L’AQUILA – Mario Quaglieri diventa un caso politico in Fratelli d’Italia e nel centrodestra: in Abruzzo e anche a Roma, dove le sue gesta ed i suoi comportamenti, primo fra tutti gli attacchi fuori luogo nei confronti del suo collega di partito e di collegio, l’avezzanese Massimo Verrecchia non sono passati inosservati alla dirigenza dei meloniani che guardano con attenzione al territorio abruzzese considerato una roccaforte e nel quale si è candidata ed è stata eletta il premier, Giorgia Meloni. Una situazione che il presidente della Regione, Marco Marsilio, anche lui di FdI, e il segretario regionale, il senatore Etel Sigismondi, non riescono a riportare alla normalità e che rischia di minare strutturalmente il clima nella maggioranza di centrodestra a soli cinque mesi dalla storica riconferma, il 10 marzo scorso, alla guida della Regione.
Del resto i fatti che riguardano il recordman di preferenze sono noti. L’esponente di Fratelli d’Italia più votato in assoluto alle regionali di marzo, quasi 12mila preferenze, Quaglieri, assessore con la delega al Bilancio, la più pesante assieme a quella della Sanità, è sotto inchiesta da parte della Procura della repubblica dell’Aquila per un presunto conflitto di interessi e per un presunto peculato alla luce della sua concomitante e prevalente attività di medico chirurgo in cliniche private della Marsica, negli ultimi anni nella Di Lorenzo di Avezzano, la cui proprietaria, Lucia Di Lorenzo, è stata iscritta anche lei sul registro degli indagati.
E’ entrato poi in pesante conflitto, con una serie di accuse ed uscite sui social, con un altro pezzo da novanta del partito, il capogruppo in consiglio ed ex deputato Verrecchia, rieletto anche lui con quasi 8mila voti. Finito sul banco degli imputati per i 700mila euro erogati a comuni “amici”, spuntati nella sua bozza di legge di assestamento, e affondati dagli stessi consiglieri di Fdi, capitanati proprio da Verrecchia. Una azione politica che ha fatto saltare la seduta del consiglio regionale dell’8 agosto e costretto il centrodestra ad accorciare le ferie convocando una nuova riunione del consiglio per il 27 agosto e un summit di maggioranza il giorno prima per trovare una quadra.
E’ stato accusato, non da ultimo, da più di un esponente di maggioranza di essere troppo spesso assente, nelle riunioni di partito, e in quelle di Giunta in regione, e di non condividere le scelte con colleghi di partito e con gli alleati, a dispetto della sua delega cruciale. Con un sospetto che serpeggia: l’inserimento di quelle erogazioni incriminate nella legge di assestamento, potrebbero essere state suggerite o addirittura decise da tre dei suoi collaboratori nell’assessorato, un sindaco e due consiglieri, guarda caso dei tre comuni beneficiari.
Può anche bastare questo breve riassunto delle puntate precedenti, e di inediti risvolti, per comprendere perché il caso Quaglieri e le spaccature dentro Fratelli d’Italia in Abruzzo, sono ora costantemente monitorate con preoccupazione anche nel partito nazionale, a maggior ragione perché questo accade in una regione roccaforte del partito di Giorgia Meloni, eletta deputata nel settembre 2022 proprio collegio L’Aquila-Teramo, e dove per la prima volta è stato riconfermato per un secondo mandato il centrodestra di Marco Marsilio, tra i fondatori e colonne portanti di Fdi.
A maggior ragione, in Abruzzo Marsilio sta lavorando a disinnescare lo scontro tra Quaglieri e Verrecchia, per non avere brutte sorprese alla ripresa dei lavori consiliari il 27 agosto, e in vista delle tremende sfide che attendono la maggioranza, a cominciare dal ripiano del debito della sanità.
In questa partita entrano poi in gioco anche le correnti: Quaglieri, sentendosi sempre più accerchiato, non si è limitato a lanciare strali contro le campagne mediatiche che sarebbero orchestrate contro di lui, ma è andato ad incontrare, in cerca di appoggio e protezione, Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera dei deputati, leader dei Gabbiani, corrente minoritaria di Fdi, che in campagna elettorale era spesso venuto in Abruzzo a sostenere il suo pupillo. Alla quale appartengono anche il segretario regionale e senatore Sigismondi, e lo stesso presidente Marsilio.
Mentre alla corrente maggioritaria dei “meloniani”, ma anche loro con un passato nei Gabbiani, appartengono in Abruzzo il senatore Guido Liris, capogruppo Fdi della commissione Bilancio e vice segretario regionale, entrato nel partito proveniente da Forza Italia, con la corrente di Raffaele Fitto, e il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, amico personale del premier Meloni. Verrecchia invece non sembra propendere, in virtù delle sue radici politiche democristiane, per nessuna delle due correnti, anche se ha vinto il congresso provinciale dell’Aquila insieme al senatore Liris.
