“GIOVANI PER LA CERAMICA”: 4 VINCITRICI PER L’EDIZIONE 2022

6 Agosto 2022 19:15

Teramo - Cultura, Gallerie Fotografiche

ROSETO DEGLI ABRUZZI – “I tre lavori premiati sono tutti di ottima qualità e fattura, accomunati da una grande forza comunicativa, la menzione d’onore è un passo nell’arte più contemporanea e moderna”.

Così il critico, gallerista e storico dell’arte Jean Blanchaert, presidente della giuria del Premio biennale ‘GXC – Giovani per la Ceramica’, ha definito le quattro opere vincitrici dell’edizione 2022.

Il premio intitolato alla memoria di “Giancarlo Sciannella”, per l’opera dal concept maggiormente innovativo, è stato assegnato ad Anjeza Kolevica, con l’opera “Forms of Spiritual Gravity” in argilla rossa, gress, ossidi e smalti. L’artista di Tirana, diplomata all’Istituto “F. Grue” nel 2003, è impegnata da anni nell’attività produttiva artistica vanta partecipazioni a mostre di livello internazionale.

A Eugenia Astolfi è stato conferito il premio “Serafino Mattucci” per l’opera “Contaminazioni” che presenta elementi di assoluta originalità, con inserti in cartone ondulato accanto all’utilizzo della maiolica tipica castellana.

Il “Piatto Fungo” di Ilaria De Luca si è aggiudicato il premio della Camera di commercio del Gran Sasso d’Italia: diametro di 27 centimetri è stampato per calibratura e presenta la particolarità nel suo sistema di impilamento. Altra particolarità risiede nella falda che scende a campana e conferisce al piatto una forma più dolce. L’opera rientra in un progetto articolato a cui hanno aderito gli studenti del Liceo “F.A. Grue”, su studio, progettazione, sviluppo e realizzazione di innovative stoviglie dedicate alla ristorazione.

La giuria ha assegnato una menzione d’onore in riferimento al “Premio Giancarlo Sciannella” all’opera “Filorosso” di Chiara di Donato: due bicchieri in terracotta di differenti misure, uniti da un filo in lana rosso. L’altezza del secondo bicchiere è 90 cm, misura che richiama la “paura” nella smorfia napoletana e simboleggia il momento vissuto durante la pandemia.

In giuria, accanto a Blanchaert, Lucia Arbace, già sovrintendente BSAE dell’Abruzzo-Ministero per i beni e le attività culturali, Claudia Casali, direttrice del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, Carla Marotta, già dirigente scolastico del Liceo Artistico ” F. A. Grue ” di Castelli, Maria Lucrezia Di Bonaventura della Fondazione Cingoli, Tiziana Di Sante della Fondazione Tercas e Antonella Ballone della Camera di commercio del Gran Sasso d’Italia.

L’iniziativa, allestita a Villa Paris di Roseto degli Abruzzi, è organizzata dalla Fondazione Cingoli di Roseto degli Abruzzi, con il sostegno della Fondazione Tercas, della CCIAA del Gran sasso d’Italia e dell’Associazione ITACA, ed è patrocinata da: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regione Abruzzo, Provincia di Teramo, Comune di Roseto degli Abruzzi, Comune di Castelli e MIC, Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza.

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