FERMATO COL TASER: ALTRE INDAGINI TOSSICOLOGICHE ED ISTOLOGICHE PER STABILIRE CAUSE DELLA MORTE

17 Agosto 2023 15:54

Chieti - Cronaca

CHIETI – Serviranno ulteriori indagini tossicologiche ed istologiche, da compiere entro i prossimi 60 giorni, per stabilire le cause della morte di Simone Di Gregorio, il 35enne che lo scorso 13 agosto a Sambuceto di San Giovanni Teatino è stato fermato mentre era in stato di particolare agitazione a ridosso del tracciato ferroviario, ed alla fine immobilizzato dai Carabinieri che hanno utilizzato il taser. Il giovane è morto prima ancora di salire sull’ambulanza del 118, mentre nel frattempo gli era stato somministrato un sedativo.





Poco prima delle 14 di oggi è terminata al policlinico di Chieti l’autopsia che il sostituto procuratore della Repubblica di Chieti, Marika Ponziani, ha affidato al medico legale Marco Piattelli, al tossicologo Fabio Savini e al cardiologo Marcello Caputo.

Come di prassi sono stati prelevati campioni di liquidi e altre matrici biologiche. L’inchiesta è aperta con l’ipotesi di omicidio colposo nei confronti di ignoti.





Di Gregorio, che aveva problemi psichiatrici ed era seguito dal centro di salute mentale, e che era stato ricoverato nel reparto di psichiatria da cui era però uscito volontariamente, abitava a Pescara ma si reca va spesso a San Giovanni Teatino dove abitano i genitori. E domenica pomeriggio è stato notato mentre danneggiava l’auto del padre: all’arrivo dei Carabinieri l’uomo, nudo, si è allontanato in direzione di una via che porta alla ferrovia dove poi è stato bloccato.

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