GATTI ALLA CORTE CONTI: LEGA RIBADISCE NO, ”SBAGLIATO METODO”, OGGI VERTICE REGIONE

9 Dicembre 2019 14:47

PESCARA – “Le accelerazioni al buio non sono mai una cosa positiva e possono far anche alimentare tensioni. La Lega non vuole tensioni, vuole lavorare bene tutti i giorni. Sul nome non ho nulla da sottolineare. E' una questione di metodo: non si possono fare scelte senza una totale concordia nella coalizione. E' stata un'azione che ci ha provocato un dispiacere soprattutto nei rapporti”. 

Lo afferma il coordinatore regionale della Lega, il deputato Luigi D'Eramo, sull'indicazione del nome di Paolo Gatti,  avvocato teramano ex assessore regionale di Forza Italia, come giudice non togato alla Corte dei Conti.

Il coordinatore sottolinea che per il pomeriggio è prevista una riunione di tutto il gruppo della Lega e che “uno dei punti su cui ragioneremo è anche la nomina della Corte dei Conti”. 

La designazione di Gatti è stata fatta da parte del presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Forza Italia anche lui, con il pieno accordo del presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fratelli d'Italia, che si trova negli Usa, che hanno preferito l'ex assessore in una rosa di 24 candidati. 

La nomina, che varrà a Gatti uno stipendio da 194 mila euro lordi l'anno, dovrà essere ora effettuata con decreto del presidente della Repubblica.





La decisione però ha provocato una levata di scudi generalizzata, da parte delle opposizioni di centrosinistra e Movimento 5 stelle, ma anche da parte del coordinatore regionale di Forza Italia, il senatore Nazario Pagano, completamente scavalcato nella decisione da parte di Sospiri, e che avrebbe dato indicazione di non designare nessuno, per risparmiare soldi pubblici. Ma il niet più pesante è quello della Lega, di gran lunga prima forza in consigli partito azionista di maggioranza del centrodestra in Regione, con 10 consiglieri e 4 assessori, ancora una volta scavalcata dall'asse Fi- Fdi.

“Siamo il primo partito in Abruzzo, il primo della coalizione – aggiunge – è evidente che spetta a noi principalmente dettare l'agenda politica rispetto agli impegni che abbiamo assunto. Abbiamo sempre detto che sulle scelte importanti ci doveva essere e ci deve essere condivisione totale da parte di tutte le componenti della maggioranza. A noi spetta anche il compito di vigilare all'interno della coalizione ogni situazione che viene portata avanti, perché essendo il primo partito c'è il rischio che possano esserci ricadute negative anche nei confronti della Lega che magari non è l'attrice di scelte che si stanno facendo. Abbiamo questo doppio compito: dell'azione e della responsabilità”. 

“Mi piacerebbe che tutta la maggioranza fosse concentrata a portare avanti un grande lavoro per realizzare la cosiddetta 'rivoluzione del buon senso' che in campagna elettorale tutti abbiamo speso come alternativa a un governo di centrosinistra che ha caratterizzato in maniera negativa i precedenti cinque anni”, conclude D'Eramo. 

 

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