BALLOTTAGGIO AVEZZANO: INTERVISTA AD EX SINDACO CANDIDATO CON 8 LISTE CIVICHE, "CON BABBO E TACCONE RAPPORTO DI CONOSCENZA E STIMA, CONFIDO ANCHE IL LORO SUPPORTO", "PRIORITÀ QUANDO SARÒ SINDACO, DIFESA OSPEDALE, ECO-SISMA BONUS, VOUCHER PER GIOVANI DISOCCUPATI, E SICUREZZA URBANA"

“GENOVESI IN MANO AD ARROGANTE DESTRA AQUILANA”, DI PANGRAZIO, “CON ME LA MARSICANITA'”

Autore dell'articolo: Filippo Tronca

30 Settembre 2020 07:30

AVEZZANO – “Genovesi rappresenta la destra aquilana, è uno strumento nelle sue mani. Una destra arrogante, come lo è il coordinatore regionale Luigi D’Eramo. Genovesi non ha caratteristiche che si addicono ad un sindaco, che invece deve essere una persona moderata, che ascolta e rispetta tutti, e soprattutto libera ed indipendente”.

Non le manda a dire, Giovanni Di Pangrazio, 65 anni, sindaco civico di Avezzano dal 2012 al 2017, e ora ricandidato a primo cittadino a capo di una piccola armata di liste civiche, ben otto, con numerosi ex amministratori, ma anche esponenti del mondo delle professioni, di area centrodestra e centrosinistra. Che domenica e lunedì prossima 4 e 5 ottobre affronterà al ballottaggio il candidato del centrodestra, il 40enne imprenditore Tiziano Genovesi. Forte del vantaggio conquistato al primo turno: 8.043 voti pari al 32,5%,  contro il 22,1% pari a 5.470 voti dello sfidante.

Potendo anche contare sull’appoggio poltico di Generazione +, che porta in dote 1006 voti pari al 4,2%: si tratta di una delle liste di Mario Babbo, candidato civico sostenuto anche dal Partito democratico che ha preso al primo turno 5.247 voti pari al 21,2%. Ed anche dell’appoggio, anche in questo caso politico e non con un apparentamento ufficiale, del candidato civico di area centrodestra Antonio del Boccio, (6,2% pari a 1.549 voti), che otterrà del resto un posto in consiglio solo se vincerà Di Pangrazio.

Resta da vedere cosà farà lo stesso Babbo e, soprattutto, la candidata sostenuta da Forza Italia, Anna Maria Taccone ( 4.084 voti pari al 16,5%), dopo che è sfumato l’apparentamento ufficiale con Genovesi, e ha confermato una posizione di neutralità ed equidistanza.

Fratello dell’ex presidente del consiglio regionale, il dem Giuseppe Di Pangrazio, appena sospeso dal partito democratico per un anno proprio per aver aiutato il fratello in campagna elettorale, il candidato sindaco è stato dirigente al Comune  di Avezzano,  direttore generale della Provincia dell’Aquila, dal 1999 al 2015. È docente universitario a contratto di  Diritto degli enti locali all’Università dell’Aquila.

Eletto sindaco nel 2012, per poi perdere al ballotaggi nel giugno 2017 dopo aver vinto nettamente il primo turno, con il candidato del centrodestra Gabriele De Angelis, ora in Forza Italia, che poi dopo aver superato con una intesa politica la cosiddetta “anatra zoppa”, cioé la maggioranza in Consiglio mantenuta dalle opposizioni decretata da una sentenza del Consiglio di Stato, è caduto nel giugno del 2019 per la bocciatura del bilancio.

Giovanni di Pangrazio anche senza apparentamenti ufficiali si sente la vittoria in tasca con gli accordi stretti con gli altri candidati sindaci esclusi, e singole liste?

Sono ovviamente molto ottimista: si è creata e si è accresciuta una squadra della città di Avezzano, composta da forze civiche che rappresentano il meglio della città. Una grande coalizione che rappresenta identità territoriale ed l’espressione forte di marsicanità.

Ha inviato ramoscelli d’ulivo anche a Taccone e Babbo?

