CACCIA, IMPRUDENTE: “INTENSIFICARE ATTIVITA'”; SOA: “ULTIME CARTUCCE, FALLIMENTO REGIONE”

2 Aprile 2022 21:05

Regione - Cronaca

ROMA – “Sulla gestione della fauna selvatica è giunto il momento di dare risposte immediate ed efficaci alle istanze delle aziende che operano nel settore agricolo e zootecnico. Non abbiamo più tempo da perdere, occorre agire ora, d’urgenza, con provvedimenti rapidi e concreti anche per controbilanciare gli effetti di una crisi che incide direttamente sui costi di produzione e approvvigionamento”.

Così il vice presidente della Giunta regionale con delega all’agricoltura e all’ambiente, Emanuele Imprudente, dopo l’incontro della commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni, alla presenza del sottosegretario del Ministero della transizione ecologica Vannia Gava, convocato “per avanzare proposte concrete in merito alle criticità legate alla gestione della fauna selvatica e all’agricoltura sostenibile”.

Tra le altre cose, Imprudente ha parlato di intensificazione della caccia sugli ungulati, in particolare ai cinghiali, una vera e propria emergenza per allevatori ed agricoltori in Abruzzo, e anche di misure per arginare la sovrabbondanza di cervi e caprioli, anche loro “colpevoli” di danneggiare le colture.

Ma sulla presa di posizione di Imprudente è polemica: secondo la Stazione Ornitologica Abruzzese “l’assessore regionale spara le ultime cartucce, sta scavando sotto al fondo del barile per nascondere il fallimento della regione nella gestione faunistica, invece di scommettere su recinti elettrificati, ecodotti sulle strade, censimenti scientifici, strutture tecnico-amministrative adeguate con biologi e naturalisti specializzati in fauna selvatica, si pensa di risolvere il problema sparando letteralmente le ultime cartucce”.

Il presidente, Massimo Pellegrini, ha detto no “alla deregulation totale sull’attività venatoria, con apertura della caccia al cervo e capriolo, all’ampliamento della caccia, ai piani di prelievo nei parchi e alla regionalizzazione dell’ISPRA”.

In sede di Conferenza delle Regioni, gli enti regionali hanno concordato sulla necessità di porre in essere provvedimenti immediati e d’urgenza che prevedano, tra l’altro, dei piani di controllo da attivare con la tecnica della braccata, l’ampliamento dell’attività venatoria, ovvero dei tempi di caccia agli ungulati, e interventi tesi ad esercitare piani di controllo anche all’interno delle aree protette. Inoltre le Regioni hanno chiesto decisioni urgenti anche sul fronte del pagamento dei danni da fauna selvatica agli agricoltori, attingendo alle risorse provenienti dalle concessioni governative per l’esercizio venatorio e ad una riforma dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) su base regionale.

“È un problema non più differibile – ha spiegato ancora Imprudente – che va affrontato con la massima serietà ed utilizzando tutti gli strumenti a disposizione delle Regioni e del Governo. Da parte nostra, fino ad ora abbiamo esperito tutti le azioni possibili, ovviamente nei limiti consentiti dalla legge”.

“Noi dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione – ha continuato il vice presidente – ma abbiamo chiesto al Governo, che tramite il sottosegretario Vannia Gava si è detto disponibile, misure urgenti ed eccezionali che consentano di intensificare l’attività venatoria sugli ungulati e la possibilità di agire anche sulla sovrabbondanza di cervi e caprioli, che danneggiano le colture di pregio come le vigne, gli ulivi e gli impianti di piante tartufigene”,  ha concluso il vice presidente della Regione Abruzzo.

“La Regione Abruzzo e le Province in 25 anni hanno cercato di applicare un’unica ricetta per gestire i danni da fauna selvatica: sparare sempre di più. Con il contorno di decine di sentenze dei giudici amministrativi a tutti i livelli che hanno bocciato l’operato della Regione in questi ultimi decenni”, ha attaccato ancora Pellegrini.

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