GIORNO DELLA MEMORIA: RACCONTI DALL’ABRUZZO, IL COVID NON FERMA LE COMMEMORAZIONI

IL DOCENTE E STORICO AQUILANO CAVALIERI RIPERCORRE LE TAPPE NEGLI ANNI DELLA GUERRA. INIZIATIVE ED EVENTI IN STREAMING IN TUTTA LA REGIONE

di Mariangela Speranza

27 Gennaio 2021 07:45

L’AQUILA – “Quel che è accaduto non può essere cancellato, ma si può impedire che accada di nuovo”. Nelle parole di Anna Frank è racchiuso tutto il senso della Giornata della Memoria, ricorrenza che si celebra nel mondo, ogni anno, il 27 gennaio, per ricordare quando le truppe sovietiche dell’Armata Rossa arrivarono ad Auschwitz abbattendo i suoi cancelli e rivelando al mondo l’orrore del campo di concentramento, uno dei luoghi del genocidio nazista. Anche quest’anno, con le misure imposte dalle normative anti contagio, che hanno indotto le amministrazioni, le scuole, ma anche le organizzazioni studentesche e politiche sparse per la regione ad attarsi ai tempi che corrono, organizzando principalmente iniziative online e in streaming.

Una giornata, quella della memoria, per commemorare appunto le vittime del genocidio e per quel dovere di non dimenticare mai uno dei capitoli più bui della nostra storia che, nel suo piccolo, riguarda anche l’Abruzzo, con i suoi 15 campi di concentramento allestiti negli anni della guerra.

Come racconta anche il docente e storico aquilano Walter Cavalieri “durante i nove mesi di occupazione nel 1943-44, diversi civili abruzzesi furono deportati nei lager tedeschi, soprattutto per aver ospitato prigionieri di guerra anglo-americani”.

“Solo limitatamente all’Aquila ricordiamo, per esempio, la sarta di Roio Annina Santomarrone e suo fratello, morti nei campi di sterminio – aggiunge – Un numero consistente di soldati abruzzesi furono similmente catturati dopo l’8 settembre, deportati e rinchiusi nei campi per internati militari (Imi) dove fra gli stenti lasceranno la vita 40mila italiani. Molti cittadini ebrei abruzzesi braccati da tedeschi e fascisti furono salvi grazie ad una vasta rete di protezione composta da comuni cittadini, da antifascisti, da ecclesiastici, da sanitari e da funzionari pubblici. Un classico esempio di resistenza disarmata, non meno rischiosa di altre forme di opposizione al nazi-fascismo”.

Emblematico, a detta dello stesso Walter Cavalieri, “il caso dell’Aquila, dove l’arcivescovo Carlo Confalonieri aprì agli ebrei le porte di case private, di conventi francescani e di comunità monastiche (in particolare quelle delle suore di clausura). Tra questi il caso di Elena Bloch e Lia Levin ospitate nel monastero della Beata Antonia dell’Aquila”.

“È significativo che l’Organizzazione Ebraica in Italia, nel corso di un incontro segreto tenutosi a Cittaducale, affidò fiduciariamente all’arcivescovo (prestatosi a divenirne una sorta di ‘cassiere segreto’) un fondo da far pervenire sotto forma di denaro e di generi di conforto ai correligionari disseminati nelle vicinanze dell’Aquila, tramite i parroci dei vari paesi”, osserva ancora il docente, che precisa però come “circa 200 donne e uomini provenienti da Roma e da altre città italiane scamparono così al destino riservato ai 1.022 correligionari rastrellati nel ghetto della Capitale”.

Per questo, furono “solo 11 ebrei in provincia dell’Aquila finirono nei vagoni piombati, o perché vecchi e malati, impossibilitati a cambiare frequentemente domicilio, o perché denunciati da spie fasciste, come il deportato forse più noto arrestato all’Aquila”. Il commerciante di stoffe Giulio Della Pergola per esempio, a detta dello stesso Cavalieri deceduto proprio nel campo di Auschwitz.

Un campo che, il 27 gennaio del 1945 era stato evacuato e in parte distrutto dalle SS prima dell’arrivo dei russi. Le truppe sovietiche vi trovarono infatti solo 7mila sopravvissuti, insieme a corpi morti, abiti, scarpe, tonnellate di capelli, strumenti di tortura.

