REGIONE SEMPRE PIU' IN DIFFICOLTA' : IL RUP FORNIRA' CHIARIMENTO SU REQUISITI SAN BENEDETTO. CAMBIO ROTTA NON COMUNICATO. LO RIVELA SCONTRO SU SOCIAL TRA ASSESSORE COMUNE CANISTRO BUFFONE E ARCHITETTO RICCI

GARA SORGENTE CANISTRO, ALTRI RITARDI COLPO DI SCENA: NO PARERE AVVOCATURA

Autore dell'articolo: Filippo Tronca

10 Dicembre 2019 08:21

CANISTRO – Non sarà più l'Avvocatura regionale, a valutare l'ammissibilità al bando di gara della proposta della San Benedetto, come stabilito nella seduta di gara dell'11 novembre, sarà il Rup a chiedere informazioni alla società di imbottigliamento sui requisiti messi in discussione dall’altro sodalizio in gara, la Santa Croce.  

A rivelare il clamoroso colpo di scena nella travagliata gara per l'aggiudicazione delle sorgenti Sant'Antonio Sponga di Canistro, è sul suo profilo social, l'assessore comunale Ugo Buffone, nel corso di una polemica on line con l'architetto Bruno Ricci, animatore della pagina 'Canistro Rinasce', e da sempre molto polemico nei confronti dell'amministrazione guidata dal sindaco, Angelo Di Paolo, su come è stata fin qui condotta la partita per la preziosa sorgente, la cui acqua minerale va finire nel fiume da quattro anni. La Regione Abruzzo è quindi sempre più nell’occhio del ciclone per le difficoltà sull’importante ed attesa gara. 

La nuova strada non sarebbe stata comunicata alla società dell’imprenditore molisano Camillo Colella. Retroscena che aggiunge ombre ed ancora ritardi ad un bando, pubblicato il 9 febbraio dalla Giunta di centrosinistra che il giorno dopo avrebbe perso le elezioni regionali con il centrodestra: ora, non si sa a che punto è e come continuerà l’iter per affidare la concessione, considerando tra l’altro che la vicenda è arrivata sul tavolo dell’assessore al ramo Nicola Campitelli, della Lega, che ha chiesto lumi a dirigenti e funzionari. 

Questo quanto affermato da Buffone: “Abbiamo chiesto all'Avvocatura di sapere se il parere era stato definito, e l'Avvocatura ci ha risposto che ai loro uffici non è arrivato niente, abbiamo chiesto allora cosa era successo al presidente del seggio, il quale ci ha comunicato che era vero, si èra deciso di fare un percorso diverso chiedendo al rup, ulteriori informazioni all'azienda San Benedetto”.

Affermazioni a cui Ricci ha definito gravi, perché a suo dire, “Buffone non aveva titolo ad andare a chiedere lumi all'avvocatura e al rup, sull'andamento della gara e perché di fatto si contravviene a quanto stabilito e formalizzato dalla commissione. Dura la controreplica dell'assessore che dà a Ricci, del “capiscione”, e rivendica in diritto di occuparsi di un partita decisiva per il suo territorio. 

Questo l'antefatto: l'11 novembre si è tenuta la commissione regionale per l'aggiudicazione della sorgente, per l'apertura delle buste B. 

Presieduta dal dirigente regionale Franco Gerardini, la commissione ha ammesso, con formalizzazione alla prossima seduta, la Santa Croce di Camillo Colella, ex concessionaria della sorgente che poi gli è stata revocata nel 2015, e che da allora sta ingaggiando una feroce battaglia legale contro Regione Comune. 





Mentre per la concorrente, la San Benedetto, che imbottiglia anche dalle sorgenti di Popoli (Pescara), si è deciso di chiedere consulto all'Avvocatura, in quanto i legali della Santa Croce lamentano la mancanza dei suoi requisiti poter accedere alla gara, per quanto riguarda, in particolare, la compatibilità urbanistica dei terreni su cui realizzare eventualmente il nuovo stabilimento. Con parere atteso entro dieci giorni, ovvero entro il 21 novembre. 

Scaduto il termine, però, l'Avvocatura non ha fatto sapere nulla, e così Buffone, ai ferri corti con la Santa Croce, si è recato come da lui rivelato, a chiedere lumi, prima all'Avvocatura, e poi direttamente a Gerardini, dopo aver partecipato alla riunione dell'11 novembre intervenendo senza averne titolo, essendo solo uditore, ripreso dal presidente del seggio. Buffone ha avuto così conferma della modifica di strategia da parte del seggio di gara, che non si avvarrà più, a suo dire, del parere dell'Avvocatura.

“Questi sono i fatti – commenta Buffone – questa è comunicazione rispettosa dell'una e dell'altra parte. Siamo ora in attesa di una nuova convocazione del seggio, e le rispettive decisioni prese. Ad oggi è questo, certo tutti siamo arrabbiati e dispiaciuti. La prossima settimana decideremo cosa fare se non ci sarà l'incontro. Dopodiché spero che si passi all'apertura della busta”B”, a quel punto sapremo le risposte importanti delle due aziende, si verificheranno tutti gli aspetti, economici, urbanistici, geologici, tecnici e occupazionali”.

Per poi scagliarsi contro Ricci, che in un post aveva messo in discussione la competenza della documentazione presentata dalla Sa Benedetto, che non avrebbe un terreno idoneo a disposizione per realizzare in caso di vittoria della gara il suo stabilimento. 

“Solo allora ci saranno le possibilità per tutti di fare le giuste riflessioni su tutti gli aspetti in questione, e solo allora potremmo fare delle valutazioni specifiche e puntuali. Per questo ribadisco finiscila di continuare a fare il capiscione smettila di dare informazioni sbagliate evita di avventurarti in cose che non sei informato e non conosci. Per questo ti consiglio ancora una volta, Basta finiscila!”.

Non si è fatta attendere la reazione di Ricci, che giudica “per questione di principio e di etica”, intollerabile, da parte di Buffone, il “recarsi dai commissari e responsabili dell'Avvocatura a porre domande sullo svolgimento di una gara ad evidenza pubblica”, come pure “l'atteggiamento dei responsabili dell'Avvocatura e del rup, che non hanno accolto persone che non hanno titolo ad intervenire, in nessun modo, nel procedimento”.

E Ricci ricorda che di fatto è stata disattesa la decisione di rivolgersi all'avvocatura “verbalizzata l'11 novembre, in fase di seduta Pubblica e sottoscritta anche dai rappresentanti dei due concorrenti: “sulla scorta del soccorso istruttorio proposto dopo una attenta lettura degli atti', era stato messo nero su bianco, si 'ritiene necessario di munirsi entro 10 giorni di un parere pro veritate da parte dell'avvocatura regionale al fine di determinarsi sull'ammissione o meno della San Benedetto spa, valutando l'esaustività dei contenuti della nota inviata in data 10 ottobre'”.

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