I DATI DELL'INDAGINE OPENPOLIS CHE HA CONFRONTATO I BILANCI COMUNALI ALLE VOCI PER ATTIVITA' CULTURALI, NEL 2020 MESSE IN GINOCCHIO DAL CORONAVIRUS

FONDI CULTURA, E’ GAGLIANO PRIMA IN ABRUZZO, TRA LE CITTA’ SUL PODIO PESCARA E L’AQUILA

21 Novembre 2020 09:20

L’AQUILA – Un piccolo comune della valle Subequana, Gagliano Aterno, provincia dell’Aquila si è meritato il palmares per la maggiori ore spesa pro-capite in cultura, ben 406 euro.

Tra le grandi città, sul podio Pescara, con 20.7 euro pro capite, tallonata dall’Aquila con 17,4 euro, un buon viatico per la sua candidatura a Capitale italiana della cultura 2022, titolo che dovrà essere conteso con altre nove città finaliste. E che consentirebbe di moltiplicare il budget durante l’anno da capitale e capitalizzando il risultato, per gli anni a venire. Terza sul podio Avezzano, con 17,3 euro, fanalino di coda Montesilvano con appena 1 centesimo a cittadino. Chieti e Vasto non pervenute.

Questo guardando i bilancio del 2019, come attestato da un monitoraggio dell’associazione Open polis. Dati quanto mai preziosi per pesare quale è stato prima dell’avvento del coronavirus l’impegno diretto, al netto di altri canali pubblici e privati di finanziamento, delle singole amministrazioni comunali in uno dei settori più duramente colpiti dalla pandemia del coronavirus, che ha comportato anche in Abruzzo il lockdown da febbraio a maggio, e ora con la nuova zona rossa da mercoledì scorso, di cinema, teatri, mostre, concerti e altri eventi.
Portando a una riduzione del numero di imprese e di salari, con ripercussioni drammatiche su tutta la catena del valore, che in Italia dà lavoro a circa 1,5 milioni di persone.

Ad essere stati confrontati nei bilanci, i soldi appostati alla voce “Interventi culturali e interventi diversi nel settore culturale”, dove sono compresi gli importi necessari al funzionamento e al sostegno delle strutture (biblioteche, musei, teatri, sale, etc.) e alle manifestazioni culturali (concerti, produzioni teatrali e cinematografiche, mostre, etc.), le sovvenzioni, i prestiti o i sussidi a sostegno di organizzazioni e operatori, oltre che di giardini e musei zoologici e di istituti di culto, se non sono di interesse storico. In questo caso, infatti, le spese finiscono nella voce “valorizzazione di beni di interesse storico”, come peraltro tutto l’ambito relativo alle ristrutturazioni e manutenzioni di beni storico-artistici come monumenti, edifici di pregio o scavi archeologici.

In “Interventi culturali e interventi diversi nel settore culturale” sono comprese inoltre le spese per la promozione e lo sviluppo delle biblioteche comunali, per la valorizzazione degli spazi museali e spese per la realizzazione di programmi strategici in ambito culturale, finanziati anche in concorso con le risorse comunitarie. La voce include, infine, le spese per la tutela delle minoranze linguistiche, se non attribuibili a specifici settori d’intervento.

Le voci “Interventi culturali e interventi diversi nel settore culturale” e “valorizzazione di beni di interesse storico”, insieme a “Politica regionale unitaria per la tutela dei beni e delle attività culturali” (che però riguarda solo le regioni) fanno parte della “missione 5” (“tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali”), nell’ambito della classificazione delle spese degli enti pubblici.




Nella classifica dei piccoli comuni abruzzesi, dove una posta in bilancio relativamente non esagerata, determina un valore pro-capite altissimo, cosa che non può avvenire per le grandi città, dopo Gagliano Aterno, troviamo Montelapiano, che ha appena 81 abitanti in provincia di Chieti 389 euro pro capite, Barete (L’Aquila), 235 euro,  Crognaleto (Teramo) 210 euro, Castel di Ieri (L’Aquila) 165 euro, Fontecchio (L’Aquila), 122 euro, Raiano (L’Aquila) 116 euro, e Fano Adriano (Teramo) , 115 euro. Non sfugge che sono quasi tutti comuni ricompresi nel cratere sismico 2009 o 2016, ad eccezione di Montelapiano e Raiano, e che possono usufruire di fondi speciali per attività culturali e sociali.

Tornando alle città di medie e grandi dimensioni, al quarto posto, dopo Pescara, L’Aquila e Avezzano, troviamo Ortona, 17.2 euro pro capite, Lanciano 15,6 euro, Francavilla al Mare
15.4 euro, Giulianova, 14.9 euro, Sulmona, 14,5 euro e Martinsicuro, 12, 7 euro.

Pochi fondi a bilancio a San Salvo, 8,7 euro, a Spoltore 6,2 euro, ad Alba Adriatica, 5,9 euro a Teramo 5,6 euro, a Città Sant’Angelo, 4.4 euro, a Silvi, 3,9 euro.

Spiccioli a Tortoreto, 0,5 euro e Montesilvano, appena 0.1 euro. Non disponibili i dati di Chieti e Vasto.

tra le grandi città italiane quelle che spendono di più in cultura, sono Firenze, 101 euro pro capite, seguita da Trieste, 93,2 euro e Milano, 76,8 euro.

Nel report, si precisa in ogni modo che “i dati mostrano per ogni comune italiano la spesa totale e la spesa pro capite destinata alle strutture e attività culturali. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa”, e inoltre che “una spesa maggiore o minore non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia”.

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA

Download in PDF©






Ti potrebbe interessare:


Gli articoli più letti in queste ore: