GESTIONE CICLO IDRICO ABRUZZO: M5S, “PARTITO ITER PER COMMISSIONE DI INCHIESTA REGIONALE”

7 Aprile 2022 14:49

L'Aquila - Abruzzo, Politica

L’AQUILA – La proposta di istituire una Commissione d’inchiesta regionale, che faccia chiarezza sul tema “acqua” in Abruzzo ha già iniziato il suo iter formale. Lo ha reso noto, in una conferenza stampa all’Aquila, il capogruppo Abruzzo del Movimento 5 Stelle, Sara Marcozzi.

“Non si può più aspettare per fare chiarezza – ha detto – l’acqua è un elemento imprescindibile per il benessere di ognuno di noi. In Abruzzo ascoltiamo e leggiamo quotidianamente storie di cittadini che si lamentano del servizio idrico. Assenza di acqua anche nei periodi invernali e rotture improvvise sono all’ordine del giorno e condizionano gran parte del nostro territorio, con picchi molto preoccupanti in determinate zone”.

“Dal momento che è proprio la Regione Abruzzo a esercitare funzioni di indirizzo, programmazione e controllo dell’attività dell’Ente regionale servizio idrico (Ersi) – ha aggiunto Marcozzi – è necessaria la presenza di un presidio fisso sul tema all’interno delle istituzioni. Uno strumento che faccia da raccordo: cittadini, comitati, la politica e i sei diversi gestori del servizio idrico”.

“Credo – ha sottolineato – niente possa essere più funzionale di una Commissione di inchiesta. Nessuna caccia alle streghe, ma solo l’obiettivo di mettere ordine e proporre soluzioni su un tema incredibilmente vasto e caotico. Così si potrà avere contezza dei problemi per iniziare a risolverli. Inoltre, abbiamo dei finanziamenti straordinari da programmare quelli del Pnrr. Sono risorse uniche per l’Italia e per l’Abruzzo, un’occasione che non ci possiamo permettere di perdere. Ma per fare una programmazione adeguata serve l’ascolto delle istanze del territorio, per sfruttare al meglio ogni centesimo a disposizione”.

Secondo Marcozzi “non è frutto del caso se l’Abruzzo ha reti idriche pessime, tra le peggiori di tutto il Paese, con la città di Chieti, maglia nera tra i capoluoghi di Provincia italiani per la percentuale di dispersione dell’acqua, oltre il 70%. Questo è la diretta conseguenza di investimenti assenti o sbagliati nel corso di questi anni, con fondi che sono stati utilizzati più per la riparazione dei danni che per l’efficientamento della rete”.

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