FDI L’AQUILA: DOMENICA CONGRESSO PROVINCIALE, SPUNTA CANDIDATURA UNITARIA DI CLAUDIO GREGORI

28 Novembre 2023 09:27

Regione - Politica

L’AQUILA – Claudio Gregori, da giugno sindaco di Barete e presidente provinciale della Cna: questo il nome a sorpresa del papabile nuovo segretario provinciale di Fratelli d’Italia in provincia dell’Aquila, il territorio più forte, e il più conflittuale del partito di Giorgia Meloni in Abruzzo.

Da fonti interne sarebbe data per certa la sua elezione per acclamazione al congresso in programma domenica prossima 3 dicembre, a partire dalle ore 9, presso l’Auditorium Ance nel capoluogo, che farà seguito ai congressi di Teramo e Pescara, dove sono stati riconfermati gli uscenti, rispettivamente Marilena Rossi e Stefano Cardelli.

Una nomina che dovrà, per diktat del partito nazionale, essere unitaria e condivisa, senza scontri rovinosi a pochi mesi dalle elezioni regionali del 10 marzo, dove Fdi punta confermare il 28% e portare a casa, in caso di vittoria del centrodestra del presidente uscente, Marco Marsilio, fino a dieci consiglieri.





Questo significa che è tramontata l’ipotesi della nomina di Vincenzo Calvisi, vice presidente della Provincia, considerata per settimane la più probabile, per prendere il posto del commissario Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila, che è fuori dai giochi, anche per l’incompatibilità con la sua carica di responsabile nazionale Enti locali di Fdi.

A giocare a favore di Gregori, 53enne imprenditore nel settore multiservizi, la tregua armata e la logica del compromesso tra le fazioni che da tempo si scontrano per il controllo del partito in provincia e per  le candidature alle regionali del 10 marzo: quelle che fanno capo, semplificando, al sindaco Biondi e al senatore Guido Liris, vice segretario regionale.

Un braccio di ferro che si è già consumato con la partita del tesseramento, con Liris e il capogruppo di Fdi in consiglio regionale, il marsicano Massimo Verrecchia, che facendo squadra hanno portato a casa 2.600 tessere in provincia, contro le 1.300 tessere dell’asse Biondi e Mario Quaglieri, assessore regionale al Bilancio, anche lui marsicano. Tessere che, sommate, fanno quasi la metà di tutte quelle regionali.

In questo scenario, Calvisi è stato considerato troppo vicino a Biondi, anche se in passato ha lavorato alla segreteria di Liris, quando era assessore al Bilancio e Personale prima di staccare il biglietto per il parlamento, mentre Gregori, pur considerato vicino a Liris, vincitore della battaglia delle tessere, ha buoni rapporti con Biondi, ed ha un solido rapporto di amicizia con il consigliere comunale Livio Vittorini, presidente della commissione Bilancio, il secondo più votato, con 954 preferenze alle elezioni comunali di giugno, dopo il vicesindaco Raffaele Daniele. Gregori del resto, nato politicamente in posizioni moderate ed entrato in Fdi solo recentemente, nella fase di grande ascesa, viene visto come una figura di garanzia e dialogante.





Facendo un passo indietro, a conferma di come la partita del congresso sia intrecciata a quella delle elezioni regionali, la carica di segretario provinciale era stata inizialmente offerta a Paolo Federico, sindaco di Navelli, per indurlo a fare un passo indietro dalla candidatura alle regionali, in quota Liris, in conflitto con quella, nell0 stesso bacino elettorale aquilano, dell’ex assessore comunale Alessandro Piccinini, sostenuto da Biondi.

Ma come prevedibile, Federico ha risposto picche, e si è dimesso da commissario della Comunità montana Montagna Aquilana e da presidente dell’Asp 1 L’Aquila, cariche incompatibili per la candidatura, ed è ora in corsa assieme a  Piccinini, che ha detto anche lui addio alla presidenza della Gran Sasso Acqua, la società pubblica del ciclo idrico integrato.

Entrambi non hanno però certezza formale e ufficializzata per la candidatura, visto che a quasi un mese dal fatidico vertice del 3 novembre nel capoluogo, nulla si sa di certo delle liste dei candidati alle regionali, i nomi restano in cassaforte e il gotha del partito è trincerato dietro una cortina di silenzio, che sta creando crescente irritazione e imbarazzo.

 

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