˝QUI A L'AQUILA PRIMA TRISTE, POI HO VISTO LE GRU E HO GIOIITO''

FORUM GREENACCORD: COCCOPALMERIO ”ACCAPARRARE BENI PER SE’ E’ MIOPE”

20 Giugno 2015 08:30

L'AQUILA – “Il cambiamento di rotta deve partire da una consapevolezza, il chiudersi nella ricerca egoistica dei nostri interessi va contro i nostri interessi, perché se gli altri stanno bene anche noi riceviamo un vantaggio”.

Questo uno dei messaggi lanciati dal cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i Testi legislativi, intervenuto all'inaugurazione dell'XI Forum Greenaccord dell'Informazione cattolica all'Aquila, che proseguirà fino a domenica.

“È un comportamento miope accaparrare beni per sé – ha aggiunto al microfono di AbruzzoWeb il cardinale – il cercare il bene degli altri può sembrare una privazione, un impoverimento, ma poi diventa un arricchimento”.

Al centro del Forum i molti aspetti che mettono in pericolo il corretto utilizzo delle risorse naturali e che creano difficoltà alla vita e al lavoro dei milioni di piccoli agricoltori distribuiti in tutto il mondo. E che costringono i poveri a emigrare. Tema più volte toccato da Coccopalmerio.

“Così abbiamo usato e abusato – afferma il prelato – e la nostra 'signoria' sul Creato non è stata alta, non è stata previdente e amorevole, ma, piuttosto, è stata predatoria e direi accumulatoria, nel senso che l’insieme è semplicemente proprietà nostra e lo consumiamo solo per noi stessi. E lo spreco della creazione inizia dove non riconosciamo più alcuna istanza sopra di noi, ma vediamo soltanto noi stessi”.






Il cardinale affronta anche il tema del riconoscimento dei migranti in fuga dalle emergenze ambientali come rifugiati politici, e dunque con uno status che offre canali privilegiati nell'accoglienza.

“Non so in questo momento che cosa si possa fare dal punto di vista del diritto internazionale, ma è un'istanza che esce dall'enciclica di Papa Francesco. C'è una non parità di trattamento dal punto di vista legislativo tra i due tipi di migranti”, evidenzia.

“È tragico l'aumento dei migranti che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale, i quali non sono riconosciuti come rifugiati nelle convenzioni internazionali e portano il peso della propria vita abbandonata senza alcuna tutela normativo. Purtroppo c'è una generale indifferenza di fronte a queste tragedie – continua ancora – La mancanza di reazioni di fronte a questi drammi dei nostri fratelli e sorelle è un segno della perdita di quel senso di responsabilità per i nostri simili su cui si fonda ogni società civile”.

“Ci auguriamo che questa enciclica dia una scossa etica per chi a volte si limita a parole senza contenuti, non dobbiamo guardare solo ai nostri interessi, soprattutto quelli più bassi di puro profitto, ma al bene degli altri che è il bene di tuti noi – aggiunge poi Coccopalmerio – La politica buona, la politica alta è quella che si preoccupa di rispondere davvero alle esigente delle persone, che fa buone leggi, e una legge contiene un dovere, per tutelare un diritto, ovvero le esigenze delle persone”.

Infine un pensiero per L’Aquila. “Avevo già visto la città in queste condizioni ferita dal sisma – racconta – quando sono venuto per celebrare la messa della Perdonanza Celestiniana del 2012. Ho avuto anche questa volta un'impressione di tristezza, però poi ho visto che ci sono tante gru. Segno che c'è in atto una ricostruzione, e questo mi rende contento, anche perché L’Aquila è anche la mia città, la mia famiglia abruzzese, di Scontrone, sono originario di questa questa provincia”. Filippo Tronca

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