GIORNATA INTERNAZIONALE DELLO STUDENTE: DOMANI CORTEO A L’AQUILA

16 Novembre 2023 17:30

L'Aquila - Politica, Scuola e Università

L’AQUILA – “Riteniamo imprescindibile mobilitarci insieme agli studenti e alle studentesse in occasione della Giornata Internazionale dello Studente, per denunciare il disinteresse dell’amministrazione regionale nei confronti delle tematiche universitarie e studentesche e chiedere interventi concreti alla nostra Regione”.

Così, in una nota, il Coordinamento regionale UDU-360 Gradi insieme a Link ed UDS L’Aquila che sarà in piazza domani, 17 novembre, per la Giornata Internazionale dello Studente: il corteo studentesco che avrà inizio da Colle Sapone, in via Acquasanta, e terminerà in piazza dell’Emiciclo a L’Aquila alle 11.





“Chiederemo a gran voce che temi come borse di studio, trasporti, residenze pubbliche, biblioteche e spazi universitari diventino priorità nelle agende politiche regionali”, viene spiegato.

“Il Diritto allo Studio infatti, non sembra essere una priorità su cui investire come dimostrato dall’aumento annuale degli idonei non beneficiari, dai ritardi nell’erogazione delle borse di studio, dai mancati finanziamenti ed investimenti nelle residenze pubbliche o nei servizi di ristorazione e dalla mancata realizzazione di soluzioni che migliorino la mobilità studentesca come per esempio, il biglietto unico, presente in molte regioni con sedi universitarie”.

“A ciò si aggiunge anche il fatto di non seguire le direttive nazionali che aumentano le soglie massime di accesso ISEE e ISPEE per l’accesso alle Borse di Studio da parte degli studenti e delle studentesse. Infatti la giunta regionale non ha modificato, di fatto, le soglie degli anni precedenti, con la conseguenza che se sei uno studente con ISEE pari a 25.000 euro sarai idoneo a percepire la borsa di studio in molte Regioni, ma non in Abruzzo”.





“Crediamo che tutto questo sia profondamente ingiusto e riteniamo che la Regione debba investire su noi studenti altrimenti, di questo passo, saremo sempre più costretti a lasciare l’Abruzzo per studiare, o a rimanere ma con la consapevolezza di vedersi negati una serie di servizi base legati al diritto allo studio”, conclude la nota.

 

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