Gemine Muse, cinque giovani artisti alla biblioteca provinciale Dèlfico

22 Ottobre 2009 00:00

- Cultura
Sabato l’inaugurazione della mostra “Farenheit 451”, Teramo è l’unica città abruzzese e tra le 21 città italiane che ospitano il circuito artistico promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù – in collaborazione con l’Anci ed il GAI, il Circuito dei Giovani Artisti Italiani
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Per la sesta edizione di Gemine Muse, la manifestazione che mette in contatto giovani artisti e capolavori del passato, Teramo presenta Fahrenheit 451 a cura di Francesca Referza. In arrivo cinque giovani proposte alla biblioteca provinciale Dèlfico. La mostra è stata promossa dall’Assessorato alla Cultura della Provincia e sarà inaugurata dopodomani, sabato 24 ottobre, alle ore 18, nella sede della biblioteca.

 

La mostra, inizialmente programmata a giugno e poi rinviata a seguito del sisma che ha colpito l’Abruzzo, riunisce le opere di cinque giovani artisti che risiedono o lavorano nel territorio abruzzese, tutti “under 35”: Marco Antonecchia (Campobasso, 1976), Ercole Coruzzi (Teramo, 1977), Fabio Di Lizio (Ortona, 1976), Alessandro Gabini (Pescara, 1976) e Alessio Rota (Giulianova, 1982).

 

Disegni, sculture e video che dialogano quasi dinamicamente con l’architettura, parlano del libro e della materia di cui è fatto, la carta, affrontando il delicato tema del controllo della società attraverso la gestione delle informazioni. Partendo dal romanzo di fantascienza di Ray Bradbury e dall’omonimo film di François Truffaut, i cinque artisti hanno realizzato opere pensate in stretta relazione con gli spazi della biblioteca.

 

La rassegna Gemine Muse è inserita nel più ampio progetto di respiro nazionale Italia Creativa, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei MinistriDipartimento della Gioventù – in collaborazione con l’Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani ed il GAI (Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani). Obiettivo del progetto, promuovere i giovani artisti e le loro espressioni creative, valorizzando il patrimonio storico e artistico italiano.





 

Oltre Teramo, unica città in Abruzzo ad ospitare Gemine Muse, la rassegna ha coinvolto quest’anno altre 21 città italiane aderenti al circuito GAI, nelle quali sono state realizzate mostre, spettacoli, performance in musei ed altri spazi storici e culturali. Centocinquanta i giovani artisti – presentati da 30 curatori – chiamati a confronarsi con grandi opere d’arte e spazi d’architettura attraverso lavori inediti. Una formula “vincente” che conferma il successo di Gemine Muse e dei suoi eventi, visitati ogni anno da circa 200 mila persone.

 

“Tra i compiti della Provincia – ha dichiarato l’assessore alla Cultura, Giuseppe Di Michele – c’è quello di sostenere i tanti talenti artistici che il territorio esprime. Questa iniziativa è lodevole perché vuole mostrare attenzione nei confronti dei giovani artisti e dell’arte contemporanea e, inoltre, intende valorizzare la prestigiosa sede della biblioteca e il ruolo fondamentale da essa svolto per la promozione della cultura”.

 

 

Le opere





Marco Antonecchia mimetizza tra i libri di una delle sale storiche della biblioteca Job division, due video montati su un unico monitor. L’accostamento di immagini che seguono in parallelo da una parte le operazioni di veri pompieri e dall’altra le imprese di Grisù, il draghetto protagonista di un cartone animato degli anni ’70, crea un effetto volutamente surreale.

Banned di Ercole Coruzzi è un video interattivo di carattere “informativo”: cliccando su ciascuno dei 13 ritratti in bianco e nero, è possibile ascoltare nome, titolo ed anno in cui è stato censurato il libro di cui il personaggio è autore. Banned, dunque, ridà voce a ciò che la censura aveva cancellato.

Ho intenzione di narrare un racconto pieno d’orrore di Fabio Di Lizio è una scultura in legno costituita da 2 elementi a forma di albero stilizzato. Strati sovrapposti di carta da incisione, costituiscono la “corteccia narrativa” della scultura, dalla connotazione ludica e infantile per via dei simboli colorati e dei timbri giocattolo impressi sulla ‘pelle’ di carta dell’albero.

Non svegliare il cane che dorme di Alessandro Gabini è una divertente versione tridimensionale del Segugio, il cane robotico programmato per inseguire Montag. I volumi spigolosi e sintetici del cane sono colorati da pazienti tratti di marker: una scultura per confondere, fin dal titolo.

71 è il numero delle vignette disegnate da Alessio Rota. Nella personale versione a fumetti di Fahrenheit 451 le scene vivaci, tratteggiate con un segno veloce su due strisce di carta da imballo, si srotolano l’una di fianco all’altra in verticale, come due ipertrofiche pellicole.

 

Per maggiori informazioni, consultare la sezione dedicata alla mostra nella home page del sito della Provincia di Teramo e, per l’evento nazionale, www.giovaniartisti.it

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