confronti che non ho mai pronunciato. Io ho il dovere di credere alla buona fede, alla professionalità e all’onorabilità delle persone che la hanno in cura e che lavorano per la sanità pubblica. Possono sbagliare, può capitare.
Ma devo mettere in conto anche che un paziente nelle sue condizioni possa avere incomprensioni profonde di fronte a qualunque contrattempo. E, umanamente, lo comprendo e lo capisco. Non perdono, invece, chi si ‘avventa’ su queste situazioni per farne una speculazione propagandistica, o vendere qualche copia in più, o aumentare l’audience tv a beneficio di chi gli compra la pubblicità.
FARMACI ONCOLOGICI: “NON HO INVENTATO CASO”. MARSILIO A PAZIENTE, “NESSUN TAGLIO, DEFICIT LO PROVA”L'AQUILA - Continua a tenere banco la vicenda della denunciata carenza dei farmaci oncologici nella Asl di Chieti, per la quale i consiglieri regional...









