FUMO PASSIVO: PRESENTATA MOZIONE IN CONSIGLIO A L’AQUILA A TUTELA DI BAMBINI E DONNE IN GRAVIDANZA

8 Ottobre 2019 12:12

L’AQUILA – “Nei giorni scorsi ho provveduto a presentare una mozione consiliare che mira a tutelare i bambini e le donne in stato di gravidanza dai gravi rischi del fumo passivo”.

È quanto si legge in una nota di Chiara Mancinelli, consigliere comunale dell’Aquila del gruppo di Forza Italia.

Come il fumo attivo, anche quello passivo è stato classificato nel 2004 dallo Iarc, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, come sostanza cancerogena per l’uomo. Dal punto di vista fisico-chimico, infatti, come riporta uno studio della Gard Italia ripreso dal Ministero della Salute, non ci sono particolari differenze tra fumo attivo e passivo: si tratta sempre del prodotto di combustione del tabacco. Le uniche differenze sono la temperatura di combustione e la percentuale di ossigeno disponibile (maggiori per il fumo attivo).

Sono noti gli effetti deleteri che il fumo passivo ha sulla salute umana che, su donne e bambini, possono essere devastanti: asma, infezioni polmonari ed in generale malattie delle vie respiratorie, otiti e rallentamenti nello sviluppo dei bambini e ancora, riduzioni della crescita fetale, nascite pretermine, rischio aumentato di sindrome della morte improvvisa del neonato (Sids). 

Dalla citata relazione della Gard Italia si evince come anche in luoghi semi-aperti o in aree all’aperto è possibile essere esposti a livelli di fumo passivo, in alcuni casi sovrapponibili a quelli rilevati nei luoghi chiusi in cui è permesso fumare.

“Nel documento che ho presentato viene richiesto all’amministrazione comunale di promuovere un’idonea campagna di sensibilizzazione al riguardo, rivolta principalmente agli alunni delle scuole secondarie di primo e secondo grado. La stessa amministrazione, inoltre, viene impegnata a verificare se vi è la possibilità, nel nostro territorio comunale, di regolare ulteriormente il consumo di prodotti a base di tabacco, nelle pertinenze esterne dei locali pubblici posti nel territorio comunale, in presenza di donne in stato di gravidanza e minori di 12 anni – conclude Mancinelli – Sono, a mio avviso, misure di buon senso, oltre che di decoro, di cui si avverte la necessità”.

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