GARANZIA GIOVANI, IN ABRUZZO 33MILA ISCRITTI: UN TERZO HA TROVATO LAVORO, ORA CRISI COVID

FOCUS SU DATI ANPAL SU MISURA INTRODOTTA NEL 2014 PER INCLUSIONE OCCUPAZIONALE UNDER 30 INATTIVI; IN REGIONE PRESE IN CARICO SUPERIORI ALLA MEDIA NAZIONALE; INCOGNITA PANDEMIA, IN PRIMO QUADRIMESTRE 2020 CROLLATE ISCRIZIONI E PROGETTI TIROCINIO E FORMAZIONE

di Filippo Tronca

19 Gennaio 2021 07:58

L’AQUILA – A sette anni dal varo di Garanzia Giovani da parte del governo di Enrico Letta nel 2014, e cavallo di battaglia del successivo governo di Matteo Renzi, si sono iscritti in Abruzzo 33.024 under 30 che non studiavano, lavoravano e cercavano occupazione, e di essi 29.897 il 90,5% sono stati presi in carico, avviando tirocini professionali, percorsi di formazione e altre azioni.

Una percentuale superiore, quella delle prese in carico, superiore a quella italiana che è del 79,8%, ovvero 1.254.211 neet presi in carico su  1.571.920 iscritti.  Accade però che è pari ad un terzo di sia in Abruzzo che in Italia, coloro che poi hanno trovato una occupazione.  Circa 10mila in Abruzzo, e  circa 412mila in tutto il Paese.

E la situazione, fatalmente, è peggiorata e di molto nel primo quadrimestre 2020, segnata dall’emergenza covid-19, con un crollo delle iscrizioni, prese in carico e accesso al mondo del lavoro.

Lo sostiene una analisi de Il sole 24 ore, sui dati aggiornati ad agosto 2020 elaborati dell’Agenzia nazionale politiche attive del lavoro (Anpal), che gestisce sia il progetto europeo Garanzia Giovani  che del Reddito di cittadinanza.

Stando infatti quanto emerge dai freddi numeri, a Garanzia giovani dal 2014 ad oggi si sono registrati in Italia quasi 1,6 milioni di neet. Di questi 1,2 milioni quelli presi in carico. Di questi 696.883 hanno concluso uno o più politiche attive all’interno del progetto, di formazione, di tirocinio in azienda, accompagnamento al lavoro, di servizio civile ed altro. Di questi il 59,2%, 412.504 per la precisione, risulta oggi occupato.

Ma suggerisce Il Sole 24 ore, confrontando, come sarebbe più corretto, il numero degli occupati rispetto ai 1,2 milioni presi in carico finora, la percentuale cala ad un meno confortante 34%.

Per la metà dei casi si tratta di un rapporto a tempo indeterminato. Per la restante metà, siamo di fronte a impieghi temporanei, spesso di qualche mese e con molto part-time, specie tra le donne.

A vedere il bicchiere mezzo pieno si potrebbe in ogni caso affermare che Garanzia giovani ha comunque consentito più o meno direttamente di trovare lavoro ad un giovane su tre. C’è chi però, guardando al bicchiere mezzo vuoto, osserva che tenuto in conto i costi della misura il risultato sotto le aspettative. E non per colpa tanto di Garanzia giovani in sé, ma perché in Italia il lavoro è merce rara, non solo per i neet, e terminati gli incentivi previsti per la loro assunzione, molte aziende li hanno rimandati a casa.

Non a caso, Francesca Puglisi, sottosegretaria al Lavoro in quota Partito democratico, ha sottolinea la necessità di realizzare un sistema integrato pubblico-privato per prendere in carico velocemente molte più persone: “Il rafforzamento dei Centri per l’impiego è fondamentale, ma al tempo stesso occorre valorizzare le agenzie private,  in particolare al Sud, visto che hanno contatti con le aziende e ne conoscono i bisogni di competenze”.

Questi numeri emergono proprio quando in Abruzzo sono stati riaperte le iscrizioni per i nuovi corsi di formazione esclusivamente rivolti a massimo 50 tra gli iscritti  programma Garanzia Giovani. Corsi interamente gratuiti,  per ottenere le qualifiche di  pizzaiolo, bartender, personale di sala, tecnico meccanico biciclette e digital marketing, con frequenza in presenza a Montesilvano.

Tornando ai numeri, complessivamente in Abruzzo dal 2014 ad agosto sono stati 33.024 gli iscritti e 29.897 quelli presi in carico, una percentuale pari al 90,5%, contro una media di persone prese in carico del 79,8% d

Fa meglio dell’Abruzzo solo la Val d’Aosta (99,1%), Veneto (98%), Basilicata (94,7%), Marche (93,7%), Toscana (92,8%) e  la Sardegna (92%). Fanalino di coda la Calabria con il 53%.

I dati dell’Anpal  fotografano anche il pesante impatto dell’emergenza Covid-19 che avuto anche su Garanzia Giovani, nel primo quadrimestre  2020.

Se si confronta il numero delle registrazioni mensili avvenute nei primi quattro mesi di ogni anno nel periodo che va dal  2015 al 2020, si osserva che l’impatto dell’emergenza Covid-19 ha determinato nel mese di aprile del 2020 una perdita congiunturale di oltre 18 mila registrazioni: nel mese di marzo si è assistito a una diminuzione stimata intorno al 66% delle registrazioni che si sarebbero avute in assenza delle restrizioni del lockdown e una perdita stimata del 75% nel mese di aprile.

Inevitabile anche la flessione nelle politiche attive avviate: 16.548 in Italia, e in Abruzzo appena 479, di cui 422 tirocini in azienda  e 44 percorsi di formazione.

Evidenzia infine nel rapporto dell’Anpal: per i giovani partecipanti a Garanzia giovani, “c’è stata un’attenuazione dell’impatto grazie ai provvedimenti restrittivi sui licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo contenuti nel decreto Cura Italia”, e questo è dovuto al fatto che come detto la metà hanno rapporti di lavoro a tempo indeterminato o di apprendistato.

Per tanti altri ex neet, con contratti a termine, l’amaro destino è quello della disoccupazione, della mancata proroga dei contratti a termine, la trasformazione di rapporti a termine giunti a scadenza.

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