IL PREMIER RINGRAZIA EX CAPPELLANO DELLA CAMERA DEI DEPUTATI PER SUO IMPEGNO A FAVORE DI TERRA FERITA DA SISMA E ANNUNCIA, IL 24 INCONTRO CON SINDACI, "FONDI RECONVERY FUND POSSONO ESSERE UTILIZZATI ANCHE PER RICOSTRUZIONE"

FORUM GRAN SASSO: IL RITORNO DI CONTE A TERAMO E IL PESO POLITICO DEL VESCOVO LEUZZI

di Ilaria Muccetti

4 Ottobre 2020 10:09

TERAMO “Non avrei mai pensato di parlare a Teramo alla presenza del presidente del Consiglio e del ministro per l’Università e la Ricerca. Questa particolare e singolare esperienza mi sollecita innanzitutto a dare piena e convinta testimonianza dell’entusiasmo e della disponibilità degli uomini e delle donne impegnate nella didattica e nella ricerca. Posso testimoniare che abbiamo respirato quella forma speciale di carità, che è la carità intellettuale, fin dall’inizio della preparazione di questo Forum”.

Sono le parole del Vescovo di Teramo, Lorenzo Leuzzi a conclusione del terzo Forum internazionale Gran Sasso 2020, organizzata dalla Diocesi di Teramo-Atri in collaborazione con l’Università di Teramo.

Ad ascoltarlo il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e il  Ministro dell’Università, Gaetano Manfredi.

Un ritorno di Conte in terra teramana, dopo la sua visita a giugno. In entrambi i casi il merito va in particolare ai buoni uffici, e all’influenza del vescovo Leuzzi, ex cappellano della Camera dei deputati quindi è molto ben “inserito” nelle altissime sfere della politica italiana conoscendo il comparto ed essendo molto stimato. Un’influenza che ora sta spendendo a favore dell’accelerazione del processo di ricostruzione post-sismica.

E Conte non a caso, durante il suo intervento in aula magna, si è infatti congratulato con il vescovo Leuzzi per “l’iniziativa di impatto sociale e di fondamentale importanza soprattutto per il territorio abruzzese e teramano nello specifico ancora ferito dai terremoti del 2009 e 2016”.

Il premier incontrando poi il commissario alla ricostruzione, Giovanni Legnini, e  presidente Anci Abruzzo e sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, ha confermato che “- “Sicuramente il progetto di ricostruzione e alcune sue specifiche articolazioni possono rientrare nel Recovery Fund. Il 23 ottobre incontrerò tutti i sindaci del sisma del 2009. Qualche settimana fa ho incontrato quelli del sisma del 2016. Continuiamo a lavorare. La ricostruzione è un percorso lungo. Adesso abbiamo trovato la strada, abbiamo introdotto varie norme che sbloccano la burocrazia”, ha annunciato il premier.

“Dobbiamo consentire a queste comunità di poter ripartire – ha aggiunto – Alcune di queste devono contrastare anche il rischio della dispersione. La ricostruzione deve essere quanto più rapida possibile, per rilanciare efficacemente sul piano economico e sociale questi territori, per dare un futuro ai giovani che sono qui, altrimenti andranno tutti via. Ricostruire benissimo ma tra 20 anni non serve a nulla e a nessuno. Lo dobbiamo fare nei prossimi anni”.

Nell’aula Magna dell’ateneo teramano erano presenti di più di 300 personalità del mondo dell’università e della ricerca, a lavoro per dare una nuova progettazione al futuro dei giovani. Presenti anche il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, il presidente della Provincia di Teramo, Diego Di Bonaventura.

“I giovani devono avere la nostra fiducia. Ricordiamoci sempre che questo programma che adesso siamo sollecitati a fare – ha aggiunto Conte – , con tutta la forza, la tenacia e la capacità nazionale, è un programma che nasce da risorse finanziarie europee, che si inquadra in un programma che si chiama la Prossima Generazione dell’Unione Europea, Next Generation Eu, un programma rivolto ai giovani: dobbiamo lavorare per loro”, ha detto Conte al suo arrivo a Teramo”.

“Non possiamo accettare che lavorare e studiare negli atenei esteri sia l’unica possibilità che i nostri giovani abbiano. Lavoreremo per creare un sistema che possa realizzare queste aspettative. Dobbiamo favorire la ricerca interdisciplinare. Di fronte ad eventi come quello sanitario del Covid – ha proseguito Conte- emerge il ruolo della scienza e della ricerca” che possono contribuire alla rinascita del tessuto sociale. Ed aggiunge quanto sia “fondamentale il contributo che ogni ateneo può offrire in quanto presidio della tenuta del tessuto sociale, come questo ateneo di Teramo potente argine al fenomeno di desertificazione economica e sociale che molto spesso purtroppo colpisce questi territori”.

“Dobbiamo operare con grande prudenza e attenzione. Siamo in un momento che richiede la massima responsabilità. Le istituzioni, il ministero, il Governo e le università ce la stanno mettendo tutta”, ha detto al suo arrivo il ministro dell’università, Manfredi, invitando i giovani alla “massima responsabilità perché è la migliore arma contro il virus”.

“L’università di Teramo è pronta. Lunedì mattina ci saranno 1500 ragazzi, distanziati e motivati. Ragazzi meravigliosi che anche durante il lockdown hanno misurato la loro vicinanza e il loro essere comunità”, ha infine dichiarato il Rettore dell’Università, Dino Mastrocola.

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA


    Ti potrebbe interessare: