GIOCHI E SERVIZI A PAGAMENTO, MAXI TRUFFA TELEFONIA DA 99 MILIONI: VERSO PROCESSO PER 33 PERSONE

5 Luglio 2022 19:37

Italia - Cronaca

MILANO – Migliaia di persone alle quali sono stati prelevati, attraverso il cellulare, importi per servizi a pagamento come giochi, suonerie o oroscopo, o quello che consente di accendere il riscaldamento da remoto, senza aver dato il consenso.

È questo il cuore della maxi truffa che ha consentito di drenare ai consumatori 99 milioni di euro in tre anni al centro di una inchiesta che la magistratura di Milano ha chiuso.

Questa mattina infatti è stato notificato l’avviso di chiusura dell’indagine che il pm Francesco Cajani e l’aggiunto Eugenio Fusco hanno firmato a carico di 33 persone fisiche, tra cui alcuni che all’epoca dei fatti erano dirigenti di WindTre, società che non è indagata. Le accuse contestate a vario titolo sono frode informatica con furto e conseguente indebito utilizzo dell’identità digitale e pure tentata estorsione contrattuale.

Gli accertamenti, condotti dalla Polizia Postale, dal Nucleo speciale tutela privacy e frodi telematiche e dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf assieme alla Squadra reati informatici della Procura, e che hanno riguardato anche Tim e Vodafone, hanno individuato un sistema illecito che, tra il 2017 e il 2020, sarebbe ruotato attorno a WindTre e avrebbe consentito una “media di 30/40mila attivazioni” indebite “al giorno”, nella primavera di due anni fa, di “servizi premium, cosiddetti Vas” per “ignari consumatori che si vedevano addebitare i relativi costi pari a 5 euro a settimana”.

Secondo la ricostruzione, bastava visitare una pagina web, talvolta con l’inganno di fraudolenti banner pubblicitari e, senza far nulla (Zero Click), ci si ritrovava istantaneamente ad essere abbonati a un servizio che prevedeva l’addebito automatico sul conto telefonico ogni settimana o mese in cambio dell’accesso a contenuti come notizie, gossip o video. Oppure era sufficiente attivare i Servizi a Valore aggiunto, ovvero Vas ( di cui sono state individuate 26 società fornitrici) attraverso schede sim usate tra macchine per lo scambio di dati (per esempio per la gestione della caldaia o ascensore).

Inoltre dall’indagine, i cui atti tempo fa sono stati inviati anche all’Agcom, poi intervenuta con una delibera nel gennaio 2021, almeno la metà degli illeciti guadagni sarebbero stati incassati dalla compagnia telefonica.

Con la chiusura di questa tranche d’inchiesta rischiano il processo, tra gli altri, gli ex manager di WindTre Alessandro Lavezzari, Luigi Sacca‘ – figlio di Agostino, ex dg Rai – Fabio De Grenet. E poi Angelo Salvetti e Fabio Cresti, all’epoca rispettivamente legale rappresentante e vice presidente di Pure Bros Mobile spa, azienda che si occupa dello sviluppo di servizi digitali di mobile marketing e mobile payment, un consulente della stessa società, un socio di un’agenzia pubblicitaria e tre sviluppatori, cioè giovani ‘maghi’ dell’informatica italiani che ai tempi lavoravano per una azienda con sede all’estero e con compensi stratosferici. Infine, prima della fine dell’anno è attesa la chiusura di un’altra parte dell’indagine per la quale, ha spiegato in una nota il Procuratore di Milano Marcello Viola, “il fenomeno accertato è attualmente scomparso”.

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