GRAVIANO INTERCETTATO ALLA COSTARELLE MENTRE COMMENTAVA LA TRASMISSIONE TV SULL’USCITA DI PRIGIONE DEI MAFIOSI 

GILETTI SOTTO SCORTA PER MINACCE BOSS: INCUBO INIZIATO DA CARCERE L’AQUILA

17 Settembre 2020 07:57

L’AQUILA – L’incubo di Massimo Giletti, il popolare conduttore televisivo che da fine luglio vive sotto scorta, è cominciato dall’Aquila, esattamente dal carcere di massima sicurezza di Preturo.

Qui, infatti, l’11 maggio scorso, il super boss Filippo Graviano, mafioso affiliato alla famiglia di Brancaccio (ebbe un ruolo importante nell’organizzazione delle stragi del 1993 a Firenze, Milano e Roma e nell’omicidio di don Pino Puglisi), è stato intercettato mentre si sfogava: “Quell’uomo… di Giletti e quel… Di Matteo stanno scassando la m…”.

Il riferimento era all’uscita dalla prigione di più di 200 mafiosi durante l’emergenza coronavirus. Durante una puntata di “Non è l’Arena”, su La7, infatti, Giletti lesse i nomi dei detenuti ai quali era stata concessa la detenzione domiciliare. Con il boss evidentemente incollato alla tv a vedere la trasmissione.

Da qui, dalle parole di Graviano intese come una minaccia concreta al giornalista, è scattato il provvedimento deciso dalla Prefettura di Roma.






In questi giorni Giletti è apparso in giro con giubbotto antiproiettile e scortato da uomini armati in borghese. Il conduttore, tra l’altro, sta per tornare in televisione su La7 con la nuova stagione del suo programma.

Il conduttore aveva appreso delle minacce soltanto a luglio: “Non mi pare proprio normale — aveva dichiarato al Corriere — che io non ne abbia saputo nulla.

In questa storia quello che pesa è per l’ennesima volta il silenzio delle istituzioni competenti”. “Massimo Giletti sotto scorta è un pessimo segnale”, aveva scritto su Twitter il direttore di La7, Andrea Salerno. “Continuare ad andare in onda con il proprio lavoro, la migliore risposta”.

 

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