Nella cosiddetta “fabbrica della morte” furono uccisi non a caso almeno 1 milione di prigionieri tra uomini, donne, bambini. Quasi tutti ebrei. Ma anche polacchi, Rom, Sinti, prigionieri di guerra sovietici, testimoni di Geova e altri nemici della Germania di Hitler. E proprio la data della liberazione di Auschwitz, raccontata da Primo Levi in La tregua, è diventata il Giorno della Memoria. Istituita il 1 novembre 2005 con la Risoluzione 60/7, quando ricorrevano i 60 anni dalla liberazione dei campi di concentramento, dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, in Italia è nata ufficialmente il 27 gennaio nel 2000, mentre il primo stato a proclamarla è stata la Germania, nel 1996.

E nonostante quest’anno le funzioni siano limitate dalla pandemia in corso in tutta la Regione, c’è chi non rinuncia alla commemorazione, pur attenendosi alla normativa in vigore in materia di diffusione dei contagi.

In occasione della Giornata della Memoria, il Comune di Pescara ha per esempio organizzato una serie di eventi. A illustrare le iniziative sono stati, in municipio, il sindaco Carlo Masci, il presidente del Consiglio comunale Marcello Antonelli e l’avvocato Federico Gentilini, curatore del progetto Educals.

“Siamo sempre più vicini alle iniziative per la Giornata della Memoria. Lo scorso anno assegnammo la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre, alla Brigata Ebraica e alla American Jewisch Committee (Ajc), allargando il discorso del legame fra noi e Israele; quest’anno continuiamo su questa strada, mercoledì 27, con la deposizione e la benedizione di una corona a forma di stella di David che verrà posta sotto la lapide nei pressi di Palazzo di Città, in ricordo dei deportati nei lager e delle vittime della Shoa. Poi proseguiremo con un Convegno di levatura internazionale”, ha detto il sindaco di Pescara, Carlo Masci.

Sempre a Pescara, tutto pronto inoltre per il webinar dal titolo “Il monito della storia e i percorsi del dialogo”. L’appuntamento è dalle 9.30 alle 13 di mercoledì 27 gennaio con la diretta streaming sulla pagina Youtube del Comune.

Il Comune di Montesilvano ha coinvolto gli studenti delle classe terze delle scuole secondarie di primo grado degli Istituti scolastici Troiano Delfico, Ignazio Silone e Villa Verrocchio, chiedendo ai dirigenti scolastici di svolgere un elaborato che verrà letto appena possibile come momento di riflessione e al fine di favorire la maturazione di atteggiamenti consapevoli di fronte a temi delicati come questi, per sviluppare opportunità di riflessioni sul rispetto verso se stessi e gli altri e per creare un rapporto positivo con gli eventi del passato per trarne insegnamenti.

“La Giornata della Memoria del 2021 – ha affermato il primo cittadino Ottavio De Martinis – , pur svolgendosi in tempo di Coronavirus, impone l’attenzione di tutti, in particolare dei più giovani, per riaffermare l’importanza di ricordare le vittime innocenti dell’Olocausto. Quest’anno non è stato possibile organizzare eventi in presenza, per questo motivo ci siamo mossi in due direzioni, con un video per la città e suscitando l’interesse degli studenti. Con la Legge del 20 luglio 2000, n. 211 si riconosce il 27 gennaio quale giorno per ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio salvando vite umane e proteggendo i perseguitati, la nostra amministrazione ha coinvolto le classi terze delle scuole secondarie di primo grado degli istituti di Montesilvano, che dovranno consegnare degli elaborati entro venerdì 29 gennaio”.

Il Polo Scientifico tecnologico “Fermi” ha invece voluto offrire ai suoi studenti un momento di riflessione sui temi della non violenza e della solidarietà, rievocando le atrocità di un pezzo di storia in cui l’uomo ha dato il peggio di sé, negando i valori fondanti della civiltà. Al mattino sarà proiettato, per tutti gli studenti del Polo, attraverso la piattaforma Keaton, un film in prima visione “Resistance- La voce del silenzio”, sul celebre artista ebreo ortodosso Marcel Marceau. Al pomeriggio sarà aperta al pubblico, attraverso una ristretta rappresentanza di studenti, insegnanti e giornalisti, il nuovo “gioiello” del Polo “Fermi”, il Laboratorio cinematografico e di multivisioni, uno spazio di intrattenimento e di approfondimento nato per valorizzare l’arte della cinematografia, da anni al centro della nostra offerta formativa, ma soprattutto per promuovere ed attivare eventi culturali aggreganti e comunitari, come già dichiarato ed espresso nel Progetto presentato insieme al Cinema Teatro “Pacifico”, “Mutazioni in movimento”.

