AGRICOLTURA, CLASSIFICA AGEA SU RITMO DI SPESA SOLDI EUROPEI PIANO SVILUPPO RURALE: FANNO PEGGIO SOLO MARCHE E PUGLIA. VICEPRESIDENTE IMPRUDENTE, "STIAMO RECUPERANDO TEMPO PERDUTO NEGLI ANNI PRECEDENTI", EX ASSESSORE PEPE, "CON CENTRODESTRA UN SOLO NUOVO BANDO, AVVILENTE"

FONDI PSR: ABRUZZO TERZULTIMO, POLEMICHE A RISCHIO 28 MILIONI EURO, CORSA CONTRO TEMPO

di Filippo Tronca

8 Novembre 2020 08:06

L’AQUILA – Come se non bastasse l’emergenza covid che impone di accelerare i bandi delle misure messe in campo per mettere soldi in tasca a famiglie e imprese in crisi nera, si apre un altro fronte: la Regione Abruzzo dovrà spendere entro il 31 dicembre non meno di 28 milioni di euro del Fondo agricolo europeo per lo sviluppo rurale (Feasr o anche Psr) 2014-2020, se non vorrà perderli per sempre.

Per poi recuperare il terreno perduto in questi anni, per spendere tutte le altre ingenti risorse, visto che come attesta il monitoraggio sull’avanzamento della spesa pubblica nell’attuale settennato 2014-2020, elaborati dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) e presentato a Bruxelles, l’Abruzzo è la terz’ultima regione in Italia, con solo 181 milioni di fondi spesi negli ultimi sette anni, che sono pari al 37,7% del totale a disposizione.

A rischio una parte di questi fondi, 28 milioni appunto, per il restante per fortuna ci sarà una proroga di altri tre anni.

Peggio dell’Abruzzo fanno solo le Marche (34,86%), insieme a Puglia (35,03%). Al capo opposto della la provincia autonoma di Bolzano, che ha certificato una spesa del 71,83%, seguita da Veneto (64,07%) e il vicino Molise (62,07%).

Un ritardo che si è accumulato negli anni, che nella passata legislatura ha scatenato accuse di inerzia da parte dell’opposizione di centrodestra contro il centrosinistra al potere del presidente del Pd, Luciano D’Alfonso, ora senatore, in particolare lanciando bordate al dem Dino Pepe, assessore all’Agricoltura. Ora le parti si sono invertite ed il centrosinistra a cannoneggiare il centrodestra di Marco Marsilio, Fratelli d’Italia, e del vicepresidente con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente della Lega.

Interpellato da Abruzzoweb, incalza infatti Pepe, togliendosi un sassolino dalla scarpa: “quando era assessore il sottoscritto, non si è mai rischiato il disimpegno dei fondi Fears. Mi risulta che chi ha preso il mio posto ha rallentato il ritmo di spesa, basti ricordare che in questi due anni un solo nuovo bando è stato indetto. E così al netto delle promesse fatte, è avvilente constatare che l’Abruzzo sia la terz’ultima regione d’Italia con appena il 37% speso è un rischio disimpegno di 28 milioni di euro. Ora andrà fatta una disperata corsa contro il tempo, accelerando la finalizzazione dei bandi già in essere, come quelli per i giovani agricoltori, o per che opera in montagna, nei cosiddetti territori di frontiera”.

Non si fa attendere la replica di Imprudente, che in queste settimane non facili sta con i suoi uffici serrando i ranghi per accelerare l’erogazione dei fondi entro l’anno per evitare il disimpegno da parte della Ue. E nel suo discorso emergono critiche alla passata legislatura e al suo predecessore.

“Purtroppo nulla di nuovo: il Fears della regione Abruzzo è uno dei più complicati d’Italia, con tutta una serie di cavilli, lacci e laccioli che sono stati inseriti nella programmazione – tiene innanzitutto a precisare Imprudente -. Purtroppo ne paghiamo le conseguenze tutti gli anni. Nonostante questo abbiamo recuperato molto terreno perduto e l’Abruzzo ha scalato una posizione nella classifica, ma non è questo ovviamente che ci rincuora”.

“Abbiamo dato una forte accelerazione alla spesa – assicura ancora il vicepresidente – moltiplicando le istruttorie di bandi e con l’avvio di diversi procedimenti. Abbiamo rafforzato l’assistenza tecnica, triplicando gli addetti, sono arrivati nuovi dirigenti, abbiamo riarruolato anche i pensionati. Per recuperare il gap ereditato ci vogliono però due o tre anni”.




Infine ricorda Imprudente, “il covid non ha giocato a nostro favore: tante aziende hanno chiesto la proroga per ultimare o iniziare i lavori. La citata complessità delle procedure, superiore rispetto al resto d’Italia, ha generato moltissimi ricorsi che però stanno venendo piano piano a soluzione”.

Anche altrove, giova comunque ricordare, le cose non stanno messe molto meglio: al 30 settembre, l’Italia aveva assorbito il 50,34% del totale delle risorse del Feasr assegnate. Ha speso in media la metà rispetto all’obiettivo del settennato.

La fortuna vuole che però non si rischia il disimpegno, ma per la regola N+3 vengono estese fino al 2023 le scadenze per spendere le risorse della programmazione 2014-2020. Tuttavia al 31 dicembre di ogni anno scatta il rischio di disimpegno automatico per le somme stanziate tre anni addietro, se non si procederà in questo mese e mezzo ad accelerare il ritmo di spesa.

Coldiretti stima dunque un totale di 682 milioni di contributi pubblici da impiegare entro fine anno per tutte le regioni: le cifre più alte si hanno in Puglia (256,6 milioni) e Sicilia (140,4 milioni). Per l’Abruzzo la quota è come detto di 28 milioni.

Andando a scandagliare la classifica, la provincia autonoma di Bolzano rimane saldamente in testa, con il 71,83% di avanzamento, pari 259,7 milioni di euro erogati, mentre segue un po’ più distanziato il Veneto, con il 64,07% di avanzamento di spesa, pari a 749 milioni di euro liquidati.
Lievemente più giù la provincia di Trento con il 60,57% di progressione di spesa, ovvero 180,2 milioni di euro, seguita dalle buone performance di Emilia Romagna, che ha raggiunto il 58,50% di avanzamento (687 milioni) e la Valle d’Aosta, con il 58,04% di spesa liquidata, pari a 79,4 milioni già immessi nel sistema.

Segue il Piemonte con il 54,76% 590,8 milioni erogati, poi ci sono il Friuli Venezia Giulia, che con 150,6 milioni di euro, ha raggiunto un avanzamento del 51,53%, e appena dietro, con il 51,49%, l’Umbria, con 478 milioni liquidati.

Stessa percentuale di realizzo, il 48,96%, per Toscana e Lazio, ma diversi importi: per la prima 464 milioni di euro erogati, mentre per la seconda 402,6 milioni.

A seguire la Lombardia, con una percentuale di spesa già erogata pari al 47,70%, equivalente a 545 milioni di euro (230,6 in quota Feasr), mentre al 43% di liquidazione già effettuata c’è la Liguria, con 133,1 milioni di euro spesi, di cui 55,4 in quota Feasr.

Chiudono la classifica come detto l’Abruzzo, le Marche, e la Puglia.

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