Il conflitto tra i due è esploso nella Marsica, il loro territorio, dopo l’ingresso nella giunta del sindaco civico di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, di Iride Cosimati eletta con Fdi nel 2021, cambio di casacca dall’opposizione alla maggioranza benedetta e difesa da Quaglieri, e condannata come un “vergognoso inciucio” da Verrecchia.
Ma poi lo scontro si è spostato in Consiglio, quando in vista del consiglio del’8 agosto, l’ultimo prima delle ferie, Quaglieri ha portato in commissione una bozza di legge di assestamento, con alcuni articoli che hanno mandato su tutte le furie gli stessi esponenti del centrodestra, perché prevedono lo stanziamento di 350.000 euro per gli interventi di adeguamento e ripristino della piscina del Comune di Lecce nei Marsi, nel pieno della siccità che attanaglia il Fucino, un contributo straordinario in favore del Comune di Avezzano di 300.000 euro per il consentire il completamento degli interventi di ristrutturazione e di riqualificazione del complesso monumentale “Aia dei Musei”, 50mila euro al comune di Secinaro per l’ampliamento del cimitero comunale, mediante la realizzazione di nuovi loculi.
Verrecchia in primis subito ha alzato le barricate, presentando altrettanti emendamenti per cancellare questi articoli, firmati da 8 consiglieri su 10 di Fratelli d’Italia, (tenuto conto di una assenza giustificata, e del fatto che Marsilio, nel ruolo di super partes, non ha firmato), e anche da consiglieri di altri partiti di maggioranza.
E così l’assestamento non è stato approvato, e rimandato al consiglio regionale del 27 agosto, il che ha rappresentato in ogni caso una non bella figura per il centrodestra.
Tutti interventi utili, ma a favore di soli tre comuni su 305 che ci sono in Abruzzo e tutti e tre chiaramente vicini politicamente a Quaglieri.
E negli ambienti di centrodestra, in particolare di FdI, c’è addirittura il sospetto che il fautore degli emendamenti non sia stato nemmeno Quaglieri, ma i componenti del suo staff, con l’assessore che come minimo non ha avuto nulla a che ridire.
Non sfugge infatti che la sua collaboratrice part time a palazzo Silone sia Noemi Silveri, che guarda caso è il sindaco di Secinaro, il comune destinatario dei 50mila euro per il cimitero.
E non solo: responsabile di segreteria di Quaglieri è Pierpaolo D’Andrea, che è consigliere comunale di Lecce dei Marsi, il comune della famigerata piscina.
Infine non serve chissà quale dietrologia per comprendere perché Avezzano sia stato beneficiario dei 300mila euro per il polo museale: tra Quaglieri e il sindaco civico e bipartisan Di Pangrazio oramai c’è un’alleanza di ferro. Quaglieri lo ha sostenuto alle comunali, a dispetto del fatto che il candidato di Fdi fosse invece il leghista Tiziano Genovesi, ora passato in Fi, e Di Pangrazio si è fatto in quattro per sostenere Quaglieri alle regionali. Ma anche qui, sarà un caso, collaboratore di Quaglieri all’assessorato è Nello Simonelli, consigliere comunale di maggioranza della civica Avezzano città territorio, che è nella maggioranza di Di Pangrazio.
Un episodio del resto che si inquadra nello scontento generale di più di un esponente di maggioranza nei confronti dell’assessore, per la sua scarsa reperibilità, che qualcuno imputa la fatto che continua svolgere la sua attività di medico chirurgo, con dirigenti che lo devono andare a rincorrere per fargli firmare gli atti, e gli esponenti di Fdi che devono abbozzare davanti alle sue ripetute assenze nelle riunioni di partito. Infastidisce poi l’intera maggioranza la sua non condivisione di scelte decisive per la politica regionale, avendo egli la delega pesantissima al Bilancio. E quello che è accaduto con il progetto di legge dell’assestamento, consegnato all’ultimo momento prima delle riunione di commissione, viene considerato solo un esempio dell’andazzo generale.
Sullo sfondo, ma non così tanto nello sfondo, c’è infine l’inchiesta della Procura dell’Aquila sul presunto conflitto di interessi tra il suo ruolo di assessore e di medico chirurgo con contratti di consulenza di cliniche private convenzionate, ultima delle quali la Di Lorenzo, che prendono soldi dalla Regione, per il suo essersi non astenuto, in questa e nella passata legislatura, in delibere a favore di strutture private, e in altro filone dell’inchiesta c’è anche una indagine per presunto peculato, per l’utilizzo improprio di un telefonino pagato dal Comune di Trasacco, dove Quaglieri è stato due volte sindaco.