L’evento pomeridiano andrà in diretta sul canale youtube del Polo “Fermi”, a partire dalle 16, e potrà pertanto essere seguito in streaming da tutti gli amanti del Cinema e dai nostri concittadini.

“In questa giornata così significativa vogliamo ricordare il passato, perché non si ripeta, ma anche mettere un tassello, un altro tassello, come scuola, nella costruzione di un futuro migliore, in cui a vincere siano la bellezza, la pace, il rispetto per l’altro, iniziando dalla nostra comunità, dal nostro territorio, attraverso un processo di rivitalizzazione e di rigenerazione valoriale e sociale”, ha sottolineato il dirigente del Polo scolastico, Massimo Di Paolo.




L’Istituto Comprensivo “Margherita Hack” di Castellalto – Cellino organizza un incontro di riflessione sui fatti che hanno segnato il nostro territorio.

L’evento si terrà presso la Sala Consiliare del Comune, alla presenza dell’Ispettrice Maria Cristina De Nicola, dirigente dell’Ufficio Territoriale di Teramo, del dirigente Scolastico dell’Istituto, Simona Piantieri, e dei sindaci dei comuni di Castellalto (Vincenzo Di Marco), Canzano (Maria Marsilii) e Cellino Attanasio (Giuseppe Del Papa). Interverranno inoltre Luigi Ponziani, direttore emerito della Biblioteca “Melchiorre Delfico” di Teramo, e Roberto Melchiorre, docente di Lettere e scrittore di libri per ragazzi.

Una tre giorni dedicati alla celebrazione della ‘Giornata della Memoria’ con tre testimoni speciali, ossia l’avvocato Luigi Guerrieri, il professor Andrea Sangiovanni docente di Storia Contemporanea dell’Università di Teramo e l’europarlamentare Massimiliano Smeriglio, esperto in Diritti umani, con la scrittrice Lia Tagliacozzo, ha preso il via all’Istituto Alberghiero Ipssar ‘De Cecco’ di Pescara, nell’ambito degli eventi del Premio Nazionale ‘Paolo Borsellino’ e che si svolgerà domani, lunedì 25 gennaio, martedì 26 gennaio e mercoledì 27 gennaio.

“All’Istituto Alberghiero ‘De Cecco’ di Pescara – ha spiegato la dirigente Alessandra Di Pietro – consideriamo una priorità educare i nostri studenti a essere cittadini di una buona e giusta società. E il nostro impegno con il Premio Nazionale Borsellino è parte fondante di questa formazione, che deve proseguire anche in tempo di Covid, semplicemente modificando la formula, ovvero gli studenti seguiranno a distanza, su piattaforma, i tre eventi. Peraltro le prime due giornate, quella del 25 e del 26 gennaio, saranno riservate ai nostri ragazzi dell’Ipssar, mentre la giornata di mercoledì 27 gennaio sarà aperta a tutte le scuole che vorranno aderire e che potranno partecipare collegandosi al portale di ‘Officina Legalità’. Riteniamo tale evento imprescindibile e necessario nel nostro tempo, connotato dal triplicarsi dei messaggi antisemiti sui Social e dal linguaggio aggressivo di certo dibattito politico”.

Tutto pronto a Chieti, dove si proietteranno le storie delle pietre di inciampo ricostruite dagli studenti delle tre città. Senza accesso al pubblico, in osservanza delle norme Anti Covid, ma visibili in streaming e sui canali dedicati, l’appuntamento è dalle 11 alle 12 dall’Istituto di Istruzione Superiore “Luigi di Savoia”.

Tre i video che saranno proiettati, tutti realizzati coinvolgendo 95 studentesse e studenti di 3 Istituti delle 3 diverse città con il patrocinio dei Comuni di Chieti, Bologna e Parma. Un format ideato da Serena Cecconi, e Lidia Gattini, ha coinvolto l’Istituto di Istruzione Superiore Luigi Di Savoia di Chieti come capofila, in rete con il Liceo Toschi di Parma e l’Istituto di Istruzione Superiore Aldini Valeriani di Bologna, ed è stato finanziato dal Miur attraverso il Bando “Promozione di eventi istituzionali, giornate, ricorrenze nazionali e campagne di comunicazione”.

