FERRARA, I PRIMI 60 GIORNI DA SINDACO DI CHIETI: “PRIORITA’ A SOCIALE, FAR FRONTE A CRISI COVID”

10 Dicembre 2020 16:20

CHIETI – “Le ripercussioni del coronavirus sono state pesanti  anche a Chieti,  sulle attività commerciali, e tante categorie professionali. Ci impegneremo a ridurre le tasse, e confidiamo in ristori del governo adeguati e soprattutto celeri. Da medico però dico che le misure messe in campo per far fronte alle seconda ondata di contagi sono state efficaci ed inevitabili”.

Scoccati i 60 giorni da primo cittadino di Chieti,  Diego Ferrara, nell’intervista ad Abruzzoweb traccia un primo bilancio, non  certo di canonica luna di miele,  ma sul fronte dell’emergenza pandemica, elencando i provvedimenti già messi in campo, in particolare sul fronte del sociale.   promettendo che entro il 2021 sarà inaugurata la Cittadella della pubblica amministrazione alla ex caserma Berardi, e l’archivio di Stato e la biblioteca nell’ex ospedale militare.

Medico di famiglia, 66enne, sposato con tre figli, e quattro nipoti, Ferrara è stato consigliere comunale all’opposizione del sindaco di centrodestra Umberto Di Primio. Poi la candidatura alle ultime ammnistrative, a capo di una coalizione di centrosinistra in una città storica roccaforte del centrodestra,  la clamorosa rimonta al secondo turno del 4 e 5 ottobre contro il salviniano Fabrizio Di Stefano, in testa al primo turno, grazie anche all’apparentamento con il candidato civico Paolo De Cesare e all’appoggio del Movimento 5 stelle. Vincente il suo essersi presentato come persona per bene e mite, raro esempio di politico che non alza mai la voce. Dall’altra parte dello schieramento ha giocato a suo favore la decisione dell’assessore forzista Mauro Febbo di non appoggiare Di Stefano, rompendo l’unità del centrodestra, strappo che gli è poi costata il posto in giunta.

Con Di Stefano, confida Ferrara, “ho un buon rapporto, come cerco di averlo con tutti.  Del resto facendo il medico ho imparato ad ascoltare e non giudicare, e rispettare chi la pensa diversamente”

Diego Ferrara, l’ha trovata comoda la poltrona da sindaco?

Sono stato consigliere di minoranza, ma fare il sindaco è tutt’altra cosa, nei primi giorni non nego di aver avuto difficoltà, anche psicologica.  Sono poi giorno dopo giorno entrato nel vivo grazie anche all’aiuto dei miei assessori che si sono subito calati nel loro ruolo operativo, condividendo con me le fatiche giornaliere.

Quali sono state le prime misure adottate?

Come previsto nel nostro programma elettorale abbiamo dato la precedenza alle politiche sociali a favore dei più deboli e più vulnerabili della società. Questa mattina stessa ad esempio tanto mi sono incontrato con i familiari dei pazienti affetti da malattie rare e siamo riusciti grazie alla disponibilità dei vertici della Asl, a trovare un locale nell’ ospedale clinicizzato per adibirlo a sportello per le malattie ereditarie e malattie rare sportello informativo estremamente importante.  Abbiamo messo in campo poi iniziative di sostegno relative anche all’emergenza economica causata dalla pandemia,  come i buoni spesa per i generi alimentari, il pronto farmaco, il pronto spesa attivato ha anche tramite la collaborazione del centro operativo comunale. Sul fronte dei lavori pubblici inaugureremo a breve il tunnel pedonale, sono in corso i lavori in piazza San Giustino con la collaborazione fattiva della Soprintendenza stiamo intervenendo sulla sicurezza dei mercati diciamo settimanali e riapriremo a breve i alcuni bagni pubblici. A livello sportivo abbiamo fatto il monitoraggio degli impianti, e abbiamo affidato alla  Chieti calcio il campo del Sant’Anna, siamo riusciti a riaprire lo stadio Angelini così come abbiamo affidato alla società di volley il Pala Santa Filomena.

Quali saranno gli obiettivi entro la fine del prossimo anno?

È quello innanzitutto la realizzazione della   Cittadella della pubblica amministrazione alla ex caserma Berardi, e portare a termine anche il progetto dell’ex ospedale militare dove localizzare l’archivio di Stato e la biblioteca.

In che misura la pandemia ha colpito l’economia della sua città?

Le ripercussioni sono state pesanti come ovunque sulle attività commerciali, ma anche su altre attività anche professionali, basti pensare a tante partita Iva, su avvocati, medici specialisti, commercialisti e quant’altro. Ora serviranno ristori adeguati, da parte del governo innanzitutto, e confidiamo che l’iter sia veloce. Da medico dico che però le misure messe in campo per far fronte alle seconda ondata di contagi sono state efficaci,  e lo dimostra il fatto che ora sono calati drasticamente i casi di positività e soprattutto di ospedalizzazione. A Chieti registriamo meno di dieci contagi al giorno, un buon segnale, anche se no bisogna abbassare la guardia.

Il Comune che misure strutturali intende mettere in campo?

Stiamo studiando innanzitutto la praticabilità di una riduzione fiscale

Ma la situazione debitoria del Comune lo consentirà?

La situazione effettivamente  è molto delicata. A fine novembre avremmo dovuto portare in consiglio comunale delibere al riguardo, ma ci siamo presi ancora del tempo perché per capire a quanto ammonta  il debito che abbiamo ereditato, sicuramente nell’ordine delle decine di milioni.

Una delibera che ha infiammato il consiglio è stata però quella che ha disposto l’aumento del 7% dell’indennità di sindaco, giunta e consiglio…

Ne approfitto per spiegare per l’ennesima volta cosa è successo: quel 7% di riduzione dell’emolumento disposto dal mio predecessore, il sindaco Di Primio, noi avevamo deciso di non rinnovarlo per destinarlo però ad un conto corrente per iniziative a favore delle fasce deboli della   popolazione. Ma è stato commesso un errore: nella delibera non è stato specificato che quel 7% sarebbe stato versato ogni mese, come già regolarmente avvenuto, in questo conto corrente. Una ingenuità di cui mi assumo la responsabilità. Faremo ora altra delibera ad hoc.

Che rapporto ha politico e personale con Di Stefano?

Un buon rapporto, come cerco di averlo con tutti.   Del resto facendo il medico ho imparato ad ascoltare e non giudicare,  qualunque cosa si faccia tranne ovviamente che le cosiddette azioni criminali. Parto dal presupposto che una persona compie può essere spinta spinto da una sua motivazione che può essere contrari alla tua, ma non per questo sbagliata.

Da questa pandemia verrà fuori un mondo migliore o peggiore?

Il pessimismo della ragione mi porta a considerare le conseguenze negative, almeno nella società italiana  del senso di sfiducia, e anche di disperazione e depressione di tante, troppe persone. L’ottimismo della volontà mi porta invece  a nutrire la speranza  che sarà un mondo migliore, che ha imparato tante lezione Del resto quando si arriva non dico al fondo ma quasi, non si può che risalire la china.

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