GIORNO DEL RICORDO: DE MARTINIS, ”TRAGEDIA RIMOSSA DA MEMORIA COLLETTIVA”

13 Febbraio 2020 17:14

MONTESILVANO – “Le foibe, tra il ’45 e il ’47, furono usate come fosse comuni per esecuzioni collettive. I prigionieri venivano solitamente legati in fila sull’orlo della foiba e falciati con la mitragliatrice. Come in un orrendo domino si precipitava seguendo il primo della fila che cadeva giù. Spesso cadevano soltanto da feriti ed erano destinati destinati a una lunga, terribile agonia”. 

Sono le parole pronunciate dal sindaco di Montesilvano Ottavio De Martinis nel corso della cerimonia per le vittime delle foibe che si è svolta questa mattina in piazza Guy Moll, luogo del monumento che fu realizzato nel 2009. 

Hanno preso parte alla commemorazione, oltre al primo cittadino, il presidente del Consiglio comunale Ernesto De Vincentiis e gli assessori Alessandro Pompei e Damiana Rossi, le autorità militari, le associazioni d’arma e combattentistiche e gli studenti dell’Istituto comprensivo Ignazio Silone e del Liceo Artistico Misticoni di Pescara. 

Dopo l’inno d’Italia e la deposizione della corona sul monumento da parte delle benemerite il sindaco De Martinis ha ricordato, rivolgendosi agli studenti, il significato del termine foiba, con il quale si indicano i grandi inghiottitoi a strapiombo, tipici del Carso e dell'Istria. 






Il sindaco De Martinis ha ringraziato l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, “custode di un retaggio doloroso, che non dobbiamo mai aver timore di tener vivo. Siamo qui per ricordare una grande tragedia. Una tragedia che si è svolta a casa nostra, in Italia, ma che è stata cancellata e rimossa dalla memoria collettiva nazionale per lunghissimo tempo”. 

“Solo dal 2005 – ha ricordato il sindaco – è stata istituita questa giornata, l’Italia ha avuto il coraggio di guardare se stessa allo specchio, ritenendo opportuno ricordare tanti innocenti e tanti partigiani (che avevano anch’essi combattuto per la liberazione dal nazi-fascismo) uccisi, trucidati e gettati nelle profonde voragini carsiche chiamate foibe – a causa della loro etnia italiana o perché non avevano una determinata appartenenza politica”.

Grande commozione ha destato anche il saluto della vice presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Donatella Bracali che ha ricordato le crudeltà subite dagli infoibati e dagli esuli, citando anche le parole del presidente Sergio Mattarella: “Oggi il vero avversario da battere è l’indifferneza. Si trattò di una sciagura nazionale. Questo monumento per me rappresenta un sacrario, il labirinto, genialmente progettato dalla docente Luigia Maggiore e dai ragazzi del liceo artistico, in pietra bianca della Maiella ricorda la pietra carsica in cui persero la vita i martiri infoibati. Tra questi c’era anche Antonio Pieramico, giovane finanziere di Montesilvano, trucidato per mano dei partigiani titini, al quale è stata intitolata una via per non dimenticare”.   

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