Pur se in un momento difficile, causa la pandemia, la Pro Loco di Avezzano dimostra costantemente la propria attenzione al territorio, con opere di solidarietà e di cultura. Si ricorda il grande evento: “V Tavola Rotonda di Etnomusicologia”. Dialoghi abruzzesi tra memoria e futuro” per proseguire e ricordare il grande impegno del mai dimenticato professor Gianluca Tarquinio.

Per questo costante dovere morale, la pro loco di Avezzano, in sinergia con il Centro Studi Marsicani e con il patrocinio del Comune di Avezzano, proporrà invece all’attenzione delle scuole, in occasione della Giornata Internazionale della Memoria mercoledì 27 Gennaio 2021 alle 11.30, la visione del racconto “La mia seconda madre”, che evoca la storia di ragazzi perseguitati per la loro diversità sullo sfondo del grande dramma della seconda guerra mondiale.

Con una lettera, il presidente Federico Tudico ha rivolto un invito ai docenti e agli studenti, sia delle scuole medie che delle superiori, a partecipare, come contributo significativo alla Dad, all’evento che verrà presentato in diretta, sul canale 119 del digitale terrestre, sul sito web https://www.prolocoavezzano.it/, o sulla pagina Facebook Pro Loco Avezzano.

Per per commemorare le vittime e tutti i sopravvissuti dell’Olocausto, la consulta giovanile di Vasto ha pensato di creare, per domani alle 16.30 un evento online che tratterà della figura di Etty Hillesum.

“Abbiamo coinvolto per l’occasione la professoressa Patrizia Ciccarella che interverrà dopo il saluto del sindaco Francesco Menna e dell’assessore alle Politiche Giovanili Paola Cianci. Presenteremo una visione intima, spirituale e psicologica della scrittrice olandese, vittima dell’Olocausto, morta nel campo di Auschwitz il 30 novembre del 1943”, ha dichiarato il presidente della consulta Marta Del Negro.

“Ringraziamo le ragazze ed i ragazzi della Consulta Giovanile per avere, ancora una volta, colto l’opportunità di condividere con le nuove generazioni tematiche delicate e profonde come l’Olocausto, una strage che ha segnato la storia del mondo intero. Ci emoziona il loro impegno  e siamo certi che verrà apprezzato come sempre dalla nostra comunità. Grazie alla Professore Ciccarella per la sua disponibilità”, hanno aggiunto il sindaco Menna e l’assessore Cianci.

Tra i tanti altri eventi, infine, a Fossacesia sarà conferita la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre, nel della seduta del Consiglio comunale, convocato per il 27 gennaio, alle 11, giorno in cui si celebra la Giornata della Memoria.

“Annoverare Liliana Segre tra i nostri più illustri cittadini ritengo che sarà un momento valoriale molto alto – sottolinea il sindaco Enrico Di Giuseppantonio –. Fossacesia, medaglia d’argento al merito civile ,conferma d’essere una città aperta proprio in occasione della ricorrenza della giornata internazionale nella quale si commemora le vittime dell’Olocausto, scelta volutamente come occasione per conferire il riconoscimento alla senatrice Segre. Abbiamo voluto anticipare i lavori del Consiglio comunale per permettere ai cittadini e soprattutto agli alunni delle scuole di Fossacesia di poter seguire la seduta. La Segre, d’altro canto, donna che è costantemente impegnata nel dare ‘Memoria’ di un orrore che ha segnato indelebilmente la storia dell’uomo, da sempre si rivolge ai più giovani perché nemmeno uno di quei terribili giorni possa ancora vedere l’alba”.

La seduta dell’assemblea civica sarà così trasmessa in streaming, collegandosi al link https://facebook.com/comunedifossacesia/live per raggiungere i cittadini di Fossacesia e le scuole di Fossacesia, con gli alunni che in diretta web, daranno vita a una serie di iniziative preparate in occasione della Giornata della Memoria.

E proprio per ricordare gli errori dell’Olocausto, la stessa Segre è intervenuta qualche giorno fa dichiarando: “Non ho mai perdonato, come non ho dimenticato” la Shoah, e mentre ero ad Auschwitz “per un attimo vidi una pistola a terra, pensai di raccoglierla. Ma non lo feci. Capii che io non ero come il mio assassino. Da allora sono diventata donna libera e di pace”.

 

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