GIORNATA DELLA MEMORIA: A L’AQUILA IL RICORDO DELLE VITTIME

22 Gennaio 2020 10:29

L'AQUILA – “Il 27 gennaio, celebriamo la giornata della Memoria. Ricordiamo e rendiamo onore alle vittime dell’orrore nazifascita. Una Memoria che non deve andare perduta, un ricordo che abbiamo, tutti, il dovere di perpetuare perché la disumana ferocia di quei giorni non venga dimenticata: un monito per tutti noi e per coloro che verranno”. 

È quanto si legge in una nota della deputata del Pd Stefania Pezzopane e Gilda Panella, coordinatrice provinciale delle Democratiche.

“È avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo il nocciolo di quanto abbiamo da dire”, dalle parole di Primo Levi, una lezione da non dimenticare, mai.

Il 27 gennaio, a L’Aquila, in piazza duomo, nel cuore della città, momenti di condivisione, testimonianze di Memoria. 




Un doppio appuntamento: alle 16 l’incontro nella parte alta di piazza Duomo, nei pressi della pietra d’inciampo che ricorda Giulio Della Pergola, ebreo deportato dall'Aquila e ucciso dalla ferocia nazista nel campo di sterminio di Auschwitz; aveva una bottega dietro piazza Duomo e la sua vita è stata annientata dal buio della ragione di quegli anni oscuri, terribili. Sulla pietra d’inciampo che lo ricorda, chi vorrà, potrà portare un fiore.

Il pomeriggio proseguirà, alle 16,30, nella libreria Mondadori, in piazza duomo, 47, con “Le parole della Memoria”, lettura a staffetta dei testi sulla Shoah.

“Mai dimenticare i milioni di vittime; bambine, bambini, giovani, anziane e anziani; persone di ogni età rinchiuse e uccise nei campi di sterminio nazisti. Una strage attuata con metodo 'scientifico', un genocidio messo in atto con disumana determinazione fino al 27 gennaio 1945, quando i carri armati dell'esercito sovietico sfondano i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz in Polonia. Da quel giorno, quel campo dell’orrore è luogo simbolo, ma non l’unico, della discriminazione e delle atroci sofferenze patite da chi, innocente, è stato internato, torturato, ucciso in nome dell’odio”, conclude la nota.

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