FLAIANO, DUE LETTERE INEDITE DONATE AL COMUNE DI PESCARA. SANGIULIANO: “HA RACCONTATO BENE L’ITALIA”

18 Novembre 2022 18:51

Pescara - Cultura, Gallerie Fotografiche

PESCARA – Due lettere autografe e inedite di Ennio Flaiano, che si riferiscono al progetto di un film su Tonio Kröger, sono state donate dalla germanista Anna Luciana Di Lello Finuoli – destinataria della corrispondenza del 23 marzo e 3 aprile 1963 – al Comune di Pescara nel corso di un convegno organizzato per ricordare lo scrittore e sceneggiatore pescarese a cinquant’anni dalla scomparsa.

All’iniziativa ha partecipato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Presenti, tra gli altri, il sindaco Carlo Masci, il presidente della Regione Marco Marsilio, il deputato Guerino Testa.

“Queste lettere avevano un grande valore personale per Flaiano e per la sua esistenzialità più che documentario. Lui – ha spiegato emozionata Anna Luciana Di Lello Finuoli – aveva una certa riverenza per l’accademia ed era molto fiero di sua moglie che era una matematica che era stata allieva di Amaldi. Flaiano era una persona che viveva il mondo greco. ‘Vivi nascosto’. Non era una persona che si svelava e questi aforismi erano lo strumento per nascondersi e per svelare sia la realtà in cui viveva e sia il suo essere critico profondo”.

“Innanzitutto – ha detto il ministro nel momento della consegna delle lettere – colgo che Flaiano ha una grafia molto ordinata. Questo denota anche che ogni parola è collocata al posto giusto. Frutto di un pensiero, un pensiero acuto. Prima osserva la realtà, poi riflette su ciò che ha visto e poi scrive, commenta, scruta quello che ha visto. Tipico di Flaiano. Poi mi è piaciuta la testimonianza della professoressa quando ha detto ‘vivi nascosto’. Era un personaggio pubblico, ma che aveva una sua dignità. E condivido anche il suo scetticismo e la filosofia scettica di chi diffida del mondo esterno”.

“Flaiano è stato un personaggio poliedrico, che ha detto tanto soprattutto secondo me nel raccontare bene il costume italiano. Fulminante è stata – ha aggiunto il ministro durante il suo intervento – quella battuta di Flaiano ‘non sono comunista perché non posso permettermelo’, nel senso che voleva stigmatizzare che spesso le persone di sinistra erano benestanti, erano ricche. Ma è soltanto, ovviamente, una battuta
e la prendiamo per tale. Non entriamo in questioni e disquisizioni storiche. È un personaggio che ha scritto, che ha sofferto anche dal punto di vista personale per alcune vicende strettamente familiari. Aveva una venatura di pessimismo, poi quando si portava all’esterno con i suoi scritti letterari, con i suoi contributi al cinema, traspariva, secondo me, questa capacità di forte ironia, di grandissimo umorismo, la capacità
di penetrare il carattere vivo degli italiani di amarli, ma anche di coglierne i paradossi e i difetti”.

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