FONICI TRASCRITTORI E STENOTIPISTI FORENSI: DOMANI PRESIDIO DAVANTI TRIBUNALE DELL’AQUILA

18 Marzo 2024 15:16

L'Aquila - Lavoro

L’AQUILA – Nuovo sciopero nazionale domani, per i fonici trascrittori e stenotipisti forensi, ovvero di migliaia di lavoratrici e lavoratori impiegati nel servizio di documentazione degli atti processuali all’interno dei tribunali.

La Filcams Cgil Abruzzo Molise annuncia un presidio fuori i cancelli del tribunale dell’Aquila, dalle 10.00 alle 13.00, “per chiedere giustizia, dignità e risposte urgenti rispetto alle richieste fatte a livello nazionale sull’avvio del processo di internalizzazione”.





Dall’ultimo sciopero del 18 Gennaio e dalla settimana di mobilitazioni territoriali che si è tenuta dal 19 al 25 Febbraio, che in Abruzzo ha visto il presidio davanti al Tribunale di Pescara, non sono scaturite risposte da parte del Ministro Carlo Nordio, rispetto alla richiesta di attivazione di un tavolo permanente per affrontare le incertezze sul mantenimento dei livelli occupazionali e salariali.

La Filcams Cgil Abruzzo Molise chiede “risposte urgenti su questioni irrisolte: Il processo di internalizzazione, l’indispensabile chiarezza sulle modalità di attuazione della Riforma Cartabia, la possibilità di attivazione di percorsi di formazione svolti direttamente dal Ministero e notizie certe sul destino dell’appalto ormai in scadenza”.

In merito all’internalizzazioni “proprio il Ministro Nordio aveva aperto uno spiraglio, pertanto, torniamo a richiedere che questa riguardi tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, nessuno escluso. Siamo certi chel’internalizzazione, accompagnata dall’attivazione di un percorso formativo svolto direttamente dal Ministero di Grazia e Giustizia sia il percorso migliore per il superamento dello stato di confusione creatosi con i primi tentativi di attuazione della Riforma Cartabia e per la garanzia di un’occupazione stabile e dignitosa per le migliaia di lavoratrici e lavoratori che contribuiscono al buon funzionamento della macchina della giustizia”.





A seguire un nuovo affondo dei sindacati, “il silenzio del Ministro e la non chiarezza sul futuro sta creando un clima di forte tensione tra le lavoratrici e i lavoratori, che da anni ormai chiedono certezze e stabilità occupazionale, ed un degno riconoscimento delle proprie professionalità e del delicato servizio svolto, senza il quale, le attività dei tribunali non sarebbero possibili”.

 

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