GIORNATE FAI D’AUTUNNO 2023: PALAZZO D’AVALOS A SCERNI E’ IL TERZO LUOGO PIU’ VISITATO IN ITALIA

16 Ottobre 2023 20:51

Chieti - AbruzzoWeb Turismo, Cultura, Gallerie Fotografiche

SCERNI – Si trova in Abruzzo e in particolare a Scerni, in provincia di Chieti, il terzo luogo più visitato d’Italia nelle due Giornate del Fai d’Autunno che si sono svolte sabato 14 e domenica 15 ottobre.





Oltre agli altri cinque percorsi studiati e proposti dalla delegazione Fondo per l’ambiente italiano (Fai) di Vasto a Scerni (l’Istituto Agrario “Cosimo Ridolfi”; il Torrone di Aragna a dominio del paesaggio agrario; Storie e immagini del primo ‘900: la dimora racconta; San Panfilo: il culto, il tesoro; Famiglie a confronto: De Riseis, Raimondi, Ciccarone), a riscuotere maggior successo di pubblico è stata la visita all’interno del Palazzo d’Avalos, resa possibile grazie alla generosità degli attuali proprietari, Jan Sundland e Anna Sundland.

Spalancando le porte della loro dimora la coppia di svedesi ha permesso a tutti di ammirare l’arte fiorita di Gaetano Paloscia, pittore di origini pugliesi, nato nel 1871 a Terlizzi (Bari) ma vissuto in gran parte in Abruzzo, a Francavilla al Mare, già dai primi anni del Novecento fino alla sua scomparsa nel 1942. L’artista infatti era molto amico di Francesco Paolo Michetti che lo incaricò di decorare il circolo cittadino La Sirena, e dal quel lavoro in poi molti signori dell’alta borghesia lo chiamarono per impreziosire le proprie dimore, come Giulio Antonucci, medico curante di Francesco Paolo Michetti, che gli commissionò di dipingere con temi floreali la casa di Scerni (una porzione di Palazzo d’Avalos appunto) in occasione del matrimonio del figlio Severino nel 1927. In un angolo del muro del salotto, tra i fiori, si vede chiaramente la firma del pittore con la data di fine lavori, nel 1928.





Maria Rosaria Pacilli, capo delegazione Fai di Vasto: “E’ un dato che ci rende orgogliosi del lavoro svolto, a testimonianza dell’importanza di rendere pubbliche il più possibile le opere d’arte contenute nei palazzi privati che senza il Fai e i suoi volontari non potrebbero mai essere conosciute e ammirate dal pubblico. In questo caso il successo di palazzo d’Avalos e delle pitture parietali a tempera dell’artista Gaetano Paloscia è anche dovuto alla mostra che si è svolta il mese scorso presso la sede della Fondazione Pescarabruzzo a cura delle nipoti del pittore Daniela Peca e Simonetta Paloscia e dello storico dell’arte, il professor Giovanbattista Benedicenti che hanno riportato alla luce una serie di tele del maestro che faceva parte del cenacolo michettiano ma che è rimasto fino ad oggi poco conosciuto. In Abruzzo, ma anche in altre regioni d’Italia, ci sono anche altri palazzi che custodiscono ancora le sue opere”.

“La delegazione Fai di Vasto ringrazia tutti coloro che in forme diverse hanno contribuito al successo delle Giornate Fai d’Autunno, a Scerni, in particolar modo i proprietari dei beni aperti eccezionalmente al pubblico: l’amministrazione comunale di Scerni con il sindaco Daniele Carlucci, Don Graziano Fabiani, Jan e Anna Sandlund, Antonietta Ciccarone e famiglia, Tonino Tascione, Alessandro Di Virgilio, Tommaso Dell’Oso, Silverio Silvestri, Assunta D’Ercole, Giovanni Chiesa, dirigente scolastica Antonietta Ciffolilli – Istituto Omnicomprensivo “Ridolfi Zimarino”; Fabio Bruno con l’università delle Tre Età di Cupello per l’allestimento degli “Antichi mestieri” nel borgo; Mario Giacomucci per la mostra fotografica presso il palazzo “della signora Velia”; Daniela Peca per le visite speciali e l’esposizione delle opere di Gaetano Paloscia a Palazzo d’Avalos; gli artisti E. Altieri, E. Archer, L. Bruno, P. Dongu, C. Di Pardo, A. D‘Annunzio, A. Di Campli, C. Gaspari, D. Scutece per l’allestimento della mostra ‘Inclusioni’ presso palazzo Raimondi; gli ‘apprendisti ciceroni’ della scuola secondaria di 1° grado di Scerni con l’insegnante Nina Ciccarone; i docenti dell’istituto sgrario con Michele Del Monte e Mario Di Pardo; la protezione civile di Scerni per il presidio dei percorsi e dei beni aperti al pubblico”, conclude la nota.

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