Babbo è un candidato civico e ricordo che è stato al mio fianco per 7 anni sia quando ero sindaco, sia quando ero l’opposizione di De Angelis. Ovviamente in questi giorni l’ho incontrato e condividiamo la necessità di riscattare la città, e di portare a termine  le tante cose buone fatte insieme, come le politiche sulla sicurezza, con l’installazione di telecamere di videosorveglianza, e il grande piano di messa in sicurezza delle scuole. Taccone a differenza di Genovesi è una moderata, con lei c’è un rapporto di amicizia e reciproca stima di lunga data. Anche con lei ovviamente il dialogo è aperto.

In che senso Genovesi non sarebbe un moderato?





Genovesi rappresenta la destra aquilana, è uno strumento nelle sue mani. Una destra arrogante. Genovesi non ha caratteristiche che si addicono ad un sindaco, che invece deve essere una persona che ascolta e rispetta tutti e soprattutto libera ed indipendente.

Ma chi intende per destra aquilana?

Il coordinatore regionale della Lega, Luigi D’Eramo, innanzitutto. Qui ad Avezzano ha avuto in questa campagna elettorale un atteggiamento di costante prepotenza e arroganza. Del resto, la Lega si è chiusa in se stessa, in modo autoreferenziale e questo determinerà fatalmente la sua sconfitta. D’Eramo ha recitato la parte di quello che concede qualcosa agli altri, quando semmai chi può concedere qualcosa a D’Eramo sono i cittadini di Avezzano, al più l’ospitalità che si conviene ad un onorevole della Repubblica. Detto questo ovviamente non ho nulla contro gli aquilani con cui da decenni ho costanti rapporti di lavoro e profonda amicizia. Il discorso è di carattere politico.

Facciamo conto che lei la prossima settimana sarà sindaco: cosa saranno le prime cose che farà?

Andrò a visitare le scuole per dare una rassicurazione a tutti ragazzi, docenti e personale a mostrare la vicinanza delle istituzioni. eliminerò immediatamente i cordoli pericolosi inutili e che hanno eliminato un buon numero di parcheggi della pista ciclabile in centro e li trasferirò in una pista ciclabile periferica dove veramente servono.
Farò sparire il t-red nel semaforo di via XX settembre, e lo sposterò nell’incrocio di borgo via via Nuova. Un t-red voglio ricordare che è stato messo lì anche grazie a tanti ex amministratori nella maggioranza del sindaco Gabriele De Angelis Cito solo Lino Cipolloni e che ora si sono candidati con Genovesi.

Ha promesso anche misure sul fronte della sicurezza tema caldo di questa campagna elettorale. La prima cosa che farà?

Saranno sufficienti poche settimane per modificare il regolamento della sicurezza urbana al fine di consentire al sindaco di emettere ordinanze per regolare l’orario di apertura e chiusura dei locali e per porre limiti alla musica a tutto volume entro la mezzanotte. e soprattutto per emettere ordinanze di allontanamento dei luoghi sensibili di quei soggetti che sono dediti a usare sostanze stupefacenti e alcolici in modo smodato, provocano spesso e volentieri risse e deturpano il patrimonio comunale.

Per quanto riguarda le principali politiche di medio-lungo termine quelle che abbracceranno eventualmente tutta la legislatura?

Il Comune dovrà prima di tutto invertire la politica sanitaria a difesa dei suoi presidi ospedalieri attraverso l’assunzione di infermieri e operatori socio sanitari, lo stop allo smantellamento delle parti cambiamento del pronto soccorso, il reinserimento della radiologia interventistica. Prioritario sarà favorire l’utilizzo ottimale massivo delle eco-sisma bonus al 110% grazie uno sportello amministrativo e uno tecnico al fine di rilanciare l’edilizia l’economia e dunque occupazione. Ci sono poi i voucher lavorativi emessi dal comune per attività socialmente utili e per l’avvio dei giovani presso aziende in particolare quelle agricole. Infine una drastica riduzione dei tributi comunali attraverso i risparmi per le casse del nostro erario che potranno essere generate dall’utilizzo del recovery fund.

Suo fratello Giuseppe Di Pangrazio è stato sospeso dal partito democratico accusato di aver aiutato lei e non il partito che giudizio dà di quanto accaduto?

E’ una una vicenda tutta interna al Partito democratico. Dunque una questione che non mi riguarda, visto che in tutta la mia vita non ho mai avuto tessere di partito in tasca. La conferma, forse, di quello che vado ripetendo da anni: oramai i partiti e la politica che essi esprimono hanno fatto il loro tempo.

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