FINI: ”SU INTERCETTAZIONI UNA LEGGE SERVE, MA VOGLIO GIORNALI LIBERI”

20 Luglio 2010 21:44

Regione - Politica

PESCARA – “Penso che una legge sulle intercettazioni sia comunque necessaria”: lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, presentando a Pescara il suo libro “Il futuro della libertà” nel corso di un evento organizzato da Generazione Italia e Fare Futuro.





“Se io o un’altra persona parliamo al telefono di pettegolezzi che non c’entrano nulla con un’eventuale inchiesta in corso, è semplicemente una vergogna trovare quelle chiacchiere, pronunciate in privato, sui giornali. Non è questo il punto – ha proseguito Fini – ma partendo da un principio giusto, poi, in corso d’opera si è raggiunto qualcosa tutt’altro che giusto”.

“L’articolo 21 della Costituzione – ha ricordato il presidente della Camera – garantisce la libertà di stampa. È giusto tutelare la privacy, c’è la riservatezza delle comunicazioni, ma non può essere garantita la privacy a discapito della libertà di informazione”.





Fini ha parlato anche di giornali. “Voglio vivere – ha spiegato – in un Paese in cui ogni giornale scrive quel che vuole ogni giorno, si assume la responsabilità di quello che scrive, scrive che ci sono indagini in corso”.

“Sarebbe veramente un brutto momento – ha aggiunto – se non si potesse scrivere che è stata aperta un’indagine, che è stata avviata un’inchiesta o che è stato spiccato un ordine di arresto. Questo è certamente possibile, insieme al divieto di pubblicare le chiacchiere, il gossip, il pettegolezzo, così come, nell’ambito della legge, era sacrosanto continuare a garantire alla polizia e alla magistratura di poter combattere il crimine anche attraverso le intercettazioni. C’é stato un momento, secondo me, in cui quella garanzia non era al 100 per cento reale”.

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