FONDAZIONE OPEN, “CHAT DI GRUPPO A SOSTEGNO TOTO”. GDF: “SISTEMA PROMOZIONE NORME FAVOREVOLI”

8 Novembre 2021 21:03

Italia: Cronaca

FIRENZE – Anche una chat su Whatsapp per seguire l’iter delle norme favorevoli a Toto costruzioni, con scambi di messaggi tra Luca Lotti, ai tempi sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e segretario del Cipe, Alfonso Toto, referente del gruppo, e l’avvocato Alberto Bianchi, ex presidente della fondazione Open.

È quanto sostengono gli investigatori della guardia di finanza in una delle informative finite agli atti dell’inchiesta della procura di Firenze su Open, la fondazione nata per sostenere le iniziative politiche di Matteo Renzi.

Secondo gli inquirenti, così è scritto in un’informativa, il gruppo avrebbe goduto di un vero e proprio “sistema di promozione” e di “sostegno” per l’approvazione da parte del Parlamento di modifiche normative favorevoli ai suoi interessi di concessionario autostradale, ottenuto in cambio di finanziamenti erogati per via indiretta a Open: per i pm sarebbero 800.000 versati da Toto a Bianchi a fronte di una prestazione professionale fittizia. Dalle carte che durante l’iter legislativo di sei provvedimenti, non tutti poi approvati, ci sarebbero stati scambi di messaggi whatsapp tra Alfonso Toto, Bianchi, Lotti, uno stretto collaboratore di quest’ultimo – non indagato – e l’imprenditore Patrizio Donnini, anche attraverso una chat di gruppo

Dalle conversazioni, precisa la finanza, emerge “l’attenzione degli interlocutori alle indicazioni espresse da Alfonso Toto”. In un caso Bianchi avrebbe ricevuto da Lotti le foto di un emendamento e di un sub emendamento. Immagini subito girate da Bianchi a Toto col messaggio: “Dagli un occhio? Poi domani chiamami alle 9 in studio”. Bianchi poi, su indicazione di Toto, precisa a Lotti che quelle che gli ha inviato sono foto di testi non aggiornati. Secondo quanto emerso dalle indagini della Gdf, sarebbe stato l’avvocato Alberto Bianchi a fare da tramite tra Luca Lotti e Alfonso Toto attraversato messaggi di whatsapp.

A finire sotto la lente degli investigatori anche una chat di gruppo tra Bianchi, Lotti e uno stretto collaboratore del parlamentare, mentre non risultano chat di gruppo con la presenza di Alfonso Toto o di Donnini, né contatti diretti tra Lotti e Toto. Secondo la procura, la fondazione Open avrebbe impiegato i finanziamenti ottenuti agendo come una vera e propria articolazione di partito.

Secondo i pm, dagli accertamenti emergerebbe come le spese sostenute da Open attengano non a iniziative di natura culturale, ma a costi tecnici per servizi di cui avrebbe goduto l’ex premier nell’ambito della sua attività politica, come quelli per bollette di luce e telefono, affitto e alloggi in hotel. Tra le spese documentate, anche quelle per il noleggio di un’auto considerata dagli inquirenti a disposizione dell’allora Presidenza del Consiglio, e quelle relative alla multe prese a Roma durante l’utilizzo della vettura.

Sulla vicenda, nelle scorse settimane, fonti di Strada dei Parchi, del gruppo Toto, concessionaria delle autostrade laziali ed abruzzesi A24 e A25, avevano precisato: “Nessuna rata, dovuta ad Anas, che il concessionario Strada dei Parchi, del gruppo Toto, deve pagare, è stata mai cancellata. La corresponsione delle stesse è stata posticipata alla scadenza della concessione, nel 2030, maggiorata dell’interesse del 6%, come previsto nelle leggi nazionali 205 del 2017, 145 del 2018 e 156 del 2019″.

Dalle stesse fonti, emerge che “tali differimenti nei pagamenti furono imposti anche da sentenze della magistratura amministrativa per consentire l’avvio dei lavori urgenti, i cosiddetti antiscalinamento e misu (messa in sicurezza urgente), e per sterilizzare, nel corso degli anni, gli aumenti delle tariffe. Si tratta di interventi imposti al concessionario dal Governo, senza la copertura prevista per legge, siamo fiduciosi che questi fatti, possano essere sufficienti perché, finalmente, si possa fare chiarezza e, soprattutto, possa emergere la verità su questa vicenda”.

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